ESCLUSIVA TG – Mandorlini: “Per il Torino è arrivato il momento di raccogliere tutto il lavoro e la fatica fatta”

21.11.2021 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Mandorlini
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Andrea Mandorlini
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Andrea Mandorlini è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Mandorlini è stato un giocatore del Torino dal 1978 all’80 e dell’Udinese dal 1991 al ‘93, attualmente è un allenatore. Con lui abbiamo parlato della sfida di domani sera fra le sue ex squadre.

Torino e Udinese in classifica hanno gli stessi punti, come vede la sfida fra queste due squadre?

“Penso che sarà una partita equilibrata poiché le due squadre giocano bene. il Torino sta assimilando quelle che sono le idee e i princìpi di Juric e l’Udinese anche lei sta facendo un campionato molto buono e positivo. Entrambe le squadre sono fuori dalla zona pericolosa della classifica e questo, secondo me, vuole dire che sono due squadre equilibrate e ne verrà fuori una partita tirata e molto in bilico”.

Il Torino ha più giocatori o che hanno superato da poco problemi fisici oppure che sono attualmente infortunati, questo quanto può influire?

“Un po’ influisce, anche perché c’è appena stata la sosta per le gare delle Nazionali che ha comportato partite e viaggi per più di un giocatore e qualche cosa porta via. Ma sono calciatori collaudati che sono abituati a tutto ciò e poi ogni partita ha una sua storia. Al di là di questo mi auguro che ci sia il recupero fisico e mentale. Juric è bravo a preparare le partite e pur essendo un problema che tanti giocatori durante e la sosta non si siano allenati con il gruppo, ma il Toro è una squadra consolidata ed è abituato a queste situazioni”.

L’Udinese non segna molto in trasferta, finora 5 gol in altrettanti match, è un punto debole della squadra di Gotti?

“E’ vero che l’Udinese segna poco fuori casa, ma è una squadra molto difensiva e equilibrata ed anche solida e fisica. Il Torino dovrà fare attenzione perché dietro e in mezzo al campo la fisicità degli avversari li rende tosti”.

Il Torino in casa segna abbastanza in proporzione a quanto fa in trasferta, anche se mancano un po’ i gol degli attaccanti.

“Il Toro sta vivendo un buon momento, ha le idee, segue il dettame tattico dell’allenatore, va a prendere l’avversario, ha coraggio e fa l’uno contro uno a tutto campo per cui mi auguro che già da questa partita ingrani e inizi a fare con continuità risultati che sono alla sua portata. Adesso è arrivato il momento di raccogliere tutto il lavoro e la fatica fatta”.

Qual è la difficoltà maggiore in cui potrebbero incappare Torino e Udinese?

“L’Udinese è una squadra solida, ma gioca anche tanto in contropiede e quindi non chiudere bene gli spazi e non essere del tutto equilibrato potrebbe essere un problema per il Torino. Dall’altra parte l’Udinese messa sotto pressione con gli uno contro uno a tutto campo del Torino e quant’altro può andare in difficoltà”.

Per quanto fanno in campo le due squadre rispecchiano la classifica che hanno?

“Dodici partite, tredici con quella che giocheranno, non sono tantissime però credo che in generale le squadre debbano ancora trovare il meglio di loro stesse. Siamo ancora in una fase in cui le squadre non hanno ancora del tutto mostrato i loro valori essendo a un terzo del campionato, siamo ancora agli inizi anche se sembra che si giochi da tantissimo tempo”.

Chi ha più da perdere fra Torino e Udinese?

“In casa è importante vincere e dare continuità, tanto più che si è davanti ai propri tifosi. Per cui è il Toro, la mia squadra seppur abbia bei ricordi anche dei tempi dell’Udinese, che ha più da perdere e penso che abbia voglia di vincere. Ci sono giocatori importanti infortunati e questo può essere un problema, ma il Toro ha una buona rosa e quindi sarà un’occasione per chi gioca meno di farsi trovare pronto. Al di là di tutto, penso che il Toro possa fare bene e battere l’Udinese e dimostrare le qualità che ha perché la crescita esponenziale della squadra si è vista”.

E’ una partita che può essere risolta dal classico gol al culmine di una giocata del singolo oppure in altro modo?

“Giocatori che possono risolvere la partita ce ne sono in entrambe le squadre e mi piacerebbe che tornasse al gol anche Belotti. L’Udinese al di là dell’aspetto del contropiede che la rende pericolosa ed è la sua arma migliore, anche con le palle inattive, essendo una squadra di struttura, può trovare la via del gol”.

Belotti non è nel suo periodo migliore, a prescindere dall’infortunio che lo ha condizionato. Che cosa gli servirebbe per tornare ad essere un attaccante determinante?

“Come per tutti gli attaccanti il gol. E tornare a segnare con continuità. Tanto più questo serve quando si è un giocatore importante come lo è lui che si carica della responsabilità della squadra”.

Parlando di lei, c’è qualche cosa all’orizzonte visto che è in attesa di panchina?

“Poco, aspetto che mi arrivi una proposta interessante. Peccato stare fermo perché con il Padova, avevo accettato per dare una mano a Sogliano, eravamo arrivati primi insieme al Perugia e ci è andata male all’ultimo calcio di rigore dei playoff e così è stata l’Alessandria ad andare in Serie B. Ma il calcio è così e resta l’esperienza positiva. Aspetto con calma e con grande passione come sempre”.