ESCLUSIVA TG – Caso: “Torino e Fiorentina devo ritrovare più certezze possibili per risollevarsi”

08.12.2019 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Domenico Caso
Domenico Caso

Domenico Caso è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Caso è un ex calciatore che giocò nel Torino dal 1983 all’85 e prima nella Fiorentina dal 1971 al 78, terminata l’attività agonistica è diventato allenatore e dirigente. Con lui abbiamo parlato della partita di oggi pomeriggio fra le sue ex squadre.

Tra giocatori infortunati, problemi di gioco e di classifica al di sotto delle aspettative, Torino e Fiorentina sono sullo stesso piano e in difficoltà. Lei come le vede?

“Sono due squadre che purtroppo stanno attraversando un momento sicuramente delicato perché il Toro ha perso le grandi certezze che aveva nella passata stagione dove faceva della determinazione, dell'applicazione feroce il suo credo ed era una squadra difficilissima da affrontare per chiunque, tanto è vero che aveva perso solo due gare fuori casa. Quest'anno, purtroppo, non è lo stesso Toro e forse questo è dipeso dall'inizio della stagione in Europa League che ha portato poi all'eliminazione e alle conseguenti problematiche che nessuno si aspettava, visto che l'organico era quello della passata stagione, forse, anche  migliorato con l'arrivo di qualche giocatore, non ultimo Verdi. Mazzarri deve ritrovare i canoni che hanno contraddistinto sempre il Toro: il carattere e la forza mentale, che sono sempre stati nel dna dei granata. Le assenze per infortuni, ovviamente, hanno un preso importante. Belotti si è fatto male da due domeniche ed è un giocatore che è insostituibile per le sue caratteristiche e per quello che è lui. Ma gli infortuni vanno messi in conto e nel calcio succedono, com’è accaduto anche alla Fiorentina che ha perso nel giro di poco più di un mese Pezzella, Ribéry e Chiesa. I primi sue poi sono giocatori fondamentali per una squadra giovane. Il toro non è una squadra giovane come la Fiorentina e poi ha un allenatore che l'anno scorso ha fatto benissimo e credo che neanche lui si spieghi come mai sono venute meno le certezze e perché si sia verificato questo cambiamento. Sono due squadre che hanno effettivamente grossi problemi d'identità e non si sanno ritrovare. Ho visto la partita sabato e il Toro a Genova nel secondo tempo ha rischiato, infatti, il Genoa ha colpito due volte i pali e Sirigu ha dovuto fare una parata eppure questa squadra l'anno scorso in trasferta faceva benissimo, mentre quest'anno soffre maledettamente. Ripeto, forse inciso la partenza anticipata per i preliminari d’Europa League ha inciso, ma sono situazioni difficili da valutare da fuori.
Spero che l'esperienza e la forza di Mazzarri e del gruppo che ha a disposizione, che penso sia compatto e coeso, possa portare fuori il Torino da prestazioni non buone della squadra. Vista la vittoria con il Genoa penso ci sia una spinta per uscire dalla situazione difficile, dall'altra parte sono anche un ex della Fiorentina e mi spiace vederla così. Tra l'altro la nuova società ha messo in piedi un programma basato sui giovani che ha affidato a Montella e si sa che i giovani sono sempre un rebus. All'inizio hanno fatto delle prestazioni straordinarie con Juventus, Napoli e con il Milan, ma, come per il Torino, quando si perdono i punti di riferimento, i giocatori di maggiore personalità quali Ribéry e Pezzella la squadra fatica a stare in campo perché a livello di Serie A il campionato è molto difficile e se non si ha carattere, personalità e qualità tecniche diventa difficile e lo è ancor di più  se c’è un organico giovanissimo. Bisogna avere pazienza, ma, purtroppo, oggi nel calcio la pazienza non c'è a Firenze come a Torino. Come in tutte le altre piazze la gente si attende i risultati, ma questi non sempre vengono e, quindi, quando accade si vivono momenti difficili.
Sarà una partita delicata per entrambe le squadre che per tirarsi fuori da questa situazione devono pensare più al risultato che al bel gioco, anche perché credo che un bel gioco non siano in grado di farlo visto le problematiche che hanno d'identità. Non ci si aspettava che Torino e Fiorentina dopo un inizio abbastanza discreto finissero in un momento così particolare, ma il campionato è lungo e hanno tutto il tempo di recuperare. Leggo che le due società sono compatte nel dare fiducia agli allenatori e agli organici e credo che questo sia un punto di partenza molto importante, soprattutto per la Fiorentina che arriva da tre sconfitte e ancor più da prestazioni non belle. Le due squadre hanno mille problemi per cui devono cercare più che altro il risultato in modo da risalire e migliorare il morale e il clima che le circonda”.

