ESCLUSIVA TG – Gregucci: “Al Toro bisogna azzerare tutto, andare in campo senza alibi e alzare il livello agonistico”

30.10.2019 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Angelo Gregucci
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Angelo Gregucci
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com

Angelo Gregucci è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Gregucci da giocatore ha indossato le maglie della Lazio dal 1986 al ‘93 e nella stagione successiva quella del Torino, attualmente è un allenatore. Con lui abbiamo parlato delle sue ex squadre che si affronteranno questa sera.

Il Torino è in difficoltà, mentre la Lazio, pur con qualche passo falso, è in un buon momento. Come vede queste due squadre?

“La Lazio, secondo me, sta facendo delle buone cose ed è stata anche penalizzata da qualche prestazione fatta bene e non concretizzata abbastanza, ad esempio, mi viene in mente la partita a Ferrara con la Spal dove, se si riavvolge il nastro, si vede che nei primi quarantacinque minuti la Lazio sarebbe potuta andare sul due o tre a zero e alla fine addirittura ha perso la partita. In Europa la Lazio, per me, ha fatto una grande partita a Glasgow con il Celtic, il problema è che noi siamo molto depistaggi del risultato perché, come dicevo, la Lazio ha fatto un'ottima partita e solo chi ha giocato in quello stadio sa che quanto è caldo e quanto è difficile poiché il Celtic quando gioca in casa che giochi con il Real Madrid o che giochi con una squadra di Promozione ha sempre cinquantamila spettatori che spingono in maniera pazzesca la propria squadra e la Lazio pur avendo giocato bene, purtroppo, è stata penalizzata dal risultato (sconfitta per due a uno, ndr). Per cui la Lazio arriva sicuramente da buonissime prestazioni ed ha una buona classifica (6° posto con il Cagliari e a un punto dalla Roma 5ª e a due dal Napoli 4°, ndr) che è in linea con tutti i programmi ha delle certezze e sicuramente Ciro Immobile è una di queste, Acerbis anche e poi ha giocatori di grande fantasia e tecnica come Luis Alberto, come Correa e ha degli esterni molto performanti: Lazzari si asta velocemente adeguando alle ambizioni della squadra e ha sicuramente dato un contributo e lo darà anche in modo più determinante, Lulic e Radu conoscono benissimo i meccanismi che Inzaghi vuole. La Lazio ha un giusto mix per stare nella posizione in classifica in cui si trova e,secondo me, anche guardare con ambizione al quarto posto.
Il Torino è una squadra che si deve, secondo me, ancora identificare bene. E' partito benissimo e poi ha avuto un leggero momento di difficoltà e adesso, anche dopo l'ultima prestazione dove ha pareggiato col Cagliari non lo so se sia stato un pari sbiadito o timido, ma serve per interrompere l'emorragia, comunque sta piano piano cercando di riacquisire un'identità precisa non sotto il profilo tattico, ma sotto quello dell'ambizione perché il Torino dove vuole arrivare? Si parlava di lottare per l'Europa League. Bene, vedremo se il Torino avrà la mentalità di fare il salto per andare in Europa perché per quanto riguarda la rosa a disposizione è attrezzato, anche se qualche problema lo ha avuto. Ad esempio infortunio a Iago Falque, che è un giocatore di qualità e per la prima volta in campionato ha giocato titolare domenica con il Cagliari. I giocatori del Torno che hanno qualità in questo momento hanno bisogno di mettersi in forma, ma a mio modo di vedere il Torino ha le potenzialità per lottare  per un posto in Europa League. Non dico che ce la farà sicuramente in scioltezza, ma secondo me lottare per il settimo o il sesto posto è fattibile perché il Toro è la settimana, sesta squadra in Italia”.

Il Torino, a parte nella partita con il Napoli, ha sempre subito gol. C’è stato il caso Nkoulou, Izzo non è sui livelli dello scorso anno e gli avvicendamenti di Bremer, Bonifazi, Lyanco e Djidji non hanno fatto ancora tornare solida la difesa. Lei che è stato un difensore che cosa ne pensa?

