ESCLUSIVA TG – Mezzano: “Se il Toro farà il Toro non avrà problemi a centrare l'obiettivo con lo Shakhter”

04.08.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Luca Mezzano
Luca Mezzano

Luca Mezzano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Mezzano è un allenatore e commentatore televisivo e ha anche attività extra calcistiche. Da giocatore ha militato fra le altre società nel Torino dal 1995 al 1997 e poi dal 2002 al 2005. Appesi gli scarpini al chiodo ha allenato nel settore giovanile del Torino dal 2011 al 2016. Con lui abbiamo parlato .

Il Torino ha passato il turno, però, Mazzarri non è stato assolutamente contento del secondo tempo con il Debreceni per l'atteggiamento della squadra e giovedì i granata affronteranno i bielorussi dello Shakhter Soligorsk. Come le è sembrato questo ritorno in Europa del Toro?

"Per correttezza devo dire che non ho visto la partita di ritorno, ma ho letto i resoconti. All'andata il Torino aveva fatto sicuramente molto bene, ma va detto al cospetto di un avversario tecnicamente e tatticamente decisamente meno forte. Credo che il messaggio di Mazzarri sia da intendere nel senso che d'ora in poi si alzerà il livello e il Torino non potrà sbagliare questo appuntamento perché è troppo importante per tantissimi motivi e, come tante volte ha detto il mister, lui ci tiene tantissimo e si sente responsabile di riportare il Torino in Europa. Ho letto che il Torino soprattutto all'inizio del secondo tempo si è un po' rilassato e questo quando si alza il livello chiaramente non può succedere, anzi, non deve succedere mai perché se una squadra vuole fare il salto di qualità definitivo, al di là dei valori tecnici che sono la cosa primaria, deve metterci la testa sempre e non deve avere bisogno dello stimolo dell'avversario forte per il meglio di ciò che si può dare. Sono convinto che le parole di Mazzarri siano da interpretare in questo senso e le sposo in toto".

I prossimi avversari in Europa i bielorussi dello Shakhter Soligorsk quanto sono da temere?

“Credo che si debba temere ciò che già preoccupava Mazzarri nell'affrontare il Debreceni, anche se poi gli ungheresi si sono rivelati poca cosa. Si è a un turno successivo in Europa e, quindi, il livello si alzerà un pochino e poi le squadre bielorusse sono fisiche, corrono e non mollano mai, cose che si pensava avrebbero caratterizzato anche gli ungheresi e invece mi hanno un po' deluso sotto questo aspetto, al di là del discorso tecnico. Sicuramente sarà un turno più complicato, ma il Toro avrà nelle gambe una settimana in più di preparazione e mi auguro che possa recuperare qualche giocatore. È chiaro che se il Toro farà il Toro non avrà problemi a centrare quest'obiettivo molto importante”.

Vinte le prime due partite e passato il turno, si sono rivisti giocare insieme per buona parte della partita Zaza e Belotti e Millico ha esordito in Europa segnando. Questi sono gli aspetti positivi. Baselli ha avuto un problema ma adesso sta meglio, mentre Falque e Lyanco sono infortunati. E questi sono gli aspetti negativi. La bilancia da che parte pende?

“Direi che ci sono più aspetti positivi, il Torino infatti ha giocato bene nella prima partita e nella seconda pur non brillando segnato quattro gol, cosa che non è mai semplice fare, per cui i valori ci sono. La coperta in questo momento è un pochino corta perché c'è qualche infortunio di troppo e la condizione è da migliorare, ma, ripeto, i segnali sono positivi perché c'è una rosa che di base è buona anche se va migliorata ulteriormente a livello qualitativo. Credo che la società stia aspettando la definitiva conferma della qualificazione all'Europa League piazzare gli ultimi colpi.
Per quel che riguarda il discorso Zaza e Belotti ho letto le dichiarazioni del mister che ha detto che non gli sono piaciuti molto insieme e, forse, in questo momento predilige giocare con i due trequartisti. Millico è un giovane che ha qualità molto importanti, ho avuto modo di seguirlo un po' nel settore giovanile ed è un giocatore che può fare il trequartista di sinistra e anche la seconda punta. Gli va dato merito di essersi fatto trovare nel posto giusto al momento giusto e di aver segnato un goal semplice ma non così semplice come potrebbe sembrare perché comunque ha indirizzato la palla con precisione chirurgica. Speriamo che questo sia per lui l'inizio di un cammino importante e che il Toro possa ritrovarsi in casa un gioiello come forse da anni non gli capitava. Questo penso che dipenda dalla maturazione mentale del ragazzo perché le qualità ci sono".

