ESCLUSIVA TG – Poggi: “Zaza e Belotti sono una delle coppie d’attaccanti più interessanti del campionato”

13.09.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 3212 volte
Fonte: Elena Rossin
Paolo Poggi
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Paolo Poggi

Paolo Poggi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Poggi è stato attaccante del Torino dal 1992 al 1994 e dell’Udinese dal ‘94 al 2000, attualmente è il responsabile dei progetti internazionali del Venezia. Con lui abbiamo parlato della partita di domenica pomeriggio fra le sue ex squadre.

Come potranno giocare Udinese e Torino che si affronteranno domenica pomeriggio?

“In questa fase tutte le squadre stanno ancora definendo la propria strada e per questo, secondo me, è difficile prevedere come sarà la partita, ma sicuramente si tratta di due realtà interessanti. Entrambe hanno cambiato il modo di interpretare il gioco soprattutto l’Udinese per cui c’è un po’ la novità per quel che riguarda i friulani e maggiori certezze relative al Torno che ha una squadra di buon livello”.

Per quello che si è visto, che cosa c’è di positivo e di un po’ meno nelle due squadre?

“Non mi sento di esprimermi su quello che ci potrebbe essere da aggiustare perché non vivendo la quotidianità sarebbe da presuntuosi. Di buono ci sono le idee delle due società e le idee relative al gioco delle due squadre, la qualità dei giocatori e soprattutto, come dicevo, la programmazione che ha permesso di creare due formazioni dal mio punto di vista non banali, come non lo sono entrambe le società”.

Che cosa ne pensa della coppia di attaccanti del Torino Belotti-Zaza, che si è vista giocare insieme anche per una parte del secondo tempo in Nazionale nella gara con il Portogallo?

“E’ indubbiamente molto interessante e sarà piuttosto fastidiosa per gli avversari nel momento in cui entrambi i giocatori saranno al top della forma e riusciranno ad esprimersi al meglio delle loro potenzialità. E’ sicuramente una delle coppie d’attaccanti più interessanti del campionato”.

Il Torino può disporre anche del tridente in attaco perché ha Iago Falque, anche se Mazzarri era partito con l’idea di giocare con il 3-5-2 e avendo tre del calibro di Belotti, Falque e Zaza tenerne uno fuori non è facile.

“Da un certo punto di vista per l’allenatore può essere un problema avere questi tre attaccanti, anche se è relativo in quanto si tratta di un bel problema in senso assolutamente positivo. Sicuramente è una situazione che darà molto da pensare a Mazzarri, ma credo che ci sarà la possibilità di vederli giocare tutti e tre insieme e anche di far riposare qualcuno di loro se dovesse occorrere. Per un allenatore riuscire a trovare il modo di fare esprimere tutti e tre al meglio è il massimo. Durante la stagione un po’ per la condizione di forma dei giocatori, un po’ per problemini che possono accadere e un po’ per le necessità della squadra magari non saranno sempre tutti e tre a disposizione, anche se mi auguro di sì. La bravura dell’allenatore in questo caso sta nel riuscire a dare a tutti e tre la stessa importanza anche quando un calciatore non gioca perché si sente parte del progetto e riesce sempre ad essere al meglio nel momento in cui è chiamato in causa”.

Quali sono i punti di forza dell’Udinese?

“Il collettivo perché potenzialmente può esprimere qualche cosa di nuovo rispetto a ciò che ha fatto negli ultimi anni. Ha un allenatore, Velázquez, con una mentalità diversa, che conoscerà meno il nostro calcio, ma questo in un certo senso può essere un vantaggio poiché non ha ancora mostrato del tutto la sua idea di gioco, però, anche uno svantaggio fino a quando i giocatori non avranno acquisito la sua filosofia di gioco. La diversa mentalità dell’allenatore può essere anche una sorpresa e da questo punto di vista sono fiducioso per l’Udinese. Per quel che riguarda i singoli giocatori c’è Lasagna che è sempre una mina vagante e, per me, è un ottimo elemento. De Paul può essere quello che ha l’invenzione che può cambiare la partita ed è il più pericoloso. Fofana è un altro che può spostare gli equilibri nel momento in cui sta bene. Ma, come ho detto, se i giocatori fanno proprio il gioco che vuole esprimere l’allenatore è il collettivo ad essere l’arma in più dell’Udinese”.

Tenendo conto di tutte le squadre, si può dire che il Torino possa puntare all’Europa League e l’Udinese a una tranquilla salvezza?

“Sì, direi che questi possono essere oggettivamente gli obiettivi di queste due società. Dopodiché fortunatamente il nostro campionato riesce sempre a rivelare qualche sorpresa, scudetto a parte. Ma la definizione della classifica dipenderà molto dalle situazioni e una squadra se inizia a fare bene prende fiducia e può andare oltre ogni aspettativa, come ha fatto l’Atalanta negli ultimi anni. Entrambe hanno il potenziale anche per fare qualche cosa di più rispetto a un campionato normale, ma non sarà semplice perché c’è tanta concorrenza per tutte e due le squadre. Per come sono andate storicamente le ultime annate se l’Udinese riuscirà a salvarsi con tranquillità andrà già oltre gli obiettivi. E il Toro se riuscirà a dare continuità ai suoi risultati può ambire all’Europa League perché è ipotizzabile che Juventus, Napoli, Inter e Roma lotteranno per i primissimi posti e la Champions poi ci sono Milan, Lazio, Fiorentina, Atalanta, Sampdoria e appunto Torino che proveranno ad aggiudicarsi gli altri posti per l’Europa. Ogni stagione un paio di squadre ottengono più delle aspettative e una o due delle grandi per così dire sbaglia il campionato. La continuità come al solito farà la differenza e adesso dopo sole tre partite si può solo ipotizzare che accadrà ciò che è negli obiettivi iniziali, solo più avanti capiremo chi cannerà e chi sarà la reale sorpresa”.