ESCLUSIVA TG – M. Feltri: “Sono un po’ perplesso sul 3-5-1-1 e non capisco dove parerà il mercato”

12.07.2018 08:00 di Elena Rossin  articolo letto 10550 volte
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Petrachi
© foto di Diego Fornero/Torinogranata.it
Cairo e Petrachi

Mattia Feltri è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Feltri, giornalista inviato de La Stampa e tifoso del Toro, abbiamo parlato delle mercato granata in funzione della nuova stagione.

Sono arrivati Izzo, Meïté, Bremer e il portiere Rosati. Soddisfatto dell’avvio di mercato del Torino?

“Non si può essere soddisfatti o insoddisfatti adesso, i bilanci a mercato aperto lasciano il tempo che trovano. Diciamo che l’avvio di mercato del Torino non è stato entusiasmante soprattutto perché continuo a non capire bene che cosa abbia in testa la società”.

In che senso?

“L’idea di adottare il 3-5-1-1 o il 3-5-2 che dir si voglia significa che Ljajic non giocherà? L’anno scorso quando arrivò Mazzarri il Toro fece meglio che con Mihajlovic, però, faticò in  molte partite nel produrre gioco, ma da quando a Cagliari entrò Ljajic, si era sullo zero a zero e poi si vinse quattro a zero, il Torino ha iniziato a giocare bene. Questo perché Ljajic nella posizione di raccordo fra il centrocampo e l’attacco ha dato un ordine, un’ampiezza, un respiro e anche un po’ d’imprevedibilità. Quindi, l’idea di gioco che ha in testa Mazzarri prevede Ljajic oppure no? E se sì in quale posizione? Starebbe dietro a Belotti oppure alle spalle del “Gallo” ci sarebbe Falque e Adem starebbe nella linea a cinque dei centrocampisti? A me questo sembra un nodo abbastanza centrale, ma lo capiremo solo con lo svolgimento del mercato quando si saprà che cosa faranno Niang, Ljajic e alcuni altri che sono in sospeso”.

Sarebbe deluso se andassero via giocatori come Ljajic e Falque?

“Certamente sì. Penso che i tre, includendo anche Belotti, diano lo spessore utile per provare a lottare per l’Europa League e se dovesse andare via uno di loro io sarei un po’ preoccupato. Se andasse via Falque bisognerebbe trovare un’altra seconda punta, mentre se andasse via Ljajic bisognerebbe trovare un altro giocatore che dia un po’ di qualità e un po’ di vita alla manovra. Non so che cosa la società voglia fare, ma io partirei da questi tre giocatori, però, non sono né Mazzarri e neppure Cairo per fortuna del Torino. Ripeto quello che non capisco è se vogliono partire da questi tre giocatori oppure da due di loro. Sarei un po’ preoccupato in un centrocampo a cinque in cui Ljajic non ha una posizione, in cui non c’è, che la manovra scada di molto. Adem è sempre molto criticato, ma calcisticamente io lo amo molto perché poi quando non c’è ci si accorge di quanto sia utile. E’ uno che sbaglia pochi palloni, che allarga la manovra, che dà imprevedibilità ed è per tutto questo che a un giocatore così io non rinuncerei mai. Con un centrocampo a cinque e senza Ljajic temo che possa uscire una squadra un po’ troppo prevedibile, un po’ troppo ovvia nella sua manovra”.

Nel caso di cessioni eccellenti quali quella di Falque e/o di Ljajic potrebbe arrivare Zaza. Sarebbe contento?

