ESCLUSIVA TG – Paolo Castellini: “Brescia-Torino? La partita del pianto”

07.11.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Paolo Castellini
© foto di Federico De Luca
Paolo Castellini

Paolo Castellini è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Castellini ha indossato la maglia granata dal 2000 al 2004 e quella del Brescia per sei mesi nel 2004 e poi nella stagione 2015-2016. Terminata l’attività agonistica è diventato agente di calciatori. Con lui abbiamo parlato del momento difficile di granata e biancazzurri e della sfida di sabato pomeriggio fra le sue ex squadre.

Il Brescia ha appena cambiato allenatore, Mazzarri è sulla graticola, i biancazzurri hanno fatto meno punti in casa, 1, che in trasferta, 6, e i granata faticano ancor di più lontano dal Grande Torino, 3 sugli punti 11 totali, e si giocherà al Rigamonti. Che idea si è fatto di queste due squadre?

“La partita del pianto. Il Torino sta vivendo una situazione strana perché non credevo che potesse arrivare ad avere queste difficoltà avendo un organico di un certo tipo e con giocatori quasi doppioni in tutti i ruoli, quindi, si tratta di una squadra costruita per fare bene. Per questo sono sorpreso, ma diciamo che capita quando si cerca di alzare l’asticella e alle volte si fa più fatica rispetto a quando si è a lottare, com’è accaduto lo scorso anno o gli anni precedenti, per un posto in Europa. Magari qualche difficoltà in più c’è stata anche nella gestione di tante situazioni. Anche Mazzarri ha qualche difficoltà e l’ambente è particolarmente caldo e questo non aiuta perché l’ambiente granata per la storia che ha esercita pressione che in certi momenti ti fa dare qualche cosa in più e in altri, invece, ti toglie. E questo mi sembra un momento dove magari i giocatori sentono il peso del momento negativo.
Per quel che riguarda il Brescia, è una squadra giovane che si affaccia alla Serie A dopo tanti anni e ha molti giocatori che hanno poche presenze nella massima serie togliendo Romulo, Gastaldello, Dessena che è infortunato e Balotelli. Togliendo, appunto, questi quattro giocatori sono quasi tutti alla prima esperienza o alle prime partite in serie A e, quindi, non è facile. Sono partiti facendo discretamente con Corini che, secondo me, ha dato continuità alla cavalcata dello scorso anno, ma, purtroppo, come capita ormai quasi sempre quando le cose non vanno bene a pagare è l’allenatore e di conseguenza ripartono con un allenatore nuovo, Grosso, che avrà concetti probabilmente differenti dal suo predecessore, fermo restando che ha un'idea di calcio che parte da dietro, ma che gioca la partita sempre. È chiaro che troverà un Torino agguerrito perché lo spirito dei granata nel derby non è mancato sicuramente. È una partita complicata e, sinceramente, non saprei dire come potrà finire visto che sono sicuramente due squadre che hanno problemi".

All’interno della partita, a prescindere da chi giocherà e da come sarà impostata dai due allenatori, c’è il confronto fra Balotelli e Belotti che hanno finora rispettivamente segnato 2 e 5 gol, con il bresciano che ha giocato meno gare poiché doveva scontare la squalifica di quattro giornate e il granata che non segna dal match con il Parma del 30 settembre. Situazione non facile anche per i due attaccanti?

“Infatti, domenica scorsa Balotelli ha fatto un gran gol nel primo tempo e su palla da fermo ha tirato una grande punizione e poi ha avuto un'altra occasione. Diciamo che, se la palla circola nella sua zona sicuramente è un giocatore pericoloso e per la squadra, secondo me, è importante perché in campo rappresenta un appoggio per i compagni.
Per quel che riguarda Belotti, ultimamente non ha segnato, ma lo vedo benissimo fisicamente e anche nel derby mi è sembrato in buona condizione fisica, ma è chiaro che per un attaccante è fondamentale segnare e lui molte volte deve costruirsi o da defilato oppure da dietro azioni per creare pericoli agli avversari e, magari, perde un po' di lucidità lì davanti al momento del tiro in porta. Sarà un bel confronto tra i due".

