ESCLUSIVA TG – Bucchioni: “La rosa del Torino nel complesso è più forte di quella della Fiorentina”

25.10.2018 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2096 volte
Fonte: Elena Rossin
Enzo Bucchioni
© foto di Federico De Luca
Enzo Bucchioni

Enzo Bucchioni è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Bucchioni è editorialista di QS Quotidiano Sportivo e opinionista in trasmissioni sportive televisive e radiofoniche. Con lui abbiamo parlato della partita di sabato sera fra Torino e Fiorentina.

La Fiorentina in trasferta finora ha faticato a conquistare punti e il Torino in generale ha avuto un andamento altalenante anche all’interno delle stesse partite, che cosa faranno vedere in campo queste due squadre?

“Sono due squadre simili che alternano prestazioni eccellenti o momenti di partite importanti ad altri meni. La Fiorentina mi è piaciuta soprattutto in casa dove riesce grazie all’aiuto del suo pubblico ad esaltarsi e forse anche a giocare meglio. In trasferta ha affrontato tre squadre su quattro che sono fra le prime in classifica, Inter, Napoli e Lazio, e per questo è anche logico che abbia faticato, ma c’è da dire che sono state avversarie che erano alla ricerca di un equilibrio totale che non c’è ancora. Il Torino, secondo me, ha perso molti punti anche per decisioni arbitrali discutibili, soprattutto all’inizio come successo con la Roma e poi con l’Udinese e qualche punto in più in classifica lo meriterebbe. Guardando nel complesso i due organici il Torino è più forte della Fiorentina, che ha fatto grandi cose all’inizio soprattutto in casa per il grande spirito che la supporta. Spirito che è scaturito dalla tragedia di Astori e che non ha più abbandonato questa squadra che è come se fosse animata dalla grande missione di fare qualche cosa d’importante per dedicarla al suo capitano e alle volte va oltre ai suoi limiti tecnici. Torino e Fiorentina sono due squadre che hanno un obiettivo comune: la ricerca del sesto-settimo posto per provare ad andare in Europa League”.

La Viola segna abbastanza, 15 reti, e non ne subisce molte, 7, mentre i granata sono in parità tra gol segnati e incassati, 11.  Da una parte ci sono Chiesa, Simeone e Pjaca e dall’altra Belotti supportato da Falque e c’è Zaza quando gioca. Che cosa si può dire degli attacchi e delle difese?

“Dei quindici gol fatti dalla Fiorentina sei sono stati realizzati nella gara con il Chievo che è una squadra un po’ in difficoltà, quindi, questa è stata forse la partita che ha spostato gli equilibri. Se si dovesse derubricare quella gara a una normale da uno o due a zero anche gli attacchi di Torino e Fiorentina sono simili come numero di marcature. In questo momento il Torino ha il problema Belotti che deve essere recuperato ad alto livello e la Fiorentina ha il problema Simeone che non segna da cinque giornate ed è un pochino in una fase di stanca. In entrambi gli attacchi, però, ci sono delle qualità. Nella Fiorentina c’è Chiesa che in questo momento è il giocatore italiano giovane forse più importante, è un giocatore che può spaccare le partite e quando parte ha un’adrenalina tale che la trasmette a tutta la squadra e anche domenica scorsa con il Cagliari le cose più importanti in fase offensiva le ha fatte lui conquistando anche il rigore. Per quel che riguarda il Torino penso che Iago Falque sia il giocatore che ha maggiore qualità e domenica scorsa ha realizzato un grandissimo gol e servito due assist. I due attacchi non sono forse ancora al top della condizione. Il Torino aspetta Zaza e l’idea di far giocare insieme lui e Belotti penso che non sia facile da realizzare anche per il futuro, ma l’idea potrebbe essere valida. La Fiorentina dal canto sua aspetta Pjaca e da una partita all’altra i tifosi aspettano che ritorni e ne sono già passate otto, ma il suo ritorno non c’è ancora stato. Zaza o il recupero di Belotti e il ritorno di Pjaca questi potrebbero far fare il salto in avanti alle due squadre. I due attacchi hanno delle particolarità e sono molto interessanti, ma non sono ancora partiti in tutta la loro potenzialità. In estate si parlava molto bene dell’attacco formato da Chiesa, Simeone e Pjaca ai loro cenci, vale a dire al loro meglio, ma così non è ancora stato poiché ci sono stati alti e bassi un po’ com’è accaduto quando a fine mercato sono arrivati Soriano e Zaza perché il loro inserimento è stato un pochino più complicato del previsto. Analizzando tutte le situazioni il Torino e la Fiorentina sono due squadre che si assomigliano molto,
La difesa della Fiorentina è il reparto che gioca meglio anche perché è quella dell’anno scorso e in questa stagione sono partiti con un buon amalgama e giocatori, soprattutto Pezzella, Vitor Hugo e Milenkovic,  che sono decisamente importanti, mentre, forse, il Torino fatica un po’ nel fare la fase difensiva perché la squadra ha subito un po’ tanti gol, ma credo che stia arrivano il buon equilibrio. Sabato sera il Toro per fare gol a questa difesa dovrà superarsi e Belotti dovrà tornare in fretta a essere quello vero”.

