ESCLUSIVA TG – Ferrarese: “Torino-Verona una partita aperta con nessuno che ha niente da perdere: granata salvi e gialloblù praticamente spacciati”

ESCLUSIVA TG – Ferrarese: “Torino-Verona una partita aperta con nessuno che ha niente da perdere: granata salvi e gialloblù praticamente spacciati”TUTTOmercatoWEB.com
Claudio Ferrarese
Oggi alle 11:00Esclusive
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Claudio Ferrarese è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Ferrarese da calciatore è cresciuto nelle giovanili del Verona e ha giocato in prima squadra dal 1995 al ’99 e in seguito ha indossato anche quella del Torino nel 2006-‘07. Col lui si è parlato del match di oggi pomeriggio fra le sue due ex squadre.

Torino-Verona un po’ un’ultima spiaggia per il Verona e il Torino invece ha quasi l'obbligo morale di accumulare ancora quei punti per arrivare il più presto possibile alla salvezza, come vede questa partita?
“Hai detto tutto tu. Il Verona praticamente è spacciato, mentre il Torino è salvo. In generale i granata hanno fatto un campionato tranquillo, anche se c'è stato un momento dove il Toro non stava facendo molto bene, poi col cambio d’allenatore mi sembra che le cose siano andate molto meglio e adesso il Torino ha una posizione di classifica abbastanza rassicurante. Sarà una partita per me aperta, nel senso che nessuno ha niente da perdere”.

Nell'ultima gara col Pisa ha faticato tanto il Torino soprattutto nel segnare e per fortuna non ha subito gol, cosa che invece in questa stagione succedeva molto spesso e anche con gol evitabili. E’ un segnale?
“Penso che per un allenatore vincere una partita 1 a 0 sia il massimo della vita, nel senso che non prendi i gol e ne fai uno e va benissimo per i numeri. Però è chiaro che non dobbiamo pensare che andare a Pisa, anche se è ultimo in classifica, sia sinonimo di portare a casa un 3-0 oppure un 4-0 perché non è assolutamente così: ogni partita è difficile. Il Pisa come il Verona, che ripeto per me è praticamente spacciato, non hanno forse più quella forza di provare a salvarsi, però giocano anche un po' spensierati e quindi certe giocate vengono anche meglio e di conseguenza puoi mettere in difficoltà tante squadre”.

Quindi immagina che anche il Verona più o meno si comporterà così?
“Certo, sono convinto che anche il Verona farà la sua partita, non è detto che perda, anzi può benissimo vincere o pareggiare. Per questo dico che è una partita aperta. Il Verona qualche domenica fa è andato a vincere a Bologna, parlo anche da ex calciatore, quando non hai niente da perdere poi subentrano altri fattori e magari delle cose ti vengono meglio, giochi sentendo meno pressione e magari fai una gran partita e la puoi vincere: nel calcio uno più uno non fa mai due, quindi oggi incontrare queste squadre è veramente pericoloso”.

Tra l'altro il Torino gioca in casa e da quattro partite la stragrande maggioranza dei tifosi non entra allo stadio per protesta contro la società. Il fatto di giocare in casa potrebbe essere uno svantaggio oppure un vantaggio visto che quando ha giocato senza tifosi non ha poi fatto così e ha anche vinto?
“Mi metto nei panni dei giocatori del Torino, giocare senza tifosi è brutto, davvero brutto. Che poi a qualche giocatore magari possa fare meglio perché sente meno la pressione ci sta anche, ma questa è una cosa comunque triste per me quando i tifosi non vengono allo stadio per protesta. Sicuramente avranno le loro giustificazioni e se fanno questo vuol dire che qualche motivo lo hanno. Sono anni che a Torino i tifosi non sono in linea con la società e quindi è sempre la solita storia, purtroppo. Ripeto, mi dispiace per la gente, mi dispiace per tutti perché comunque il Torino è il Torino e chi è stato al Toro, come me, sa quant’è grande l'affetto di tifosi e quanto è bello quando si riempie lo stadio. Da giocatore ho fatto anche un mezz'anno al Delle Alpi dove giovavamo davanti a 40, 50, 60 mila persone. Anche da distante è veramente è un peccato vedere la lontananza da parte dei tifosi, speriamo che questa cosa si possa prima o poi risolvere, ma mi sembra che siamo entrati in un tunnel senza uscita”.

