ESCLUSIVA TG – V. D’Amico: “Il Toro senza Cerci è un vantaggio per la Lazio”

16.04.2014 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – V. D’Amico: “Il Toro senza Cerci è un vantaggio per la Lazio”
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Vincenzo D’Amico è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. D’Amico, calcisticamente è cresciuto nelle giovanili della Lazio poi è passato in prima squadra nella quale ha militato dal 1972 al 1986, con una parentesi nel Torino nella stagione ‘80-‘81, attualmente è opinionista delle trasmissioni sul calcio della Rai. Con lui abbiamo parlato della sfida in chiave Europa League fra le sue due ex squadre.

 

Lazio e Torino sono appaiate al settimo posto e sabato pomeriggio si giocano l’Europa dovendosi difendere dal Milan e riuscire ad arrivare a strappare la sesta posizione al Parma. Come vede questa gara?

“Il bello di questa partita è che si lotta per qualche cosa e questo mi fa piacere. Secondo me bisogna stare attenti al Milan perché i rossoneri hanno la capacità per raggiungere l’obiettivo del sesto posto. Dietro a Fiorentina e Inter credo che alla fine la squadra che arriverà a disputare l’Europa League sarà proprio il Milan, di conseguenza ho paura che sia il Torino  sia la Lazio abbiano poche possibilità di riuscire ad arrivare al sesto posto,  però è bello perchè Torino e Lazio finalmente si giocano qualche cosa”.

Le due squadre si affronteranno senza giocatori importanti per squalifiche e infortuni. Fra Reja e Ventura chi avrà più difficoltà a preparare la partita?

“Cerci ha finito per dare una grandissima mano alla Lazio, facendosi ammonire domenica con il Genoa e rimediando di conseguenza la squalifica, perché con le sue caratteristiche può mettere in difficoltà chiunque, soprattutto i difensori lenti che ha la Lazio”.

 

Dal punto di vista tecnico tra Lazio e Torino quale delle due squadre è più forte?

“Il Torino sta andando oltre le previsioni perché all’inizio della stagione l’obiettivo non era quello di giocarsi un posto utile per l’Europa League, ma quello di salvarsi per tempo e poi divertirsi. Adesso però è arrivato a un passo dall’andare in Coppa ed é giusto che ci provi fino in fondo. Sicuramente la Lazio sabato avrá il vantaggio che nel Torino ci sarà un uomo in meno, Cerci, e che recupererà Keita, per questo la Lazio potrebbe risultare un po’ più forte”.

Quale delle due squadre ha più da perdere in caso di sconfitta?

“La Lazio, perché doveva puntare almeno all’Europa League, quindi se dovesse essere sconfitta la strada si farebbe più difficile con sole quattro altre partite a disposizione”.

La partita è da tripla o c’é una delle due squadre che per qualche motivo potrebbe riuscire più facilmente a vincere?

“No, non c’è una squadra che possa vincere con facilità. La Lazio gioca in casa, ma non ci sarà tutto il suo pubblico per la contestazione a Lotito e per questo il Torino potrebbe trarne un piccolo vantaggio. Però, mi devo ripetere, al Torino mancherà Cerci e credo che questa assenza pesi molto, quindi forse valutando tutto la Lazio ha qualche chance in più di vincere la gara”.

Nonostante Immobile capocannoniere?

“Certamente la Lazio dovrà tenere sott’occhio Immobile che per sua fortuna e di quella del Toro è diventato quel giocatore che tutti stavamo aspettando. Secondo me merita di andare al Mondiale in Brasile, quindi un occhio di riguardo per lui ci dovrà essere perché é un periodo che ogni volta che tocca la palla la mette dentro”.

Quale delle due squadre l’ha sorpresa di più in questo campionato?

“Senza dubbio il Torino perché sta facendo meglio di quello che si era prefisso a inizio stagione. La Lazio non ha per nulla sorpreso, anzi, semmai è stata una sorpresa negativa visti gli annunci che erano stati fatti dai dirigenti a inizio campionato che prevedevano la lotta per i primi tre posti. A questo punto quindi si può parlare di delusione Lazio e sicuramente di sorpresa Toro”.

Secondo lei il Torino si é messo definitivamente alle spalle le difficoltà degli ultimi anni?

“Sì, serviva proprio un campionato come questo. Il Torino aveva bisogno di certezze: l’allenatore, una buona squadra e una società sana. Sono convinto che adesso il Toro può veramente avere un futuro più brillante di quello che è stato negli ultimi decenni”.