ESCLUSIVA TG – Pecci: “Belotti può dare una buona mano al Toro e anche alla Nazionale”

14.03.2019 06:00 di Elena Rossin  articolo letto 1780 volte
Fonte: Elena Rossin
Eraldo Pecci
Eraldo Pecci

Eraldo Pecci è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pecci calcisticamente è cresciuto nelle giovanili del Bologna e dal 1973 al ‘75 ha giocato in prima squadra, per poi trasferirsi al Torino fino al 1981 e dopo essere andato alla Fiorentina e al Napoli è ritornato al Bologna dall’86 all’89. Terminata la carriera di calciatore si è occupato di edilizia e fatto il commentatore tecnico in trasmissioni televisive e tuttora lo è per la Rai, l’editorialista del quotidiano “Il Giorno” e ha scritto un libro “Il Toro non può perdere” edito da Rizzoli. Con Pecci abbiamo parlato della partita che sabato sera vedrà opposto il Torino al Bologna.

Il Torino è in fase positiva, lanciato nella corsa all’Europa e Belotti è tornato a segnare, il Bologna dall’arrivo di Mihajlovic ha un gioco più determinato, ma, anche un po’ per sfortuna, non sta raccogliendo tanti punti, però, nella scorsa gara ha battuto il Cagliari? Come vede la partita?

“Il Toro sta facendo molto bene a livello di risultati e alle volte anche sul piano del gioco e anche quando non gioca bene vince. Il Torino prede pochi gol è questo è molto importante in un campionato con una classifica compatta.
Il Bologna negli ultimi due mesi ha ritrovato l’entusiasmo con l’arrivo di Mihajlovic grazie all’adrenalina che di solito porta il nuovo allenatore e ha disputato anche delle bellissime partite tranne con l’Udinese, però, purtroppo non sempre i risultati sono stati in linea con le prestazioni. Comunque ci sono state le vittorie a Milano con l’Inter e domenica scorsa con il Cagliari.
Torino e Bologna sono due squadre che hanno fiducia nei propri mezzi e godono di un buon momento, quindi, speriamo di vedere una bella partita, ma è chiaro che il Toro giocando in casa ed essendo più forte ha i favori del pronostico”.

Il fatto che il Torino nel primo tempo con il Frosinone non ha giocato bene e anche con il Chievo sul piano della prestazione non ha brillano pur vincendo entrambe le gare, sono segnali che devono preoccupare Mazzarri?

“Non si può dare a tutto una risposta scientifica, l’essenza sta da un’altra parte. La sostanza è che ci sono squadre più forti e altre meno e quando si affrontano quelle forti, magari, si fa una figura più bella perché il gioco lo fanno gli avversari e ci si difende e si contrattacca adeguandosi, mentre quando tocca a noi fare il gioco alle volte non viene fuori una bella partita, ma la si vince comunque. I punti li si fa anche giocando male perché contro le squadre piccole si gioca male”.

Quanto la voglia di rivincita di Mihajlovic potrebbe indurlo ad adottare soluzioni per far vincere il Bologna che poi, magari, finiscono per portare a una sconfitta?

“Si è mai visto un allenatore fare gol? I campionati li vincono sempre le stesse squadre e gli allenatori non devono fare danni. Un allenatore che aggiunge qualche cosa alla quadra è rarissimo, mentre è più comune che tolga. Molto spesso si dice “la squadra di” facendo il nome dell’allenatore, ma le squadre sono dei giocatori non degli allenatori”.

Belotti che è tornato a segnare quanto può essere utile al Torino nella corsa verso l’Europa?

“Il giocatore fa sempre del suo meglio. Nella fattispecie Belotti cerca di segnare più gol possibili, mentre Sirigu spera di evirare di prenderne e ognuno fa il suo. Belotti ha qualità e adesso le sta esprimendo, ha fatto dieci gol, che non sono i venti di Quagliarella o i diciannove di Piatek e Cristiano Ronaldo, però, sono un numero di tutto rispetto. I mezzi il giocatori li ha poi si vivono momenti più fortunati con forma ottimale e altri meno e ci si deve adattare, ma le doti che uno ha non spariscono. Penso che Belotti sia il giocatore che può dare una buona mano al Toro e anche alla Nazionale”.

Il discorso può valere anche per Zaza e Iago Falque?

“Zaza anche lui ha delle doti, ma si è perso per lungo tempo perché per troppo tempo non ha segnato e ha avuto un involuzione. Zaza è un punto interrogativo, ma se dovesse esplodere magari farà anche più gol di tutti gli altri, però, Belotti oggi è un giocatore più affidabile, non ci sono dubbi”.   

Il Bologna quante probabilità ha di salvarsi?

“Dare una percentuale mi sembra sbagliato, ma credo che le vicissitudini che hanno creato sono varie e variegate e, ad esempio, il Bologna è in questo momento ha grande fiducia mentre la Spal no così come l’Empoli che ha appena esonerato Iachini facendo ritornare Andreazzoli e queste due squadre hanno rispettivamente due e un punto in più. Credo che la lotta per la salvezza sia fra Bologna, Empoli e Spal perché l’Udinese e il Cagliari immagino che ne usciranno fuori poiché hanno doti per restarne fuori. Un punto in più o in meno dipenderà anche dalle circostanze e deciderà ci riuscirà a salvarsi”.

Nella lotta all’Europa League come vede il Torino?

“Ci sono tante squadre che sono in corsa e al di là di tutti i discorsi spero che il Toro vada bene, che faccia più punti possibile e che i tifosi si divertano. Le lotte per queste coppette non mi entusiasmano perché poi troppo spesso quando si gioca queste competizioni diventano un impedimento e gli allenatori finiscono per mandare in campo le riserve come per la Coppa Italia e onestamente a me sembrano i piccoli premi che al luna park vengono dati ai bambini, premi dei quali in bambini non se ne fanno nulla e quando arrivano a casa li buttano via. Le lotte per vincere la partecipazione a competizioni che poi sono snobbate non mi interessano. Invece mi interessa che il Toro faccia bene e che giochi bene, se poi andare in Europa League è un obiettivo della società e dei tifosi mi fa piacere che vivano questa storia, ma io la vivo poco”.