ESCLUSIVA TG – Fossati: “Andasse via Glik il capitano potrebbe farlo Moretti”

07.06.2015 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – Fossati: “Andasse via Glik il capitano potrebbe farlo Moretti”
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Natalino Fossati è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Fossati è stato terzino del Torino dal 1964 al 1974. Con lui abbiamo parlato dei possibili scenari futuri della sua ex squadra.

 

I tifosi temono che tra cessioni e nuovi acquisti il Torino s’indebolirà, solo paure d’inizio estate oppure i timori sono fondati?

“Timori fondati magari no, perché bisogna vedere come evolverà la situazione, però capisco i timori perché riguardano giocatori importanti Darmian, Glik, Maksimovic e Peres che interessano altre società. I tifosi si preoccupano e non hanno tutti i torti visto e considerato che non sempre va bene se si cedono due top player italiani come nel caso di Cerci e Immobile l’anno scorso. Finora il Torino non ha mai patito le cessioni, basta ricordare anche le precedenti di D’Ambrosio e Ogbonna, però … e rimangono sempre i punti interrogativi, può andare anche bene oppure no. Mettendosi nei panni di Ventura sembra la tela di Penelope che era tessuta di giorno e disfatta di notte. Non so se le continue cessioni siano accettabili per riuscire comunque ad avere buoni meccanismi durante la stagione e per meccanismi intendo di squadra e di gioco. Quest’anno hanno deluso Milan e Inter che se avessero fatto meglio potevano creare una classifica diversa, tanto più che Parma, Cesena e Cagliari sono state praticamente fin dall’inizio con un piede già in serie B, l’unica squadra che era in bilico e poi ne è venuta fuori, a parte l’Atalanta, è stato il Chievo. La classifica alle volte abbastanza presto si delinea, però non sempre va così. Quando si danno via due smeraldi si è certi di trovare due diamanti? Non lo so. Ricordiamoci sempre che la piazza granata, al di là di Ventura, ha contestato Nereo Rocco e Fabbri, il tifoso del Toro è bravo e appassionato, ma alle volte è anche molto critico. L’essere esigente da parte del tifoso granata è comprensibile perché ha il confronto diretto con la Juventus. Vincere i derby fa piacere, però senza rischiare di finire in serie B, com’era avvenuto l’anno di Virgili che segno una tripletta alla Juventus e in tutto dieci gol, ma che non evitarono la retrocessione. In questa stagione i tifosi del Toro sono stati tranquilli perché si è andati avanti in Europa League, si è visto un certo tipo di gioco e la squadra ha mostrato un certo carattere, quindi il tifoso ha perdonato tutto e anzi si è entusiasmato, basta pensare alla gara a Bilbao contro l’Athletic, ma non è detto che le cose girino sempre in questa maniera”.         

 

Ipotizzando che le strade di Ventura e del Torino si separino, nonostante le smentite ufficiali sul sito del club, avrebbe più da perderci l’allenatore o la società dal “divorzio”?

“Tutti e due. Ventura andasse via dal Torino non farebbe bene come qui e il Torino con un altro allenatore che non conosce bene l’ambiente non otterrebbe gli stessi risultati che ha avuto in questi anni. Dal “divorzio” ci rimetterebbero tutti. Troverebbe Ventura una squadra con un organico migliore in modo da far valere le sue qualità di allenatore che ha fatto esperienza? Al Torino verrebbe un allenatore di un certo peso se la squadra fosse indebolita dalle cessioni? Ventura del Torino conosce tutti i risvolti e le spigolature, ma altrove s’imbarcherebbe in un’avventura, dovrebbe ricominciare da capo e dove, troverebbe una buona piazza che sia prestigiosa e con grande visibilità dove allenare? Gli auguro ogni bene e fortuna, ma gli converrebbe andarsene dal Torino? Ci vuole sempre del tempo per ripartire, ma se Ventura riuscisse di nuovo ad amalgamare il gruppo e migliorarlo con il Torino si può prendere ancora delle belle soddisfazioni. Io avrei dato qualsiasi cosa per allenare il Toro, però per me era un discorso di maglia e di cuore. Gli allenatori oggi sono professionisti che ragionano con altri parametri, ma tutto sommato Ventura andando a Bari e a Messina è stato spesso in piazze calde, è stato anche a Pistoia dove quando passi per strada ti additano, allora la squadra era in Interregionale, ma era meglio lì che non a Lucca che era in serie B. Chi allena il Torino sa che avrà sempre un avversario che non deve temere: la Juventus erano cose che dicevano già Giagnoni e Rocco, quest’ultimo affermava “noi siamo i parenti poveri, ma attenzione ai parenti poveri” mi sembra eloquente, è come andare a scalare una montagna e alla fine farcela”.

 

Dovesse andare via Glik chi vedrebbe bene come nuovo capitano?
“Eh, premesso che mi spiacerebbe andasse via Glik, ma oggi come oggi il capitano potrebbe farlo Moretti, però non è giovanissimo, io non ho nulla contro Emiliano, ma si dovrebbe considerare anche quanti anni giocherà ancora, io penso sempre che il capitano debba essere una bandiera e restare a lungo. Glik non è un giocatore carismatico, ma è diventato importante giorno dopo giorno in silenzio e ha incarnato la tipologia di giocatore del Toro che piace ai tifosi. Tenendo conto dei tempi che cambiano, ma Ferrini piaceva alla gente perché parlava poco e faceva i fatti. Glik parla anche lui poco e ha l’aria di essere un uomo importante che guida una nave che può andare ovunque. Quando mancava Ferrini ho fatto il capitano, ma avrebbe potuto farlo anche Poletti, ma lui da un momento all’altro rischiava di lasciarci in dieci, era capace di dare un calcio all’avversario a gioco fermo, quindi non era adatto. Ogni tanto anche Agroppi ha indossato la fascia, ma era uno che aveva la parola facile e tagliente e quindi era a rischio espulsione. Da giocatore avevo un temperamento bollente e marcavo calciatori importanti, ma quando ero capitano sapevo controllarmi, infatti, sia Giagnoni sia Fabbri sono stati sempre contenti di me. Il capitano non deve mai perdere la testa e a mio parere è anche meglio se è un giocatore che sta in mezzo al campo, non che i portieri non siano ottimi capitani, ce ne sono di esempi illustri, però stanno per ruolo in posizione più defilata. Per me il capitano deve avere la prima e la seconda marcia, ma anche il freno a mano oltre che allo stile”.

 

Quagliarella che è cresciuto nel vivaio potrebbe essere un altro candidato a indossare la fascia da capitano?

“Mi aspettavo la domanda, ma quanto giocherà Quagliarella? Dipenderà dall’allenatore e da come starà lui fisicamente. Per questo ho fatto il nome di Moretti perché è sempre in campo e il capitano è meglio che sia sempre o quasi presente, oltre ad avere l’autorevolezza per parlare con l’arbitro, sapersi controllare nei momenti critici e avere esperienza. Moretti più degli altri potrebbe ricoprire il ruolo di capitano e visto quanto ha sempre giocato due o tre anni li farà ancora e gli auguro anche di più. Una volta i capitani lo erano anche per una decina d’anni, oggi non è più così e alle volte lo sono solo per un paio d’anni”.