Il Torino ha il problema che fatica a costruire azioni offensive e in più subisce tanti gol e se non fosse stato per le parate di Sirigu ne avrebbe incassati più dei 17 che ha al passivo dopo 11 giornate. Eppure nel campionato scorso aveva una tra le difese più solide della Serie A.

“Anche questo è un dato di fatto, i numeri purtroppo non mentono. Fa effetto proprio perché l'anno scorso la difesa era solida e Mazzarri per come lavora sulle catene e sull'impostazione della difesa a tre e con i quinti che comunque spingono, ma danno una mano dietro normalmente le sue squadre hanno sempre subito meno gol. Un po' di infortuni, un po' di problematiche anche fisiche e di stati di forma hanno fatto sì che il Torino subisca un pochino troppi gol. E' chiaro che dovrà fare attenzione e magari cercare di ripartire dalla solidità difensiva dell'anno scorso per poi raggiungere quello che può essere il potenziale offensivo”.

Grosso può essere l’allenatore che fa svoltare il Brescia?

“Credo che il cambio sia stato fatto soprattutto per cercare di dare una svolta e non tanto a livello tattico, ma specialmente per provare a motivare di più i giocatori. Grosso è un allenatore che sicuramente vorrà ben figurare e vorrà portare delle idee, fermo restando che non può stravolgere in pochi giorni completamente la squadra e il gioco, che ha portato comunque dei risultati e che ha dato solidità l'anno scorso. In pochi allenamenti non potrà incidere più di tanto e darà qualche concetto in vista della partita con il Torino e poi alla lunga cercherà di tirare fuori dai giocatori il massimo che possono dare. L'obiettivo del Brescia, per forza di cose, è la salvezza e far crescere ulteriormente i tre-quattro profili che possono avere ambizioni anche superiori”.

Mazzarri riuscirà a tirare fuori dalle secche il Torino>?

“Credo di sì perché, al di là di quanto sia preparato come allenatore e su questo non ci sono dubbi, ha a che fare con grandi professionisti e giocatori di qualità importante e, come dicevo all'inizio, la società ha investito cercando di migliorare ulteriormente la squadra, quindi, per questo Mazzarri potrà tirare fuori il meglio da questi giocatori e recuperare anche qualcuno che è sottotono o che sta rientrando o rientrerà dagli infortuni. Quando Mazzarri avrà a disposizione la rosa al completo e quando si sarà anche rasserenato l'ambiente probabilmente il Torino riuscirà a ripartire. Penso che sabato vorranno fare la partita e provare a vincere".

Concorda sul fatto che tra le due squadre chi è più in difficoltà è il Torino perché se i granata perderanno un'altra volta il tracollo diventerebbe difficilmente sostenibile?

“Sicuramente. Per quella che è la situazione attuale, in base a ciò che ho letto e sentito, non sarebbe una cosa positiva perché credo che i tifosi siano abbastanza delusi e arrabbiati e magari hanno perso un pochino di speranza poiché le ambizioni erano differenti. Dopo undici giornate essere a tre punti dalla zona retrocessione è una situazione del tutto inaspettata, quindi, è chiaro che il clima intorno alla squadra diventerebbe pesante. Spero che il Torino riesca a fare gruppo e che tutti si ricompattino e per tutti intendo squadra, società e tifosi perché altrimenti sarà dura certamente”.

In caso di ulteriore sconfitta, la settima in undici giornate, lo scenario ipotizzabile è l’esonero di Mazzarri, tanto più che ci sarà la sosta per gli impegni della Nazionale?

“In caso di risultato importante visto che ci saranno le classiche due settimane di tempo per poter lavorare, secondo me, si ricompatterebbe tutto, ma qualora le cose non andassero bene non saprei che cosa potrà decidere Cairo sul futuro di Mazzarri. Mi auguro, però, che il Toro possa fare una grande partita. Spero che quella di sabato sia una grande partita, anche per il Brescia al quale sono legato, e che entrambe le squadre, indipendentemente da questa partita, possano in campionato fare un grande cammino".