ESCLUSIVA TG – Beccaria: “Passi avanti per il Museo del Toro al Fila: ora confido nelle Fondazioni bancarie Crt e Compagnia di San Paolo”

06.04.2022 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Domenico Beccaria
Domenico Beccaria

Domenico Beccaria è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Beccaria è il presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata e del Museo del Toro inoltre è uno dei consiglieri del Consiglio d’Amministrazione e uno dei soci fondatori del Collegio dei Fondatori della Fondazione Stadio Filadelfia, giornalista e grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato del nuovo impulso che c’è stato per portare il Museo del Toro al Filadelfia.

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato il Documento Unico di Programmazione per il triennio 2022-24 che include la costruzione al Filadelfia dell’edificio che ospiterà il Museo del Toro, come già programmato per la completa ricostruzione del Fila e non ancora fatto. A seguito di questo che sviluppi ci saranno?

“Con questo Documento la Città di Torino ha affermato un principio importante: ritiene il trasferimento del Museo del Toro dall’attuale sede di Grugliasco a Torino una cosa importante sia per i tifosi granata sia per la Città di Torino. Questo perché la Città di Torino ha ben chiaro che un secondo polo museale calcistico, oltre a quello della Juventus, è importante per la Città di Torino e non può restare in un altro comune. Il fatto di avere in città due poli museali calcistici dedicati alle due grandi squadre di Torino, messo per iscritto su un documento ufficiale della Città di Torino, è sicuramente un ottimo punto d’inizio. E viene a cadere al momento giusto perché, come avevo richiesto, lo scorso 1 aprile nell’ultimo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Filadelfia era stato deliberato che si deve scrivere il bando per il reperimento delle risorse economiche per la costruzione dell’edificio che dovrà ospitare il Museo del Grande Torino”.

Quale cifra serve per la costruzione dell’edificio?

“Circa 6 milioni di euro. In questo momento nella cassa della Fondazione Filadelfia ci sono circa 1mln e 800 mila euro di conseguenza dovrebbe essere fatto un bando per reperire 4,5 mln, cifra che consentirebbe che restino dei soldi in cassa dopo la costruzione dell’edificio. L’arrivo del documento della Città di Torino ci consente di chiedere alla Città e alla Regione Piemonte di farsi promotori delle nostre istanze presso le due grandi Fondazioni bancarie cittadine, Crt e Compagnia di San Paolo, che possono contribuire come hanno fatto in passato per altre realtà museali. Non ci dimentichiamo che per il Museo Egizio ognuna delle due Fondazione ha regalato 25 mln di euro. A noi per il Museo del Grande Torino basterebbe il 10%. In ogni caso, qualunque sarà la cifra che le Fondazioni bancarie ci vorranno dare, ringraziamo e se sarà coperto l’intero fabbisogno, molto bene. Ma se non coprisse l’intero importo allora i restanti soldi necessari li reperiremo attraverso il bando. Per essere chiari, si fa la somma di ciò che c’è nella cassa della Fondazione Filadelfia con quello che le Fondazioni bancarie elargiranno e se non sarà raggiunta la cifra di 6 mln il bando sarà fatto per reperire ciò che manca. Ovviamente se la somma sarà di 6 mln non ci sarà bisogno di fare alcun bando”.

Quanto tempo servirà alle due Fondazioni bancarie per dare una risposta?

“Credo che a fronte di una sollecitazione del Sindaco di Torino e del Presidente della Regione Piemonte ci sarà una sollecitudine da parte delle Fondazioni bancarie nel rispondere. Rispondere però non vuol dire erogare subito i soldi. Le Fondazioni bancarie nella risposta dicono che daranno in questo esercizio tot soldi, quindi che nel periodo in cui la Fondazione bancaria fa le sue erogazioni una di queste sarà a favore della Fondazione Filadelfia per costruire al Fila il 3° lotto dove sorgerà il Museo del Grande Torino e poi successivamente erogherà i soldi entro appunto il periodo dell’esercizio nel quale è stata data la risposta. I tempi della risposta ovviamente dipendono dalle Fondazioni bancarie”.

Nel caso le due Fondazioni bancarie stanzino questi soldi, saranno poi loro a gestire la costruzione del Museo del Grande Torino al Fila?

“No, esattamente come fanno per tutti i progetti che finanziano le Fondazioni bancarie erogano i soldi e ne chiedono la rendicontazione, ma non gestiscono la realizzazione dei progetti. Per cui nel caso specifico sarà la Fondazione Filadelfia ad occuparsene, esattamente come ha fatto per la ricostruzione del 1° lotto del Fila. Una volta che in cassa ci sarà l’intera cifra la Fondazione Filadelfia farà un bando d’appalto a cui tutte le aziende che fanno progettazione e quelle che fanno costruzione potranno partecipare. Non essendoci più il bando integrato, salvo cambiamenti, la Fondazione Filadelfia farà due bandi: uno per la progettazione e l’altro per la realizzazione, bandi che possono andare di pari passo. Nel momento in cui la Fondazione Filadelfia avrà espletato le formalità burocratico-amministrative di questi due bandi sappiamo che la progettazione è vinta dalla ditta X e la costruzione da quella Y e allora si inizieranno i lavori. E conti alla mano si dimostrerà alle Fondazioni bancarie come sono stati spesi i soldi che hanno erogato”.

Cosa si potrebbe mettere in mezzo e impedire tutto ciò?

“Non voglio neanche prendere in considerazione che ci debba essere qualche cosa che si metta in mezzo per impedire la costruzione dell’edificio che ospiterà al Fila il Museo del Toro. Anche perché subito dopo l’autorità della Repubblica italiana, rappresentata dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei ministri e nelle varie sedi territoriali dai Prefetti , in Piemonte le due autorità più importanti sono il Presiedente della Regione e il Sindaco della Città di Torino per cui io confido che una volta che queste due ultime autorità si siano espresse a nostro favore non ci debba essere nessun altro che possa interferire nella concretizzazione del progetto di costruire al Fila l’edificio che ospiterà il Museo del Grande Torino”.