ESCLUSIVA TG - Nicola Roggero: "Wolves tosto, ma il Toro è cresciuto"

15.08.2019 10:00 di Federico Danesi   Vedi letture
ESCLUSIVA TG - Nicola Roggero: "Wolves tosto, ma il Toro è cresciuto"

Grande esperto di calcio inglese (sabato prossimo gli toccherà commentare l'Arsenal in Premier League) e apertamente tifoso del Toro, che non è un peccato da confessare. Ecco perché Nicola Roggero è quanto di meglio per presentare Toro-Wolverhampton che aprirà ad una delle due le porte dell'Europa League.

“L'ho già detto al momento del sorteggio e ne sono sempre più convinto. Era la più tosta tra le squadre che ci potessero capitare, molto peggio di PSV e Steaua, per dire. Ma sarà una bella sfida”.

Nicola, come potremmo definire il Wolverhampton per presentarlo ai tifosi del Toro?

“La meno inglese delle britanniche di Premier. L'allenatore è portoghese come parte della rosa e come il management. E l'impronta si vede anche nel gioco, fatto di possesso e controllo. I ritmi sono quelli lusitani, decisamente diversi da quello che potremmo aspettarci da una inglese. Un gioco che paga, lo dicono i risultati,. Nella passata stagione erano neopromossi e sono arrivati settimi come il Toro, hanno sfiorato la finale di FA Cup perdendo in rimonta dal Watford. Ma in un campionato decisamente più tosto, basta guardare le quattro che sono arrivate in Champions e le finaliste delle coppe solo due mesi fa. Fare paragoni con la Serie A però è impossibile, sono due campionati che per qualità e per soldi che girano differiscono totalmente”.

Giocatori da tenere particolarmente d'occhio?

“La scelta è ampia. Ci sono veterani come Moutinho e Rui Patricio, campioni d'Europa tre anni fa con il Portogallo che sanno come si gioca in coppa, tutta esperienza al servizio del gruppo. C'è Diogo Jota che è la nouvelle vague portoghese e lì è già diventato un idolo e Raúl Jiménez, attaccante della nazionale messicana. Ma poi c'è anche un blocco di calciatori britannici notevoli. Penso a Matt Doherty o ancora Morgan Gibbs-White che è veramente un bel talento e due anni fa ha vinto il Mondiale di categoria con l'Under 17 inglese. Insomma, un bel gruppo”

Ora è arrivato anche Cutrone. Per il Toro sarà un rimpianto?

“Credo di no. Un anno fa lo volevano scambiare con Belotti, dando anche dei soldi e secondo me Cairo ha fatto bene a dire di no. Ora al Toro cosa sarebbe venuto a fare, la riserva del capitano, a giocarsi il posto con Zaza? Va bene così”.

Dopo aver parlato tanto degli altri, che ne pensa di questo Toro che sta nascendo, la convince?

“Condivido le opinioni di chi dice, come Sconcerti, che sotto le tre grandi come Juve, Inter e Napoli può essere una delle prime tra le seconde. Ha cambiato nulla, ha giocatori come Meité e Ola Aina che al secondo anno con Mazzarri possono esplodere definitivamente e fare un bel salto, ha Baselli che porta grande qualità, Zaza che sicuramente farà meglio della passata stagione. E poi ci sono individualità importanti, uomini d'oro. Penso a Sirigu, uno dei migliori nel ruolo non solo in Italia e persona molto intelligente. O Nkoulou, sul quale avevo già scommesso sette anni fa quando era all'Olympique Marsiglia. Non mi ero sbagliato”.

Toro punto di passaggio o d'arrivo adesso per i giocatori?

“Più la seconda direi, lo dimostra Izzo che pure aveva offerte importanti anche dalla Premier. Oggi vestire questa maglia è tornato un orgoglio”.