ESCLUSIVA TG-Giovanni Scotto: "Il Napoli ha gestito male il post scudetto. Juric fa il massimo con il Toro, i granata segnano poco"

04.01.2024 13:30 di Marcello Ferron   vedi letture
ESCLUSIVA TG-Giovanni Scotto: "Il Napoli ha gestito male il post scudetto. Juric fa il massimo con il Toro, i granata segnano poco"
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La sfida di domenica tra Torino e Napoli, in programma allo stadio Olimpico Grande Torino sarà importante per entrambe le squadre: i granata sono a caccia di un successo di prestigio per restare agganciati al treno europeo, i partenopei di una vittoria per provare ad uscire dal momento difficile. Per presentare questa sfida, la redazione di TorinoGranata.it ha intervistato Giovanni Scotto, giornalista grande conoscitore del Napoli e redattore del quotidiano Roma. 

Giovanni, Il Napoli arriva a questa partita in un momento di difficoltà e con alcune assenze importanti, anche il cambio di allenatore per ora non ha prodotto un'inversione di tendenza. Quali pensi che siano le principali cause di questa prima parte di stagione difficile dei partenopei?

"Il post scudetto è stato gestito malissimo. Gli addii di Spalletti, Giuntoli e di Kim sono stati sottovalutati, nel senso che si è andati al risparmio. Addirittura il nuovo ds è stato preso dopo l'allenatore. Al posto di Kim è arrivato un prospetto come Natan. Eppure fu subito chiaro che mantenere alta la concentrazione della squadra era fondamentale. Il Napoli non è una squadra abituata a vincere, e per mantenere alte le motivazioni occorreva rilanciare, prendendo un allenatore importante, un ds di livello e un difensore di grande qualità. De Laurentiis ha pensato che sarebbe bastato poco per mantenere la competitività della squadra e si è sbagliato, come lui stesso ha ammesso".

Il Torino dopo un buon periodo è reduce da un punto in 2 partite e si è nuovamente allontanato dalla zona europea. Che impressione hai avuto dalla squadra di Juric finora in questa stagione? 

"Continuo a pensare che Juric faccia un gran lavoro e ottenga il massimo da questo organico. Gli infortuni e i vari acciacchi fisici hanno pesato, ma sta riportando Ilic a buoni livelli, gestisce bene elementi particolari come Radjonic e sta facendo crescere giocatori come Buongiorno, Vlasic e lo stesso Zapata, che sta tornando ai livelli di qualche anno fa. Però il Torino è una squadra che segna sempre troppo poco per quanto produce, forse una seconda punta veloce potrebbe dare una mano".

Che tipo di approccio alla partita ti aspetti dal Napoli domenica? 

"Il Napoli è in difficoltà psicologica, per questo mi aspetto un approccio aggressivo per cercare di indirizzare subito la partita. Sarà una gara fisica, e col Torino in casa non è mai facile per nessuno. Se il Napoli riuscirà a tenere i nervi saldi può avere la meglio, ma l'assenza di Osimhen può pesare. Raspadori si vede poco, Simeone praticamente non sta giocando, e Kvara sbaglia molte occasioni. Sarà importante per gli azzurri segnare un gol il prima possibile".

Chi sono i giocatori del Torino che, in virtù delle loro  caratteristiche, potrebbero creare maggiori problemi al Napoli? 

"Sicuramente Zapata può impegnare parecchio Rrhamani e Juan Jesus. Occhio a Vlasic e ai suoi inserimenti. Il centrocampo del Napoli senza Anguissa perde in dinamismo, i giocatori tecnici del Torino potranno approfittarne. Penso che giocherà Simeone, perché serve un po' di peso in avanti". 

Quali sono i giocatori del Napoli che a tuo parere devono alzare maggiormente il livello per contribuire alla ripresa dei partenopei?

"Sicuramente Lobotka e Kvaratskhelia. Il gioco passa molto meno tra i piedi dello slovacco, che non sembra più il giocatore essenziale di un tempo. Lobotka deve tornare al centro del gioco se Mazzarri vorrà proporre un 4-3-3 ufficiale, ma non so se dipende solo dal calciatore. Poi c'è Kvaratskhelia: senza Osimhen tocca a lui fare la differenza. Se avesse offerto queste prestazioni un anno fa, non si sarebbe parlato di un fenomeno, ma di un giocatore da decifrare. Va detto che si impegna sempre molto, ma soffre la fisicità degli avversari. Ecco perché la grinta del Torino e l'impatto fisico del match sinceramente mi preoccupa".