ESCLUSIVA TG – Annoni: “A Izzo e agli altri dico di restare al Toro per capire se sono competitivi in Europa”

09.07.2019 06:04 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Enrico Annoni
Enrico Annoni

Enrico Annoni è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Annoni ha militato nel Torino dal 1990 al ‘94 e attualmente è un allenatore. Con lui abbiamo parlato del ritorno in Europa del Torino, del mercato e dell’inizio della preparazione estiva dei granata.

Izzo, N'Koulou e al momento Bremer poiché Djidji è alle prese con il pieno recupero dall'operazione di fine aprile al ginocchio e Lyanco anche  sta svolgendo lavoro personalizzato avendo giocato in Nazionale fino a metà giugno. Che cosa ne pensa di questa difesa anche in chiave Europa League?

“Può essere un punto di forza la difesa perché lo era già stata l'anno scorso risultando la quinta della Serie A e sarebbe forse stata la terza se a Empoli nella penultima giornata non si fosse perso quattro a uno. Spero che rimangano tutti poiché sono già affiatati perché sembra una cosa banale, ma, invece, è molto importante per un difensore sapere che al proprio fianco ci sono compagni con i quali si è abituati a giocare sempre così si riesce a gestirsi al meglio in quanto basta una voce o un minimo cenno dei compagni di reparto per essere certi in quale posizione si trovano”

Ci sono però tentazioni che arrivano da altri club importanti soprattutto per Izzo e anche per N’Koulou e non solo.

“Io sono troppo di parte, ma se fossi in loro resterei. Il Toro ha avuto la fortuna, ma se lo è meritato di giocare in Europa League e fossi al posto di Izzo e degli altri che sono cercati dai grandi club resterei perlomeno per capire se ho le potenzialità per andare magari in futuro in una grande squadra di quelle che partecipano tutti gli anni alle coppe europee. In questi casi bisogna mettersi in gioco e vedere se si è all'altezza perché il calcio europeo è diverso da quello italiano e lo ha dimostrato la Juventus che in Italia ha vinto tutto e in modo facile, ma in Europa non riesce ad arrivare alla finale uscendo in alcuni casi anche prima della semifinale oppure se arriva in finale la perde. Forse n Italia il livello si è abbassato, mentre in Europa si è alzato e se è così bisogna capire come mai. Per questo consiglierei a questi giocatori del Toro di restare disputare un'altra stagione come hanno fatto nella passata e poi alla fine potranno decidere che cosa fare avendo disto di potersi cimentare anche in Europa a buoni livelli e magari Cairo allestirà una squadra per vincere lo scudetto e allora potrebbero rimanere al Toro a vita”.

Mazzarri sta puntando sul 3-4-3 con l'attacco formato, almeno in questi primi allenamenti, da Belotti, Falque e Berenguer in qualità di titolari e con Zaza come alternativa. Come valuta questo possibile cambiamento?

“Zaza già nello scorso campionato non era fra i titolari, infatti, il più delle volte entrava a partita in corso e poche volte è riuscito a fare la differenza. Al suo arrivo poiché faceva parte del giro della Nazionale e aveva giocato nella Juventus si pensava non dico che sarebbe stato una pedina importante come Belotti, ma almeno simile però purtroppo non lo è stato. Forse si potrebbe vedere se c'è la possibilità di prendere un attaccante migliore”.

In questo inizio di mercato il nome più gettonato è quello di Verdi. Lo vedrebbe bene al Torino?

“Potrebbe essere ideale per la piazza del Toro più che per quella del Napoli, secondo me. Giocando con tre in attacco si spera almeno che Belotti non rimanga sempre solo come l’anno scorso che ha giocato tante partite da solo là davanti e non era facile perché doveva partire da centrocampo e arrivare nell’area avversaria e cercare anche di fare gol”.

Mazzarri sta lavorando anche molto sulle fasce e chiede a De Silvestri e ad Ansaldi di crossare in modo da rifornire gli attaccanti di palloni da mandare in rete.

“E certo così gli attaccanti non sono più di tanto obbligati a tornare. Questa potrebbe essere una buona soluzione per pressare alto e di conseguenza non far fare tanti metri agli attaccanti nei rientri così si stancano meno e sono più lucidi sotto porta”.

Giocando in Europa durante la stagione ci sarà meno tempo per allenarsi in quanto ci saranno più partite e anche più spostamenti.

“Sicuramente e la preparazione sarà diversa dagli anni scorsi. Bisogna essere subito brillanti e i giocatori non devono essere appesantiti arrivando alle partite di qualificazione all’Europa League con le gambe piene di lavoro che rendono più difficile scattare e arrivare sul pallone nel modo giusto. Vanno valutate le squadre che s’incontrano adesso in Europa che magari non sono così forti, ma hanno iniziato già i loro campionati o li stanno per iniziare, quindi, sono più avanti con la preparazione”.

In generale come vede il Torino anche se è solo agli albori della stagione?

“Per prima cosa sono contentissimo che abbia la possibilità di giocare in Europa poiché l’anno scorso aveva disputato un ottimo campionato. Dispiace per il Milan perché aveva meritato sul campo di giocare in Europa League, ma d'altronde se ci sono delle regole anche a livello economico-finanziario vanno rispettate. Adesso vediamo come andrà per il Toro, come dicevo, non è facile poiché il livello del calcio italiano si è purtroppo un po’ abbassato e quando si gioca fuori dall’Italia si fa fatica. Si può pensare che il livello sia uguale, ma quando si gioca all’estero poi ci si rende conto che non  è così oltretutto il Toro giocherà la partita di ritorno in casa degli avversari e questo non va sottovalutato”.

Cambiando argomento e parlando di lei, che prospettive ha per il prossimo futuro?

“Aspetto una buona proposta in modo da rientrare nel mondo del calcio”.

Come allenatore?

“Sì, ma anche in altri ruoli. Il calcio è un mondo dove sto bene e se ci sarà l’occasione sarei contento di coglierla”.