Come possono, dal punto di vista del gioco, Mazzarri e Montella rendere concrete le loro squadre?

“È un problema serio perché quando si perdono le certezze non è facile. Fare un'analisi da fuori è complicato, il Toro è senza Belotti che è un giocatore straordinario, insostituibile. Zaza è una seconda punta, mentre Belotti é come Immobile, giocatori che fanno reparto da soli. Belotti è straordinario per il carattere, per il movimento che fa, perché è un punto di riferimento e poi la squadra ha nel suo dna il modo di giocare di Andrea e cambiandolo non riesce facilmente a ottenere lo stesso spirito e gli stessi risultati. Per il Toro non avere Belotti è un problema proprio perché non c'è un suo sostituto. Nella Fiorentina è la stessa cosa e si incontrano le stesse difficoltà per renderla una squadra concreta perché quando non arrivano i risultati e, soprattutto, non viene il gioco diventa difficile riuscire a trovare il bandolo della matassa e gli allenatori non si sanno spiegare le cause. La Fiorentina era partita molto bene e anche il Toro era partito discretamente poi piano piano la situazione è peggiorata. Gli infortuni di giocatori importanti hanno dato ancora meno certezze, ma comunque queste due squadre non hanno mai espresso un gioco convincente, a parte la Fiorentina che all'inizio era stata una sorpresa. Il Torino non ha mai sviluppato quest'anno il gioco dell'anno scorso con la cattiveria, la voglia determinata dal carattere che i granata hanno sempre avuto, infatti, la maglia è sinonimo di carattere, di feroce applicazione, di voglia di primeggiare. Questo è un momento non facile, delicato e che va gestito e chi meglio di Mazzarri, che ha grandissima esperienza, e di Montella possono sapere come fare? Devono cercare di trovare un assetto e un equilibrio che possa dare garanzie ad affrontare una partita delicata per entrambe. La Fiorentina arriva dal buon risultato con il Cittadella in Coppa Italia, anche se si tratta di una squadra di serie B ma avendo giocato la Fiorentina in 10 uomini dopo 20 minuti ha comunque tenuto bene e vinto. Questa vittoria comunque non è sintomatica perché la partita con il Toro è molto delicata e difficile per quanto riguarda il campionato”.

Verrebbe da dire che un pareggio sarebbe un risultato utile per entrambe perché almeno muoverebbe la classifica.

“Non credo che un pareggio servirebbe perché per entrambe le squadre sarebbe importante proseguire dando continuità all'ultima vittoria. Anche perché credo che gli allenatori vogliano ritrovare la squadra che inizialmente avevano. Squadre che avevano dimostrato brillantezza e applicazione e sotto questo punto di vista Mazzarri in Europa League aveva fatto benissimo. Stessa cosa Montella a inizio campionato, ma in questo momento queste qualità si sono perse e quindi sono due squadre che ora devono fare molta attenzione, soprattutto, la Fiorentina che arriva da tre sconfitte molto pesanti e nelle quali ha perso quel briciolo di  brillantezza e quella spregiudicatezza tipiche delle squadre giovanissime e quando queste caratteristiche vengono a mancare diventa difficile ottenere gioco e risultati. Quando le squadre sono giovanissime questo tipo di problematiche possono accadere, ma per il Toro questo non vale perché è la stessa squadra dell'anno scorso, quindi, la vittoria di Genova potrebbe aver rasserenato e potrebbe favorire la ripartenza”.

Il Torino non può permettersi di perdere in casa dopo aver vinto con fatica contro il Genoa in trasferta e la Fiorentina non può continuare in campionato a perdere partite visto che già è stata sconfitta nelle ultime tre.

