ESCLUSIVA TG – Jacobelli: “Al Toro serve un giocatore per reparto e non si commetta l’errore, come in passato, di prenderli all’ultimo minuto”

05.01.2022 10:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Xavier Jacobelli
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Xavier Jacobelli

Xavier Jacobelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Jacobelli è un giornalista ed è direttore del quotidiano “Tuttosport”. Con lui abbiamo parlato del mercato e delle prospettive del Torino nel girone di ritorno.

L’Atalanta è 4ª, ma ha il problema di essere meno performante in casa, mentre il Torino è 11°, però in trasferta fa fatica e in assoluto non segna molto. Domani, se non ci saranno impedimenti sul fronte Covid, si affronteranno a Bergamo, come vede questa partita?

“C’è una premessa generale, solitamente la storia dei campionati ci insegna che dopo la sosta di fine anno ci possono essere delle sorprese, ma la situazione è completamente cambiata proprio perché c’è questa variante indipendente e incontrollabile che risponde al nome di Covid. Come abbiamo visto sono già 85 le persone considerando i gruppi squadra della Serie A. E anche il Toro ha questo tipo di problemi e allo stato attuale, se non ci saranno altre sorprese oggi, siamo a quota 7, tenuto conto che Verdi è negativizzato e che oltre ai tre giocatori e a un membro dello staff comunicati nei giorni scorsi ieri il club granata ha ufficializzato la positività di altre tre appartenenti al gruppo squadra, e l’Atalanta ne ha 2. Quindi, secondo me, tutte le partite alla ripresa del campionato sfuggono ai pronostici, che possono essere certamente rispettati. E’ vero che l’Atalanta è 4ª in classifica e che curiosamente questo quarto posto è stato costruito più in trasferta che in casa, dove peraltro l’ultima esibizione al Gewiss Stadiun ha coinciso con la sconfitta con la Roma, così come il Toro evidentemente sta compiendo questa salita verso l’acquisizione di una personalità che gli impone di essere protagonista in casa e in trasferta e fra l’altro le ultime due esibizioni lontano dal Grande Torino, quella di Coppa Italia con la Sampdoria e soprattutto quella di campionato con l’Inter per quanto sfortunate dal punto di vista del risultato, ci dicono che Juric sta facendo un ottimo lavoro sotto questo aspetto. Sono curioso di vedere come abbiano lavorato i giocatori dell’una e dell’altra squadra durante questa sosta e quanto possa incidere l’effetto Covid sull’una e sull’altra squadra. E’ evidente che tra l’altro siamo alla ripresa del campionato, ma ci saranno due giornate ravvicinate, una quella del 6 e l’altra del 9 gennaio, quindi anche qui le scelte degli allenatori verranno fatte sulla base delle esigenze di dosare gli sforzi di giocatori chiamati nell’arco di 72 ore a disputare due partite”.

Dal 3 gennaio è iniziato il mercato. Per quel che riguarda il Torino, c’è da sfoltire, come da indicazione che Cairo ha dato a Vagnati, e poi serve rinforzare e infatti Juric a più riprese ha detto che manca qualità e ne serve di maggiore in tutti i reparti. Che cosa prevede?

“Sono totalmente d’accordo con Juric perché questo allenatore nell’arco di cinque mesi, è arrivato a luglio e siamo agli inizi di gennaio, ha letteralmente cambiato pelle al Toro e lo ha fatto prima di tutto sotto l’aspetto psicologico. La squadra che balbettava calcio e che avevamo visto in azione nelle ultime due stagioni è diventata un’altra squadra. Infatti, il Toro ha acquisito personalità trasmessale dall’allenatore. In campo non è un caso che uno dei protagonisti della prima parte della stagione granata sia stato Pobega, che è in prestito dal Milan, ma che sta confermando nella misura del 100% tutto quanto di buono si dice sul suo conto e per Juric e il Toro è diventato un punto di riferimento insostituibile. Sul mercato è importante che il Toro non commetta gli errori fatti nelle ultime sessioni, cioè intervenire all’ultimo momento. Nulla potrebbe essere più deteriore di acquisti che arrivino a fil di sirena il 29 o il 30 oppure il 31 gennaio perché i nuovi, per evidenti motivazioni, devono inserirsi nei meccanismi del gioco di Juric che richiede intensità, automatismi e preparazione atletica particolarmente tosta. Quindi ciò che è importante per il Toro, fermo restando il fatto che concordo con lei e con Juric che questa squadra abbia bisogno di un rinforzo di qualità in difesa, a centrocampo e in attacco perché non possiamo dimenticare che il Toro da inizio della stagione non abbia potuto contare su Belotti poiché purtroppo si è infortunato e poi ha accusato la ricaduta e se non si ha a disposizione l’uomo che nelle precedenti sei stagioni è stato decisivo si deve fare di necessità virtù e per questo motivo serve un difensore, un centrocampista e un attaccante, ma serve che queste operazioni non vengano concluse all’ultimo minuto perché altrimenti tutto questo comporterebbe problemi e non aiuti per Ivan Juric. Abbiamo due esempi sotto gli occhi: la Fiorentina ha preso Ikoné addirittura prima di Natale e l’Atalanta Boga”. 