Le cose potrebbero cambiare solo se Cairo vendesse il Torino e arrivasse un nuovo proprietario con buone intenzioni.
“E’ sempre da vedere, non è così semplice perché arriva il fondo e non si riesce mai a parlare con il vero proprietario e gestiscono la squadra come cavolo vogliono loro. Ripeto, non voglio togliere speranze, ma non è poi così semplice cambiare proprietà. Non voglio essere pro-Cairo o contro-Cairo ma parlo da una posizione neutrale, Cairo ha portato il Torino in Serie A dopo alcuni anni di alti e bassi. Ora sono anni che è nel massimo campionato, dopo è vero che fa il mercato alla fine, che vende i giocatori migliori e li sostituisce con altri che non sono almeno all’inizio dello stesso livello, però per far vivere il club se non si hanno tanti soldi da investire serve anche questo. Ma non voglio dare giustificazioni a nessuno e rimango a osservare da fuori, non conosco le dinamiche interne, da neutrale”.

Pensa che ormai il Torino, visto l'andamento della classifica e il calendario possa considerarsi fuori dal discorso di chi lotta per non retrocedere?
“Ha 9 punti in più di Lecce e Cremonese che sono terzultime e mancano sette partite alla fine per cui bisogna sempre tenere le antenne diritte, ma stiamo parlando di una cosa per me quasi impossibile che possa retrocedere, certo se perdessero tutte le prossime partite però mi sembra fantascienza. Il Torino ha 36 punti e se vince oggi col Verona va a 39, la quota salvezza è 40, ma potrebbero bastare anche meno punti per cui manca solo un piccolo passo”.

E poi ci sarà da pensare alla prossima stagione e il Torino ha tanti giocatori tra quelli in scadenza di contratto che non verrà prolungato, quelli in prestito che non si sa se verranno riscattati, possibilità di qualche plusvalenza e calciatori che non hanno convinto del tutto. E nel complesso in campionato ha subito tantissimi gol e ne ha fatti non molti quindi in estate dovrà esserci una rivoluzione?
“Da questo punto di vista posso dirti di sì, ma anche di no perché solo la società sa bene cosa fare, come intervenire e che programmi avere. Petrachi è un direttore sportivo che sa bene cosa fare e il Torino lo conosce bene essendoci già stato in passato. Cairo lo ha fatto ritornare per cui il loro rapporto dove essere buono e magari con Gianluca le dinamiche possono cambiare e forse si potrà veramente alzare l’asticella. Chi lo sa, queste sono cose che valuteranno il presidente insieme al direttore e cercheranno di capire cosa fare e cosa non fare”.

Petrachi ha detto che vuole avere qualche giocatore italiano in più in rosa e visti i risultati dell’Italia e delle squadre italiane nelle competizioni europee forse sarebbe un bene. Lei è un dirigente di calcio, ma è così facile e conveniente andare a comprare gli stranieri che poi non sempre si rivelano così performanti o non sarebbe meglio puntare sugli italiani?
“Ma guarda, delle volte può essere conveniente, delle volte sono cose per me forzate. Ci sono dinamiche che adesso non sto qui a raccontare, ma che potete immaginate. Io ho fatto dirigente in Serie B per sei anni e in Lega Pro per 2, quindi io di stranieri non ne ho mai potuti prendere e di conseguenza mi è risultato molto più facile. Detto questo, è chiaro che sicuramente il mercato estero può essere bello, può essere importante e ti può dare la possibilità di portare qualche ragazzo veramente forte a pochi soldi per poi magari fare qualche bella plusvalenza. questa è una cosa che posso accettare, ma delle volte non accetto, ho sentito in un'intervista che parlavano di Giovane del Verona che è andato a Napoli per circa 20 milioni di euro, ma il Napoli ha un ragazzo di proprietà Rao che è un 2006, magari in questo caso avrei fatto crescere il mio tesserato, però ognuno fa le sue scelte oggi è un mondo difficile e ci sono tanti intermediari, tanti procuratori, quindi c'è sempre l'affare in corso, c'è sempre la possibilità di fare qualche operazione che magari non sarebbe proprio da fare, però la si fa lo stesso. Si entra in dinamiche dove non se ne vede più fuori. Con questo non voglio dire che il mercato estero sia tutto da buttare, assolutamente”.

Però anche quello italiano forse andrebbe valorizzato un po' di più.
”Sì, è chiaro che sarebbe più bello un po' per tutti, visto anche quello che sta succedendo a livello internazionale con la nostra Italia. Bisognerebbe iniziare  a far crescere qualche nostro ragazzo, quello sì”.

Cambiando argomento e parlando di lei, dopo che la Lucchese è fallita cosa sta facendo?
“Quest’ anno sono rimasto a casa, anche se con la Lucchese ci eravamo salvati. Non ho avuto proposte interessanti e quindi ho deciso di rimanere a casa, vediamo di ripartire la prossima stagione da qualche altra parte”.