ESCLUSIVA TG – Piá: “Vagnati è alla ricerca di un giocatore che possa alzare il tasso di qualità del Torino. Biel è un buon trequartista”

07.01.2024 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
João Batista Inácio Piá
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João Batista Inácio Piá
© foto di Federico De Luca

João Batista Inácio Piá è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Pià attualmente è un agente di calciatori, in passato ha militato nel Napoli dal 2005 al 2007 e poi dal 2008 al 2010 e nel Torino da gennaio a giugno 2010. Con lui abbiamo parlato della partita di oggi pomeriggio fra le sue ex squadre e di cosa potrebbe fare il club granata in questa finestra di mercato.

Torino e Napoli sono accomunate dall’avere qualche problema che impedisce loro di esprimersi per il potenziale che hanno. Lei come vede queste due squadre?
“Partendo dal Napoli, nessuno si sarebbe aspettato che da campione d’Italia l’anno scorso avrebbe avuto tutte queste difficoltà, magari un calo sì però non così evidente dal punto di vista delle prestazioni, della confusione che sembra pervaderlo e che si dovesse arrivare al cambio di allenatore dopo che c’era già stato l’addio di Spalletti. Credo che tra queste due squadre il Torino, per il campionato che deve fare e per l’opportunità che aveva anche nella scorsa partita con la Fiorentina di fare quel saltino in avanti avvicinandosi di più alle zone che portano in Europa e che non ha sfruttato, debba migliorare . Credo che per questo Juric sia stato anche chiaro con la proprietà sui giocatori che servono e in particolare un esterno mancino che possa veramente giocare dietro alle due punte in modo da far fare più gol agli attaccanti. Mancano al Torino proprio i gol degli attaccanti e se andiamo ad analizzare quanto è stato fatto lì davanti si constata che hanno fatto veramente poco”.

Non è bastato l’arrivo di Zapata, che è comunque il capocannoniere con 4 gol, perché in tutto il Torino ne ha fatti 15 in 18 partite e a parte l’Empoli, che è penultimo in classifica, nessuno ha fatto peggio. Come si può risolvere questo problema?
“Il reparto offensivo del Torino è di grandissima qualità e rispetto perché veramente è formato da giocatori importanti. Come risolvere il problema? Non lo saprei dire nel senso che l’allenatore sta provando a trovare soluzioni e continua a giocare con le due punte provando a riempire l’area di rigore. Gli attaccanti vivono di momenti e situazioni e bisogna trovare il modo per farli rendere di più ed è normale che possano fare molto di più sia Sanabria sia Zapata e devono cercare in questa seconda parte della stagione vista la classifica del Torino (10° posto a 4 punti da Roma e Napoli che sono al 7°, ndr) di riuscirci perché se faranno più gol il Torino potrà stare attaccato al carro che porta in Europa”.

Lei è un procuratore, si dice sempre che nel mercato di gennaio sia difficile fare buoni affari, ma è possibile, a un prezzo accettabile per un club come il Torino, trovare un trequartista che abbia qualità sufficiente, che non arrivi da infortuni e che non debba rilanciarsi perché è discontinuo o ha un carattere difficile per cui rende poco in campo?
“Il mercato di gennaio è di riparazione e non bisogna solo cercare nei soliti posti dove tutti quanti siamo abituati ad andare a visionare i giocatori. Penso che le opportunità ci siano, ma bisogna capire il budget che si può investire perché in piazze com’è quella del Torino è normale che non si possano andare a prendere scommesse poiché serve un giocatore determinante in questo momento. Il trequartista è la priorità dell’allenatore e so che Vagnati è alla ricerca di un giocatore che possa alzare il tasso di qualità. Si parla tanto di Pep Biel, un giocatore spagnolo dell’Olympiakos, un trequartista che sa interpretare quel ruolo però bisogna capre quanto vuole spendere il Torino perché in questo momento se si vuole inserire un nuovo giocatore deve esse uno che arriva e determina altrimenti vai avanti così”.

Ma se si va avanti così o Juric s’inventa qualche cosa o qualche giocatore si sblocca altrimenti il rischio è che il Torino si ritrovi alla fine del campionato a metà classifica come nelle due stagioni precedenti
“Sì. L’allenatore deve cercare un modulo o soluzioni di gioco diverse per sfruttare di più quei giocatori che ha e che possono dare di più, Ma se si vuole giocare con un trequartista serve veramente un giocatore di qualità  e che sappia interpretare il ruolo e in giro non ce ne sono tanti perché la verità è che ultimamente pochissime squadre usano il trequartista. Le soluzioni sono quindi due: o cambi il modo di stare in campo della squadra e il tuo calcio oppure bisogna investire soldi su un giocatore che faccia la differenza adesso”.

Ma è possibile trovare a gennaio un tale profilo?
“Non è facile perché i calciatori che stanno giocando nei vari club e stanno bene difficilmente  si spostano, a meno che non ci sia un’entrata economica. Altrimenti bisogna andare a prendere una seconda scelta, però, come ho detto, non fa al caso del Torino poiché prima di tutto devi dare il tempo al giocatore di ambientarsi e poi magari non è il giocatore che fa alzare il tasso di qualità che serve negli ultimi metri”.

Tornando alla partita con il Napoli, i partenopei non avranno più di un giocatore causa infortuni (Meret, Natan, Olivera e Ostigard) e Coppa D’Africa (Osimhen e Anguissa) e non ci sarà neppure Mazzarri che è squalificato. Che cosa quindi può fare in Napoli per mettere in difficoltà il Torino?
“E’ una partita delicata soprattutto per il Napoli per la classifica che ha in relazione a ciò che doveva fare quest’anno. Il Napoli cercherà di mettere in campo un atteggiamento più coraggioso cercando di giocare senza troppe pressioni addosso, anche se non è facile perché il Napoli vive di pressioni ed emozioni e quindi sarà un Napoli più coraggioso e dall’altra parte il Torino ha una partita importante perché è a 4 punti dagli avversari e se riuscisse a fare bottino pieno si attaccherebbe alla zona Europa  e poi se dal mercato arrivasse un trequartista potrebbe giocarsela fino alla fine”.

Dal punto di vista tecnico, come il Torino potrebbe approfittare di qualche errore del Napoli  o di qualche giocata particolarmente efficace propria?
“Con Juric in panchina il Toro è sempre stata una squadra dal livello d’intensità del gioco importante, con un motore veramente forte e i giocatori riuscivano a mettere in difficoltà gli avversari proprio grazie all’intensità, ma in questo momento al Torino manca qualche gol anche degli esterni e dei difensori. Penso che la chiave, in una partita dove ci sarà tanta tensione da una parte e dall’altra, possa essere quella dei calci piazzati, punizioni e angoli, e su queste palle finora il Torino non ha ottenuto molto”.

La partita quindi è di quelle dal risultato apertissimo ?
“Sì, anche perché sono due squadre che devono cercare di fare punti perché per l’attuale classifica hanno probabilità di avvicinarsi alle zone più alte. L’errore sarebbe rimanere bloccate e giocare con la paura di non vincere perché chi lo commettesse alla fine perderebbe. Sarà quindi una partita aperta e le squadre si esprimeranno al meglio e se verrà sbloccata lo sarà grazie a palle inattive e ai particolari”.