Ma Boga sarà impegnato in Coppa d’Africa per cui non sarà a disposizione di Gasperini per un po’ di tempo.

“D’accordo sarà impegnato con la Costa d’Avorio in Coppa d’Africa, però l’Atalanta si è portata avanti con il lavoro e Ikoné, che è un signor rinforzo per la Fiorentina, è già a disposizione di Italiano.  Ho usato questi due esempi per sottolineare come sul mercato non è vero che chi si muove all’ultimo momento fa i migliori affari, certo a volte succede, a volte, ma è l’eccezione che conferma la regola. Soprattutto per quanto riguarda il Toro perché basta dare un’occhiata alle cronache delle ultime sessioni di mercato estive e invernali, e mi riferisco alle ultime due stagioni, per rendersi conto che muoversi in ritardo significa non aiutare l’allenatore, che nel caso di Juric mi pare che invece abbia il pregio della chiarezza poiché è dai momenti immediatamente successivi alla sconfitta di Firenze che ha messo i puntini sulle i”.

Il Torino ha giocatori in uscita non facili da piazzare, Izzo, Rincon, Baselli, Verdi e Zaza. Quante probabilità ci sono che nel breve termine siano ceduti in modo da dare il via al mercato in entrata?

“Storicamente il mercato di gennaio è il mercato di riparazione che vede protagoniste le squadre assillate dai maggiori guai, soprattutto quelle che sono in lotta per la salvezza e che quindi hanno bisogno di rinforzare l’organico, per esempio, si segnala già l’attivismo del Cagliari e anche il Genoa si sta muovendo in questa direzione come la proprietà americana ha promesso e la Salernitana stessa che ha appena cambiato proprietario, ma le dichiarazioni del neo patron Iervolino vanno in questa direzione. Quindi è chiaro che anche questi giocatori in esubero al Toro suscitino l’attenzione di altre squadre. Bisognerà capire, ma lo si capirà presto poiché il mercato è iniziato da due giorni, che tipo di atteggiamento e strategia intende adottare il Toro sia in entrata sia in uscita e cioè aspettare prima di cedere e poi di acquistare? Oppure comunque andare su obiettivi che Juric avrà sicuramente indicato alla società e che in maniera evidente non sono stati resi pubblici anche per non determinare un rialzo della quotazione del valore dei cartellini? Lo capiremo subito perché se registreremo già nella prima settimana di mercato uno stallo sul fronte ingressi vorrà dire che prima il Toro penserà a cedere e questo, secondo me, nell’attuale momento considerate le prospettive della seconda parte del campionato se i desiderata di Juric verranno esauditi la squadra può certamente fare meglio di quanto non abbia già fatto e che è stato decisamente migliore del girone d’andata dell’ultimo campionato”.

I vari nomi che si fanno in entrata da Amrabat a Orsolini, da Lazzari a Gatti sono quelli fra i quali verranno effettivamente presi i rinforzi o si tratta solo di giocatori accostati al Torino?

“Il mercato è fatto di ipotesi, congetture, di operazioni possibili e di operazioni impossibili che ovviamente non vanno in porto. Ad esempio, Amrabat è un giocatore che Juric conosce molto bene e fu lui a valorizzarlo nel modo migliore ai tempi del Verona ed è un calciatore che farebbe molto comodo al centrocampo del Toro, ma bisogna capire quale sia la valutazione che la Fiorentina intende dare al cartellino e quali siano i margini della trattativa. Amrabat in questo momento non è un titolare fisso e non lo è mai stato dall’inizio della gestione di Italiano e che, a quanto risulta, tornerebbe volentieri alle dipendenze di Juric. Il centrocampista farebbe molto comodo al Toro proprio perché Juric lo conosce bene e abbiamo visto come il tecnico croato sappia valorizzare i giocatori nei quali lui crede e dei quali è convinto che possano avere margini di miglioramento. Mentre la vedo dura per Orsolini per la sua quotazione, il giocatore è interessante, ma il Bologna fisserà un prezzo assolutamente rimarchevole. Dobbiamo tenere anche conto del fatto che questo è un mercato al tempo della pandemia. In questo gennaio non ci saranno colpi eclatanti, Insigne a parte, a nessun livello e non ci saranno chissà quali spostamenti costosi, non mi riferisco ai club inglesi che hanno una facoltà di spesa enorme e penso ad esempio al Newcastle poiché sono curioso di verificare che cosa farà la nuova proprietà saudita stante anche la posizione in classifica (dopo 21 giornate è penultimo con il Burnley e ha 11 punti, ndr) è sicuro che il club interverrà eccome, però ad eccezione dei club che possono permettersi di spendere, e sono pochissimi, per quanto concerne il mercato italiano non mi aspetto affatto colpi eclatanti e neppure movimenti particolarmente costosi. Per il Torino bisogna agire con raziocinio e con intelligenza e cercare soprattutto di esaudire le richieste di Juric, che quanto a chiarezza evidentemente non ha da invidiare nulla a nessuno”.