ESCLUSIVA TG – Annoni: “Il Torino deve rimboccarsi le maniche e darsi da fare: così si esce dalla zona retrocessione”

14.06.2020 06:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Enrico Annoni
Enrico Annoni

Enrico Annoni è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Annoni ha militato nel Torino dal 1990 al ‘94 e attualmente è un allenatore, scopre talenti e si diletta a corre in moto, organizza gare automobilistiche e partecipa a rally nel deserto. Con lui abbiamo parlato della ripresa del Torino che deve allontanarsi dalla zona a rischio retrocessione.

Ricomincia il campionato e il Torino deve vedersela con Parma e Udinese in quattro giorni e ha due punti di margine dalle terzultime. Come vede la situazione?

“Tanto dipenderà da come le squadre e il Torino in particolare avranno affrontato questi mesi di stop forzato del calcio. Il periodo è stato lungo e per quanto ci si possa allenare a casa non è mai come farlo al campo e tanto meno giocare. Le prime due-tre partite saranno un terno al lotto nel senso che tutti possono vincere con chiunque, secondo me. Poi sta alla rosa che si ha a livello tecnico fare la differenza. Le prime partite saranno un’incognita ed è difficile fare un pronostico. Per quello che mi auguro spero che il Toro possa vincere con il Parma e l’Udinese perché prima il Torino si toglie dalla zona pericolosa e meglio è. Il Parma prima dell’interruzione del campionato era una squadra che giocava bene, soprattutto in contropiede. Soprattutto nelle prime gare farà meglio chi ha sofferto di meno il fermo del campionato più che a livello fisico direi sul piano mentale”.

Anche le motivazioni avranno il loro peso e da questo punto di vista il Torino ne ha di grosse, concorda?

“Esatto, proprio per questo parlavo di condizione mentale. Il Parma non verrà al Grande Torino per fare una passeggiata, ma per portare a casa i tre punti, ma chi ha più interesse e voglia di conquistare punti vincerò e se guardiamo la classifica, sulla carta, dovrebbe essere il Torino”.

C’è il problema che il Torino ha due giocatori infortunati, Baselli che ha terminato la stagione e Verdi che starà fuori difficilmente meno di un mese.

“Sono assenze che pesano e la rosa del Toro non è folta, ma anche il Parma fa i conti con giocatori che hanno avuto infortuni (Sepe, Scozzarella, Laurini, Barillà, Hernani e Inglese, ndr). Come dicevo, è tutta questione di voglia e chi ne avrà di più metterà in campo un qualche cosa di più. Anzi, più di voglia, che tutti i professionisti ce l’hanno si deve parlare di concentrazione sull’obiettivo e chi lo è maggiormente può fare la differenza perché a livello fisico nessuno potrà esserlo al cento per cento a causa del lunghissimo periodo di stop, anche se ormai tutti hanno ripreso ad allenarsi, ma non è come quando si giocava con continuità e può essere un po’ come dopo la sosta per le vacanze estive, anche se in quel caso la sosta è di un mese o poco più mentre in questo è stata decisamente più lunga, oltre i due mesi. Comunque se si vede il bicchiere mezzo pieno l’interruzione del campionato può essere stata una fortuna per il Torino visto che non stava andando bene e anche per il mister era un periodo complicato perché Longo era subentrato e non aveva avuto il tempo per dare la sua impronta alla squadra, mentre adesso ha avuto più tempo per cercare di inculcare la sua idea di calcio e la sua mentalità ai giocatori. Questo può essere un punto a favore del Toro, però, rimane un punto interrogativo su come la squadra affronterà questa ripresa. Pensiamo alla partita di Coppa Italia fra Juventus e Milan, tutti o quasi davano per scontata la vittoria dei bianconeri, ma anche se in undici contro dieci non sono andati oltre lo zero a zero e il turno lo hanno passato in virtù dell’uno a uno dell’andata a San Siro. Diciamo che tutti aspettiamo per vedere come il Torino riprenderà”.

Il Torino ha 13 partite per scampare dalla serie B, vista la classifica attuale può farcela?

Brescia e Spal mi sembrano ormai quasi spacciate, mentre fra le altre, Genoa, Lecce, Sampdoria, Torino e Udinese, quella che mi sembra rischiare u pelino in più del Toro è la Sampdoria perché nelle ultime partite giocate, anche se avevano vinto con Torino e Verona, non l’avevo vista benissimo. Però comunque penso che il Toro debba fare i conti su se stesso senza guardare le altre perché non mancano tre-quattro partite e nel caso si potrebbe anche far conto su cosa fanno gli avversari, ma mancano tredici gare e in palio ci sono tanti punti in palio per poter tranquillamente uscire dalla zona a rischio. Logicamente però bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare e poi se le circostanze lo permetteranno ci si rialza prima, in caso contrario si dovrà lottare fino all’ultima giornata. Quest’ultimo scenario non lo auguro al Toro perché non è semplice e non è bello e magari la squadra non è neanche abituata a differenza di altre che lo sono di più a stare nelle zone basse della classifica e ce la fanno a tirare fuori il jolly per salvarsi”.