ESCLUSIVA TG – Martinetto: “Con la buona volontà di tutti il Filadelfia riaprirà presto ai tifosi”

 di Elena Rossin  articolo letto 2191 volte
Fonte: Elena Rossin

Eraldo Martinetto è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Martinetto è un architetto e insieme al collega Marco Aimetti avevano redatto il progetto preliminare del nuovo Filadelfia. Con lui, tifoso del Toro, abbiamo parlato della momentanea chiusura del Filadelfia al pubblico e cercato di capire qual è la portata delle problematiche dell’impianto e quanto potrà riaccogliere i tifosi.   

Il Filadelfia è stato chiuso ai tifosi per alcuni problemi all’impianto elettrico, a quello antincendio, all’agibilità del garage sotterraneo e alle porte compartimentate o come specificato dal comunicato stampa diffuso dal Gabinetto della Sindaca di Torino Chiara Appendino per alcune lievi criticità di natura tecnica e carenze sotto il profilo gestionale. Si tratta di lavori di lieve entità che possono essere fatti in breve tempo?

“Certo, se le criticità sono queste si può in breve tempo risolverle. Il Filadelfia è un impianto nuovo e fatto secondo il progetto perché altrimenti non avrebbero neanche dato l’agibilità alla tribuna coperta che ha una capienza di 2200 posti, anche se è stata poi abbassata a 1996 poiché si è dovuto creare qualche zona di passaggio in più. Fino a giovedì i tifosi hanno sempre potuto entrare, quindi, il pericolo che potesse succedere qualche cosa agli spettatori non esisteva in pratica. Il problema principale è far sì che i tifosi possano accedere nuovamente alla struttura e che non siano penalizzati per piccoli lavori che non richiedono né chissà quale tempo d’esecuzione né spese eccessive. Non conosco i dettagli perché io con il collega Aimetti ho fatto il progetto preliminare che è andato alla gara d’appalto e poi il progetto esecutivo è stato seguito da un altro studio professionale, ma sembra quasi che ci sia qualche cosa fra un ente e un altro, non é possibile che siano passati cinque mesi dall’inaugurazione e che le carenze non siano state risolte. Il mio pensiero è che, se se sono reali le criticità riportate dagli organi d’informazione, sono veramente lavori di modesta entità. In questo momento la Fondazione Filadelfia è senza presidente perché, purtroppo, Cesare Salvadori, che aveva fatto molto accelerando le cose, ha dato le dimissioni e non è stato ancora eletto un nuovo presidente. C’è ad interim Rampanti, che è un ex calciatore e pur avendo esperienza come consigliere comunale e assessore allo sport di Moncalieri non è un tecnico, anche se qualche cosa in più di un volonteroso calciatore a riposo saprà gestire questa situazione”.            

Ma com’è possibile che un impianto nuovo di zecca, qual è il Filadelfia, essendoci queste criticità forse è stato costruito senza rispettare tutte le norme vigenti?
“Questo è ancora da verificare se sia accaduto. Penso che i Vigili del Fuoco non abbiano ventilato nessuna inadempienza, mentre per quel che riguarda la Commissione di Vigilanza del Comune ha riscontrato queste piccole magagne, che sono veramente piccole se si tratta si ciò che si dice. Ripeto, no ho più seguito i lavori e non posso aggiungere altro”.   

In che ordine di grandezza si possono stimare i costi dei lavori che sono necessari per ottenere il via libera che riapra le porte del Fila ai tifosi, se si tratta solo delle carenze di cui si è parlato prima?
“Non sono lavori costosi perché non è che manchino, ad esempio, le porte taglia fuoco. Credo si tratti solo di registrare cose che nella fase del cantiere, aperto quasi fino al 23 maggio scorso, erano in divenire. Magari, ipotizzo, i calciatori preferiscono tenere aperte le porte per passare dal garage agli spogliatoi. Diciamo che sono cose che avvengono anche in tutti i grandi condomini, può essere che ci sino delle porte che raschiano un po’ sul pavimento e non permettono una chiusura stagna. Io sono abbastanza tranquillo perché se ci fossero questioni particolari o di natura strutturale sarebbe diverso, ma in questo caso si tratterebbe di minimi dettagli che con un po’ di buona volontà e nell’arco di pochissimo tempo possono essere messi a posto ovviando a questi problemini così la Commissione di Vigilanza dopo il sopralluogo può dare il suo parere favorevole alla riapertura del Fila ai tifosi”.        