Oltre a quello che si è detto, quali sono i punti deboli di queste due squadre?

“Il Torino difetta un po’ in fase difensiva ed esce troppo presto dalla partita e deve crescere nella capacità di gestire il risultato. Domenica vedendo la partita con il Bologna avevo pensato che sul due a zero avesse chiuso la partita e che avrebbe portato a casa finalmente un buon risultato dalla trasferta e, invece, improvvisamente il Torino è uscito dalla partita. E’ nella mentalità e nella maturità che deve migliorare, nella capacità di saper gestire e fare il possesso palla. E’ sulla testa dei giocatori che Mazzarri deve lavorare perché questa squadra non può farsi rimontare di due gol dal Bologna che era in netta difficoltà.
La Fiorentina le difficoltà, secondo me, le ha in mezzo al campo. Ha un giocatore bravissimo, Veretout, che è stato però riciclato a fare il regista ruolo nel quale gioca benino, ma non ha i tempi del regista classico. E’ andato via Badelj e non è stato sostituito. Veretout l’anno scorso aveva fatto benissimo da intero di centrocampo e a mio parere quello è il suo ruolo. La Fiorentina non sa gestire i tempi di gioco, ha folate nella quali diventa micidiale, però, poi palesa qualche difficoltà a gestire la partita e a servire gli attaccanti perché i centrocampisti faticano un po’ a servire la palla negli spazi e c’è poco raccordo fra il lavoro fatto dal centrocampo e quello fatto dall’attacco e questo è un problema. Se il Toro andrà a pressare i portatori di palla e ripartirà potrà essere questa una delle armi da sfruttare sabato sera”.

Il risultato sulla carta potrebbe essere di parità, ma gli eventuali guizzi dei singoli da una parte e dall’altra potrebbero fare la differenza?

“Sì, vedo una partita molto equilibrata e il Torino ha il vantaggio di giocare in casa che non è poco poiché la Fiorentina in trasferta ha difficoltà poiché subisce un po’ la sua incapacità di giocare la palla e se affronta una squadra che l’attacca nella sua metà campo va in affanno e fa fatica a ripartire. Questa deve essere, secondo me, l’idea di gioco del Torino: andare a pressare con intensità, rubare palla e mettere in condizione Belotti di avere spazi a disposizione. L’errore potrebbe essere di mettere troppi giocatori nella metà campo della Fiorentina perché i viola si difendono bene. Per mettere in crisi la Fiorentina bisogna farla un po’ allungare e cercare di colpirla in contropiede poiché negli spazi larghi soffre”.