“Influiscono le traversie che ha avuto il Toro da inizio campionato a iniziare dal caso Nkoulou. Bisogna sottolineare che la sua volontà di non restare-restare, di non giocare-giocare qualche piccola sbavatura l'ha portata soprattutto nei preliminari di Europa League quando il Torino aveva la possibilità di superarli, anche se l'avversario era nobilissimo perché qualsiasi squadra della Premier League si affronti oggi si tratta di una formazione altamente competitiva paragonata al campionato italiano poiché Indubbiamente il campionato inglese in questo momento è tra i più forti. Non sono più gli anni 80-90 quando era il calcio italiano a dettare legge. Superando il Wolverhampton si potevano creare degli entusiasmi importanti e, invece, c'è stata qualche sbavatura e incomprensione tra la società e Nkoulou che ha portato a ciò che si è visto e allora c'è stato un alternarsi nell'utilizzo dei difensori. Izzo non va messo in discussione, chi non passa un momento di appannamento per quel che riguarda la condizione fisica?  La condizione di un giocatore non può essere sempre al top. Forse Izzo l'anno scorso aveva abituato il Toro troppo bene, in quanto era il difensore italiano più affidabile e le sue performance erano di alto livello infatti era stato chiamato in Nazionale. E poi io sono dell'idea che bisognerebbe utilizzare di più i giocatori italiani. Non voglio essere nazionalista, ma il Torino ha Bonifazi, un ragazzo dal quale mi aspetto qualche cosa di solido. Non vediamo solo nero, non critichiamo tutto perché ci vuole un attimo di pazienza in modo che la squadra superi le difficoltà che sta vivendo. La difesa è sotto accusa, ma quando si difende non sono solo i tre difensori a farlo perché nella fase difensiva il Torino era sempre stato solido e adesso ha qualche sbavatura di più anche perché è alla ricerca di un calcio un po' più offensivo la prendo il campo qualche rischio in più lo si prende. Quando si deve aprire il campo e cercare di far giocare Belotti, Zaza, Falque e Verdi un po' ci si scopre. Verdi è un ragazzo che non va buttato al macero. Le qualità di Falque sono importanti per il Torino. Si deve ancora trovare una quadra e bisogna avere un po' di pazienza sulle prestazioni di alcuni giocatori che per l'affidamento sono calciatori  non dico importanti, ma per il Toro fondamentali come Iago Falque e soprattutto Izzo".

Dati alla mano, il Torino corre poco nel senso che è una delle squadre di serie A che percorre meno chilometri, ha parecchi giocatori in difficoltà dal punto di vista atletico, fa fatica a costruire gioco offensivo e a concretarlo in gol. Quanto su tutto ciò possono aver pesato i preliminari d’Europa League? Anche perché si ha l'impressione che in buona fede possa essere stata sbagliata la preparazione e che, comunque, i problemi non derivino solo dalla condizione atletica.

“Sì, certamente forse qualche cosina bisogna un attimo rivederla, ma, a mio avviso, non sotto il profilo della programmazione atletica perché penso che la mentalità del calcio italiano sia di prendere alibi un po' dappertutto. In alte nazioni il turnover nelle grandi squadre in effetti lo si fa pochissimo, cioè se andiamo a vedere il Barcellona e il Real Madrid fanno settanta partite all'anno e l'ottanta per cento delle volte giocano sempre gli stessi giocatori. È solo una questione di mentalità non di programmazione. Un lieve, dico lieve, periodo di affaticamento o appannamento nelle prestazioni c'è, ma, ripeto,di giocatori importanti che il Toro non ha avuto per mille ragioni ha influito e poi io analizzerei anche un altro aspetto: quello psicologico. Serve un po' di tempo per smaltire l'amarezza per non essere andati alla fase a gironi dell'Europa League emotivamente crea un peso. Quando giocavo io nel Toro si arrivava sempre ai quarti di finale o alla semifinale della Coppa Uefa e anzi prima che arrivassi al Toro fu vinta la Coppa Italia e si arrivò alla finale con l'Ajax in Uefa. Il Toro aveva un'altra mentalità e, soprattutto, il calcio italiano e la qualità era nettamente più in alto rispetto alle altre squadre straniere che partecipavano alle coppe europee. Penso che quando a livello psicologico bisogna smaltire l'amarezza dell'eliminazione ai preliminari ci si carica in campionato di maggiori responsabilità perché si vuole subito cercare di ripartire e il Toro era ripartito abbastanza bene sotto il profilo motivazionale vincendo con Sassuolo e Atalanta, ma poi c'è stata la battuta d'arresto con il Lecce per questo ha messo giù la squadra a livello psicologico e così il gruppo si è seduto. Ma penso che questa squadra debba avere e ha un dna differente perché in Torino nella sua storia si è sempre contraddistinto nel non avere passaggi a vuoto psicologici e a livello motivazionale il Toro è sempre stato feroce, ferocissimo. Per me bisogna azzerare tutto e andare in campo senza alibi e alzare il livello agonistico perché il Toro è il suo cuore ci sono sempre contraddistinti per essere una squadra con le palle, passatemi il termine. Le difficoltà ci sono, ma bisogna azzerare gli alibi e tornare ad essere Toro perché secondo me, come dicevo, questa squadra può competere per lottare con chi vuole andare in Europa League".

