ESCLUSIVA TG – Jacobelli: “Mazzarri cercherà di dare al Torino continuità di rendimento”

 di Elena Rossin  articolo letto 4035 volte
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Jacobelli: “Mazzarri cercherà di dare al Torino continuità di rendimento”

Xavier Jacobelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Jacobelli è un giornalista ed è direttore editoriale di corrieredellosport.it, tuttosport.com, guerinsportivo.it, autosprint.it, motosprint.it, inmoto.it, inauto.it, editorialista dell’edizione cartacea del Corriere dello Sport-Stadio e opinionista in trasmissioni televisive. Con lui abbiamo parlato dell’arrivo di Mazzarri sulla panchina del Torino e delle prospettive della squadra.

Mazzarri è l’allenatore che può cambiare il volto al Torino dando alla squadra un equilibrio maggiore e ottenendo risultati positivi più costanti?

"Intanto io mi permetto di non condividere questa scelta perché, secondo me, Mihajlovic è il capro espiatorio di una situazione che non era così drammatica e problematica. È vero che la sconfitta nel derby brucia per il modo in cui è scaturita, però, il campo ci ha detto che la Juventus ha giocato meglio e ha meritato di vincere indipendentemente dalla direzione arbitrale di Doveri e il Toro è, comunque, in lizza per l'Europa League. Quindi, francamente, trovo ingenerosa questa decisione nei confronti di Mihajlovic perché il suo bilancio in un anno e mezzo di guida dei granata è un bilancio positivo, dopodiché questa è solo la mia opinione e Cairo avrà avuto le sue buone ragioni. Mazzarri torna in Serie A animato da una grande voglia di rivincita, ha vissuto l'esperienza positiva nel Watford per quel che riguarda i risultati perché era stato chiamato dal Watford, cioè dalla famiglia Pozzo, a salvare la squadra e l'ha salvata, dopodiché sappiamo bene quali siano state le incomprensioni che hanno portato al suo addio alla formazione inglese. Credo che, essendo un tecnico pragmatico, dal punto di vista dei risultati per prima cosa cercherà di ritrovare quella continuità di rendimento che al Toro nell'ultimo periodo è mancata".

La tempistica dell’esonero di Mihajlovic è stata giusta oppure era meglio attendere la partita di oggi con il Bologna, anche per non dare a Mazzarri meno di due giorni per preparare la gara?

"Al di là di tutto Mazzarri non potrà essere giudicato sulla base del risultato della gara con il Bologna. Io penso che questa decisione sia scaturita proprio dalla delusione, dalla frustrazione patita nella sconfitta del derby perché, ripeto, nel gioco la Juve si è rivelata nettamente superiore, fermo restando il fatto che nel Toro mancassero molte pedine importanti a cominciare da Belotti. Ormai, però, questo appartiene al passato prossimo e adesso c'è il Bologna e credo che Mazzarri vorrà poi sfruttare la pausa del campionato per prendere le misure al Toro cosa che in meno di due giorni non può naturalmente fare".

Mazzarri non ha voluto fissare l’obiettivo Europa League, ma il Torino può ancora arrivare il settimo-sesto posto oppure la concorrenza è troppo elevata?

"Il Torino deve ancora pensare che l'Europa League sia un traguardo possibile obiettivo. È vero che la Sampdoria conta tre punti di vantaggio sul gruppone alle sue spalle, però, siamo soltanto alla vigilia del girone di ritorno che inizia in questo weekend e ci sono, quindi, diciannove partite e la possibilità per il Toro di conquistare un posto per l'Europa League. Ma è altrettanto vero che la concorrenza è numerosa considerato che le prime cinque, che sopravanzano la Sampdoria e le altre, si giocano i quattro posti per la Champions e, quindi, bisognerà anche vedere come finirà in Coppa Italia, però, il Toro deve assolutamente credere che l'Europa League sia possibile altrimenti sarebbe un autogol rinunciarvi a priori con tutto il girone di ritorno da disputare".

Da tre giorni è aperta la sessione invernale del calciomercato, come agirà la società granata? Arriveranno rinforzi adeguati?

"Io me lo auguro perché, ripeto, Mihajlovic è il capro espiatorio di una situazione che evidentemente non ha soddisfatto Cairo e non lo ha soddisfatto al punto da esonerare il tecnico serbo, però, e anche altrettanto chiaro che questa squadra ha bisogno di rinforzi e, soprattutto, ha bisogno di un altro Belotti e sul mercato non c'è. Ha bisogno in primis di trovare il Belotti dell'anno scorso e, secondo me, il Toro lo ritroverà perché il capitano sta pagando ancora una condizione fisica imperfetta e per ora ha un andamento ad intermittenza. Il rendimento a intermittenza di Ljajic è un altro problema da affrontare. È un Toro che pecca di discontinuità, vedremo se con Mazzarri questo muterà. Sono curioso di vedere come e quale squadra manderà in campo contro il Bologna per capire se dal punto di vista tattico, rispetto alla gestione di Mihajlovic, ci saranno delle novità".

Oggi all’ora di pranzo il Torino affronterà il Bologna quali cambiamenti si possono attendere? Sarà bastato l’arrivo in panchina di Mazzarri per evitare le scorie lasciate dalla sconfitta nel derby di Coppa Italia?

"La cosa secondo me positiva è che la squadra torni in campo subito perché non c'è miglior balsamo per una partita persa in modo così amaro da metabolizzare com'è una sconfitta nel derby che tornare tre giorni dopo in campo. Non mi aspetto grandi rivoluzioni anche perché in meno di due giorni non si possono fare le rivoluzioni. Penso che Mazzarri punterà sugli uomini per lui più affidabili per cominciare con un risultato positivo, poi, la sosta lo aiuterà a trovare la quadratura del cerchio".

Ljajic è stato convocato però arriva da un infortunio e in infermeria ci sono ancora tanti giocatori e soprattutto in difesa non vi sono grandi alternative, quindi, cambiare l'assetto della squadra sarà difficile?

"Sì, è assolutamente tutto vero e, poi, c’è da dire che il Bologna è un osso duro ed è una buona squadra".

Magari il Bologna sarà un po' distratto dalle voci di mercato su Verdi, questo potrebbe essere un vantaggio per il Torino?

"Ormai le voci di mercato fanno parte del gioco e credo che anche i professionisti siano vaccinati a questo. È cominciato il mercato e Verdi al centro delle attenzioni in primis del Napoli, però, secondo me quest'anno il Bologna sta facendo bene e sta continuando quel processo di crescita che Donadoni ha avviato e per questo dico che il Bologna sarà un osso duro per il Toro".