ESCLUSIVA TG – Ponciroli: “Juric è la chiave di volta del Torino. Se Miranchuk si accende i granata possono diventare la sorpresa del campionato”

17.09.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Fabrizio Ponciroli
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Fabrizio Ponciroli

Fabrizio Ponciroli è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Ponciroli è un giornalista direttore di “pc Professionale” e ospite delle trasmissioni di Tmw Radio, con lui abbiamo parlato dell’avvio di stagione del Torino e della partita con il Sassuolo.

Come inquadra la partita fra il Torino, che arriva dalla sconfitta ma con una buona prestazione con l’Inter e un inizio di campionato positivo, e il Sassuolo, che non ha ancora del tutto ingranato e ha molte defezioni?

“Il Torino mi sta sorprendendo molto perché vedo uno squadra, nonostante sembrasse in estate che Juric non fosse molto contento per come stavano andando le cose, ma in realtà è stato molto abile e questo conferma come lui sia un grande amalgamatore. Il Torino è una bella squadra. E’ ero non ha segnato contro l’Inter, ma ha fatto una buona prova e credo che possa anche portare a casa i tre punti con il Sassuolo. Gli emiliani da quatto partite non vincono e lo hanno fatto solo una volta in queste prime sei giornate, hanno defezioni importanti e a Torino non hanno mai fatto cose eccezionali, quindi penso che i granata sulla carta abbiano buone possibilità di vincere”.

In questo inizio di stagione nel Torino stanno emergendo Vlasic e Radonjic, che arrivano da campionati non brillanti. Sono gli elementi giusti per dare qualche cosa in più ai granata sulla trequarti?

“Credo che alla fine ogni giocatore ha bisogno di sentirsi importante e quando trova l’ambiente giusto può rendere al meglio delle sue potenzialità. Vlasic e Radonjic avevano le qualità per fare bene anche in passato e probabilmente Juric è riuscito a metterli nella posizione giusta e a dare loro le giuste motivazioni. Onestamente in questo inizio di stagione io vedo molto Juric nel Torino, cioè la chiave di volta è sempre lui. Se è così motivato e determinato i giocatori lo seguono perché è capace di farsi seguire, cosa che non è così banale nel calcio moderno. Il grande rendimento che stanno avendo alcuni giocatori del Torino, magari non dico sconosciuti bensì poco avvezzi alle grandi platee, è dovuto in buona parte al merito di Juric e alla sua grande capacità di mettere i giocatori al posto giusto e di motivarli nella maniera corretta”.

Il Torino convince per il gioco che propone, ma non segna tanto pur creando parecchie occasioni da gol. I numeri dicono che in sei partite ha tirato 67 volte, 25 in porta, creato 56 occasioni, ma segnato solo 6 reti. Un po’ pochi gol in proporzione, no?

“E’ vero, infatti credo che sia il vero limite che ha la squadra in questo momento: la difficoltà a trovare la via del gol. E’ anche vero però che la difesa e il centrocampo reggono bene, quindi sì una squadra che segna poco però sa difendersi alla grande. Se il Torino dovesse trovare un uomo che cominci a fare qualche gol in più, penso a Miranchuk, che in questo caso è fermo per infortunio ma che può accendersi, allora il Toro può diventare la sorpresa di questo campionato”.

La difesa è solida, 6 gol subiti in sei gare ma tre in un’unica volta e buona parte dei quali a causa di errori individuali. Il Torino è in linea con il campionato scorso quando c’era Bremer e con giocatori che stanno emergendo come Buongiorno e Schuurs.

“Sono sorpreso da questo perché pensavo che il Torino ci mettesse molto più tempo a trovare l’erede di Bremer e soprattutto quella solidità difensiva che gli garantiva il brasiliano. Invece, ancora una volta, devo dire che Juric è stato bravo a dare fiducia a giocatori che potevano magari pagare la tensione e la responsabilità di sostituire Bremer e il risultati per adesso sono più che confortanti. Buongiorno, secondo me, ha veramente le qualità per diventare un giocatore di categoria: è molto abile negli anticipi, sa perfettamente come posizionarsi. In relazione alla sua età (ha 23 anni, ndr) mi sembra molto avanti nel processo di maturazione di un calciatore. Mi ripeto, io stravedo per Juric e credo che il suo lavoro stia pagando anche da questo punto di vista perché non è facile raccogliere l’eredità così pesante lasciata da Bremer”.

Tornando alla partita con il Sassuolo, forse ci si aspettava un po’ di più da neroverdi però resta una formazione abbastanza temibile perché ha un suo gioco e personalità dati dall’allenatore. Quali difficoltà potrebbe incontrare il Torino, anche se il Sassuolo ha defezioni importanti?

“Il Sassuolo non si può ancora giudicare perché è senza Berardi e senza di lui non è il Sassuolo. Senza Berardi la squadra perde il 40% della sua forza offensiva: è il leader carismatico, tecnico e probabilmente anche l’anima di questa squadra. Per questo faccio fatica a giudicare il Sassuolo nell’immediato. Il Torino deve stare attento a Pinamonti perché è uno di quei giocatori che soprattutto in questo tipo di partite, in cui magari ci sono poche occasioni e la gara è molto fisica, può mettere la palla dentro la rete e può fare male. Lo indico come il pericolo pubblico numero uno”.

Se questa sera il Torino avrà la meglio sul Sassuolo potrebbe raggiungere una posizione di classifica interessante. I granata sono superiori o inferiori alle aspettative?

“Il Torino per la storia che si porta dietro dovrebbe sempre essere in posizioni importanti. Ha passato alcune stagioni veramente orribili e immagino che per i tifosi sia stato un calvario e quindi veramente spero ciò che dicevo prima: che sia la sorpresa di questo campionato, ma non tanto per fare un anno d’exploit e poi tornare a fare quello che è successo negli ultimi anni bensì perché il Torino deve riprendersi le posizioni importanti. Magari facendo una buona stagione c’è la possibilità di costruire qualche cosa di ancora più importante, però tutto parte e finisce con Juric. Se Juric quest’anno fa il colpaccio e riesce ad arrivare in posizioni alte poi però gli devi dare giocatori per l’upgrade perché se no lo perdi. Un’altra estate come quella appena trascorsa non la fa più”.