“Per questo dico che entrambe devono pensare di dare il massimo per arrivare alla vittoria, ma con le problematiche che hanno forse è messa peggio la Fiorentina anche se al Torino manca un giocatore fondamentale quale Belotti. E questo la dice lunga sotto questo punto di vista. Il Toro ha il vantaggio di arrivare da una vittoria importante fuori casa, mentre la Fiorentina con queste tre sconfitte sta vivendo un momento molto molto difficile. La squadra ha perso quella identità, quella spregiudicatezza tipiche della gioventù e venendo a mancare Pezzella e Ribéry ha perso la grande esperienza che serve ai giovani, non ha le guide che in campo servono ai ragazzi e che danno loro le indicazioni. Per questo dico che in questa partita mi sembra più in difficoltà la Fiorentina del Toro”.

Secondo lei, queste due squadre hanno bisogno di rinforzi a gennaio?

“Mah, sinceramente da fuori è difficile poter dire cosa debbano fare le società nel mercato di gennaio. Chiaramente gli acquisti vengono fatti, ma per gli allenatori inserire nuovi elementi non è facile, anche perché è difficile che nel mercato di gennaio possano essere presi giocatori importanti da queste due società. Gli organici si fanno in  estate in modo che poi l'allenatore possa lavorarci tranquillamente durante la preparazione    Mazzarri e lo stesso Montella qualora avessero richieste da fare le faranno tranquillamente alle loro società. Nel Toro non vedo un vice Belotti, c'è il giovane Millico che ha capacità ed è promettente, ma farlo giocare al posto di Belotti per il ragazzo sarebbe un bel peso per cui servirebbe un giocatore più esperto, quindi, prendere una punta che possa sostituire Belotti ci starebbe. Mazzarri, ma anche la società  avrebbero dovuto prevedere che poteva succedere di dover sostituire Belotti  e adesso che il problema si è posto comunque lo sanno. Certo può essere utilizzato Zaza al posto di Belotti, però, con il Genoa non ha giocato ed è rimasto in panchina. Quando si vivono momenti particolari come sta accadendo a Torino e Fiorentina ci sono delle situazioni in cui i nervi sono a fior di pelle. Il Torino rispetto alla stagione scorsa sembra irriconoscibile e di conseguenza anche la piazza rumoreggia, così come avviene a Firenze. Di conseguenza sono situazioni che vanno gestite con grande intelligenza e capacità. Nel calcio si può litigare, basta vedere quello che sta succedendo al Napoli, ma poi ci vuole l'intelligenza delle persone che hanno la competenza di poter gestire le situazione, altrimenti ne va di mezzo la squadra. Il Torino in questo momento giocando senza punte fa ancora più fatica a trovare il gol perché manca il suo attaccante principale, quindi, tutto diventa più problematico perché non credo che Verdi o le altre mezze punte siano in grado di essere giocatori che finalizzano. È una mancanza sul piano del gioco che in questo momento hanno Torino e Fiorentina, questo va detto chiaramente per cui con calma bisogna vedere dove sia Mazzarri sia Montella riescono a trovare le soluzioni per ovviare alle assenze di giocatori che finalizzano il gioco. Quali scelte faranno Mazzarri e Montella dall'esterno non si può sapere, ma alla fine per il bene della squadra, a prescindere da ciò che può essere capitato, è giusto trovare soluzioni che diano al gruppo le maggiori certezze possibili perché, in questo momento, credo che sia il Toro sia la Fiorentina non ne abbiano tante. E, forse, la Fiorentina ne ha anche meno visto che arriva da tre sconfitte in campionato, mentre il Toro da una vittoria”.

Cambiando argomento e parlando di lei, vorrebbe tornare ad allenare?

“Certo, se capita perché no. Per il momento vado in giro a vedere partite dai ragazzi ai professionisti. Ho allenato per tanti anni e la passione non manca mai come la voglia di mettermi in discussione e fare ciò che mi è sempre piaciuto: allenare. Qualora ci fosse la possibilità tornerei ad allenare, ci mancherebbe”.