I tifosi hanno scritto un comunicato dai toni forti chiedendo senza mezzi termini di mandare via l'allenatore perché la squadra non ha gioco, per la classifica deludente e per l'aver detto di prendere come esempio Chiellini. Oggi la partita con la Lazio e sabato il derby, secondo lei si è possibile che si arrivi all'esonero di Mazzarri?

 "Non penso, non è la mia posizione. Quando si prende Mazzarri si sa chi si sta prendendo perché è un allenatore solido che porta avanti un certo tipo di calcio e di quadratura. Non credo che in questo momento siano gli allenatori a dover pagare, anche se è banale dirlo ma quando le cose non vanno bene sono sempre gli allenatori a pagare per tutti. Quando c'è un progetto con una persona va consolidato e non va messa in discussione la persona perché in Italia troppo spesso viene messo in discussione lo allenatore. C'è un progetto? Se c'è e si vuole portare avanti il progetto con Mazzarri, bene. Ma se non si vuole più portare avanti il progetto con Mazzarri allora è inutile aspettare di perdere un altra partita e va mandato via subito. La questione è a linea da tenere: per fare calcio ci vuole un allenatore che ha una visione precisa del gioco, un direttore che rafforza la visone dell'allenatore e una società che appoggia in toto quello che si fa. Se qualcuna delle componenti va a sparigliare o va in un'altra direzione il risultato, secondo me, non è mai performante. Il problema è ridotto ai minimi termini, per quanto dicevo prima delle motivazioni, non c'è miglior partita del derby per dimostrare che tutto ciò che si è detto è aria fritta perché il Torino ha la grandissima possibilità a livello motivazionale e a livello di prestigio di fai vedere che non manca di mordente. Juventus in tante occasioni si poteva battere, ma nell'ultimo decennio è praticamente difficile, se non impossibile, batterla, infatti, in pochi ci sono riusciti e non in un campionato bensì in un decennio: La Juventus vince gli scudetti perdendo forse una partita campionato, due è già un'eccezione e per loro una tragedia. Il Torino ha l'occasione di fare una grande partita con la Lazio e, soprattutto, con la Juventus in modo da azzittire un po' tutte le polemiche riguardo l'allenatore e riguardo la società. Non so se il Torino riuscirà a fare il risultato e a vincere, ma sicuramente a livello prestativo non può sbagliare. Poi si può vincere o perdere perché nel calcio a volte la svolta è nell'imponderabile: tiri, prendi il palo e la palla va fuori e sei un co..., un brocco; tiri, prendi il palo e la palla va dentro e sei un eroe. Ma stiamo parlando di due centimetri o anche meno, quindi, non può cambiare il giudizio, ma la prestazione deve essere da Toro”.

Il Torino quindi è a un bivio?

Se il Torino vuole andare a lottare per una qualificazione in Europa ha due gare perfette perché prima affronterà la Lazio che negli ultimi anni sette-dieci anni in Europa praticamente ci è sempre andata e poi nella seconda partita troverà la sua rivale sportiva più acerrima, passatemi l'espressione, con la quale fare prestazione, ossia la Juventus. Se il Torino è alla loro altezza allora si può parlare di lottare per l'Europa League, se dovesse, invece, andare alla deriva allora ci sarebbero delle difficoltà nell'avere quest'obiettivo".

Cambiando argomento e parlando di lei, è in attesa di trovare una nuova panchina, giusto?

"Sì, la prospettiva è quella di trovare una squadra che abbia un programma da condividere insieme".