In quali ruoli va aumentata la qualità della rosa?

“Per quanto riguarda il gioco che vuole attuare Mazzarri impostato sulla difesa a tre gli esterni sono fondamentali e devono essere giocatori forti, ma il Toro li ha con De Silvestri, Ansaldi e Ola Aina, però, servirebbe prendere un mancino. Ho letto il nome di Fares, che sicuramente è un profilo ottimo e potrebbe fare al caso del Toro. A livello numerico e anche qualitativo penso che un giocatore che agisca sull'esterno e che abbia piede vada preso perché altrimenti al primo infortunio il Torino si ritrova con due soli titolari in un ruolo molto dispendioso e molto delicato proprio per gli equilibri dello sviluppo del gioco in fase offensiva e in fase difensiva. In mezzo la squadra è a posto con Meité, Rincon, Lukic e Baselli, che per la dimensione del Toro mi sembrano giocatori assolutamente all'altezza.
Per la qualità in assoluto ci si riferisce spesso in avanti e per il Torino sotto quest'aspetto parlano un pochino i numeri della scorsa stagione: a parte Belotti gli altri numericamente non hanno dato un grande contributo in fase realizzativa. È vero che Berenguer è un giocatore in crescita, è vero che l'anno scorso Iago Faqlue ha avuto una stagione un po' condizionata dagli infortuni ed è infortunato anche adesso, ma può fare sicuramente meglio, però, il Torino, lasciando da parte la variabile Millico che potrebbe anche esplodere, effettivamente ha bisogno di un giocatore offensivo di qualità. Questa potrebbe essere la chiave che permette al Torino un salto di qualità è importante. Leggevo i nomi di Verdi e di de Paul. che sono giocatori che hanno un profilo assolutamente adatto. Verdi può ricoprire più posizioni giocando molto bene con ambedue i piedi, quindi, potendo agire sia a destra sia a sinistra. de Paul è un altro giocatore dalle grandi qualità, molto bravo nel uno contro uno e può giocare anche come interno a metà campo. Mi sembrano due profili adatti per raggiungere l'obiettivo di alzare il tasso tecnico davanti e garantire un numero un pochino maggiore di gol e di conseguenza permettere al Toro di andare il più avanti possibile nelle coppe e anche in campionato".

Dovesse scegliere, Verdi o de Paul?

“Forse direi Verdi perché sa giocare bene con entrambi i piedi e può agire sia a destra sia a sinistra, in più conosce già l'ambiente perché si era trovato molto bene al Torino. Certo che de Paul ha fatto vedere grandi cose e, se non sbaglio, è da considerarsi quasi un titolare dell'Argentina. Dover scegliere è un bel dilemma, forse alla fine confermerei ciò che ho detto subito: Verdi per il fatto che è ambidestro e che può giocare sia come trequartista di destra sia come trequartista di sinistra”.

Cambiando argomento a parlando di lei, dove la vedremo in questa stagione? Farà ancora il commentatore televisivo o tornerà ad allenare?

“Sto portando avanti due attività extra calcio che mi richiedono un impegno importante in termini di tempo. Non so se ci sarà l'opportunità di fare il commentatore televisivo perché devo ancora parlarne, ma non nego che quella dell'anno scorso con Torino Channel sia stata una bella esperienza. Non chiudo assolutamente le porte a quella che resta la mia passione più grande che è il campo, ma in questo momento mi sto dedicando a cose più concrete, però, se ci sarà l'opportunità la valuterò”.