“Con Zaza e Belotti come coppia d’attacco si parlerebbe di due giocatori della Nazionale e, quindi, sarei contentissimo, ma insisto nel sostenere che bisognerebbe che ci fosse qualcuno che nel centrocampo a cinque fosse in grado di organizzare la manovra perché altrimenti si farebbe sempre fatica ad arrivare al tiro in porta. Ci vuole qualcuno che porti su la palla organizzando la manovra in modo che il pallone arrivi a Belotti e Zaza. Ma credo che nel 3-5-2 con Belotti e Zaza non ci sarebbe posto né per Falque né per Ljajic. Io non andrei a modificare l’assetto con Falque, Belotti e Ljajic, ma modificherei tutto il resto. Penso che ci vorrebbero degli interni di centrocampo differenti perché immagino che Rincon in un centrocampo di questo tipo non sarebbe l’uomo più adatto poiché per lui fare il centrale non sarebbe il suo ruolo ideale e non potrebbe neppure fare l’interno perché non ha grandi tempi d’inserimento. Di tutti i centrocampisti che abbiamo l’unico che ha i tempi d’inserimento classici del 3-5-2 è Baselli.”.

Nel 3-5-2 gli esterni sono di fondamentale importanza e allo stato attuale ci sono Ansaldi, De Silvestri e in seconda battuta Berenguer che lo ha già fatto in Spagna, ci sarebbe anche Parigini, ma difficilmente rimarrà. Per lei mancano quindi uomini in questo ruolo?

“Sì. Se si vuole adottare il 3-5-2 Ansaldi e De Silvestri vanno anche bene perché il primo l’anno scorso ha disputato un campionato molto positivo e il secondo è andato in crescendo segnando anche molti gol, però, a Mazzarri, forse, servirebbe qualche cosa in più se si vuole puntare all’Europa League poiché con questi non si ha tantissima qualità soprattutto per quel che riguarda De Silvestri. Quando c’era l’ipotesi Bruno Peres allora si trattava di un’altra cosa perché in quel ruolo Peres è uno dei migliori nel campionato italiano, anche se nella Roma non ha fatto bene, però, giocava con una difesa a quattro, mente utilizzato in un centrocampo a cinque sarebbe potuto tornare su livelli superiori. Berenguer potrebbe anche fare l’esterno, ma è veramente pronto?  Non è forse un pochino leggero per i tipo di gioco di Mazzarri? Non so, sono un po’ perplesso, ma naturalmente sono fiducioso.
Da tifoso appartengo a quella schiera che ama questa dirigenza perché ho memoria dei tempi magri. Dirò di più, quando vedo contestato Cairo mi spavento un po’ perché mi ricordo benissimo quando si iniziò a contestare Sergio Rossi perché il Torino arrivava quinto, sesto o settimo e solo dieci anni prima competeva con la Juventus per lo scudetto. Ci fu una dura contestazione a Sergio Rossi che alla fine si stancò e se ne andò e da allora iniziò il disastro perché in capo a due-tre anni il Toro retrocedette in serie B e dopo la breve parentesi Borsano c’è stato solo il disastro. Quindi, per questo le contestazioni a Cairo mi spaventano molto perché non so chi potrebbe arrivare al suo posto ed essere disposto a curare e spendere per la squadra. Per ora sto dalla parte e mi fido di questa dirigenza perché alla fine le cose torneranno, ma ribadisco che a metà mercato non ho capito dove voglia andare a parare non sapendo che cosa vogliano veramente  fare di Ljajic, di Falque e chi saranno le due punte. Saranno due punte come Belotti e Zaza oppure una prima e una seconda? Ci sarà spazio per Ljajic? Ci sarà spazio per un regista classico? Per un organizzatore del gioco? Per un interno di centrocampo capace di inserirsi bene e di andare al tiro come deve accadere nel 3-5-2? Se si ripensa al 3-5-2 di Ventura chi c’era? A destra Cerci e poi Bruno Peres, D’Ambrosio e Darmian a sinistra e gli interni erano Vives, Gazzi, El Kaddouri, Farnerud, Basha, Brighi, Benassi non era una squadra straordinaria, però, era una bella squadra e, infatti, un anno andò in Europa League e l’anno dopo la sfiorò. Si trattava di una squadra costruita per il 3-5-2, mentre adesso non  mi sembra”.