Ma la ditta costruttrice che ha eretto il nuovo Filadelfia non avrebbe dovuto consegnare un impianto perfettamente agibile? Oppure per terminare più in fretta i lavori qualche particolare potrebbe essere stato trascurato? Oppure ancora si tratterebbe di una questione di budget, ossia non c’erano fondi a sufficienza per eseguire tutti i lavori a regola d’arte e allora si è andati un po’ al risparmio?
“Non credo che ci siano state problematiche di questo tipo o che l’impresa abbia eseguito i lavori non perfettamente. E’ come quando si entra in una casa nuova e abitandoci nei primi tempi qualche magagna esce: un interruttore che non funziona bene e altre cose simili. L’impresa che ha costruito il nuovo Filadelfia ha avuto il tempo per il tempo per fare i lavoro, non sarà stato un lavoro “grasso” in termini di guadagno, però, ha tenuto fede a tutti gli impegni. Chiaramente non avendo diretto i lavori non posso fare altro che parlare i generale e ipotizzare. Come dicevo, un conto se mancano le porte, un altro se raschiano sul pavimento. Le carenze sotto il profilo gestionale fanno pensare che la gestione appunto non sia fatta a regola d’arte e allora basta risolvere questo problema. Ad esempio, la cartellonistica era fuori dalla gara d’appalto anche giustamente perché bisognava dare un’uniformità ai caratteri delle scritte con il logo del Torino Fc e di conseguenza cose di questo tipo non sono imputabili all’impresa che ha eretto il Filadelfia. L’impresa deve dare funzionante in ogni sua parte l’edificio e tutta la struttura e il fatto stesso che gli atleti possono continuare ad accedere all’impianto dimostra che le magagne sono veramente piccole. Come dicevo, ci vuole un po’ di buona volontà da parte di tutti”.   

Se le problematiche del Filadelfia sono come si è detto, Lei da architetto e tifoso del Toro è ottimista sul fatto che il Fila possa essere riaperto ai tifosi in tempi ragionevolmente brevi?

“Certo. Guai se fosse diversamente. Giovedì con il maltempo che c’era più di seicento persone sono andate a vedere un’amichevole infrasettimanale con il Chieri che milita in serie D e nel Torino non c’erano gran parte dei giocatori titolari, quindi, questo dimostra che c’è fame di avere la Casa del Toro. A qualcuno non piace l’impianto e avrebbe voluto che il Filadelfia fosse ricostruito fedelmente all’originale, ma ai nostri tempi è impossibile per le norme che sono in vigore, non si poteva proprio rifare il Fila tale e quale era e se fosse stato rifatto come in origine non sarebbe potuto essere aperto. Le normative sono tali che adesso non si può più far entrare i calciatori dal piazzale della Memoria facendoli mischiare ai tifosi. Una volt aerano pochi  calciatori che arrivavano allo stadio o al campo d’allenamento in auto, mentre adesso tutti hanno i suv e si è dovuto fare i parcheggi sotterranei. Mi rendo conto che se gli allenamenti sono a porte chiuse per i tifosi è come se la fidanzata non fosse venuta all’appuntamento, ma ormai è così. Comunque sono ottimista sul fatto che in tempi brevi i tifosi possano tornare ad entrare al Filadelfia, altrimenti sarebbe un vero guaio e dovremmo andare tutti a nasconderci e i tifosi avrebbero il diritto di protestare se per quattro banalità il Filadelfia rimanesse interdetto. Come si fa a pensare che la Primavera giochi a porte chiuse! Ci vuole un po’ di buona volontà da parte di tutti, se l’impresa deve ultimare qualche lavoro o rimettere a posto qualche cosa lo faccia, se il Torino Fc deve fare qualche cosina anche lui la faccia e così la Fondazione perché i tifosi hanno già fatto fin troppo e a loro non si può chiedere più nulla”.