ESCLUSIVA TG – Agostinelli: “Livorno-Torino si deciderà nei duelli uno contro uno”

30.10.2013 07:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – Agostinelli: “Livorno-Torino si deciderà nei duelli uno contro uno”
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Andrea Agostinelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Agostinelli è un allenatore, attualmente è commentatore delle trasmissioni sportive di Mediaset, con lui abbiamo parlato della sfida di questa sera fra Livorno e Torino.

 

Il Torino arriva dalla sconfitta con il Napoli dove è stato carente sul piano del gioco, mentre il Livorno è da quattro giornate che non vince, che partita sarà?

“Sarà una partita molto delicata, il Livorno non vince da quattro giornate, ma ha delle qualità, però è normale che non potesse tenere il ritmo di un mese fa altrimenti sarebbe stato la grandissima sorpresa del campionato. Il Torino prima della gara con il Napoli aveva tenuto testa a squadre come il Milan e l’Inter e aveva dimostrato di avere un suo gioco. Credo che nella partita di questa sera conterà anche l’aspetto fisico oltre ad avere la determinazione e la cattiveria superiore a quella dell’avversario, senza dimenticare che tutte e due le squadre hanno giocatori che possono decidere l’incontro. Torino e Livorno giocano tutte e due con il 3-5-2 quindi la squadra che riuscirà a vincere i duelli nell’uno contro uno in tutte le zone del campo avrà maggiori possibilità di vincere la partita”.

 

Cerci, D’Ambrosio e Barreto potrebbero fare la differenza contro il Livorno?

“Sì, però il Livorno ha calciatori come Paulinho che possono mettere in difficoltà il Torino. In questa partita la cosa peggiore è pensare solo ai propri giocatori senza tenere conto di quelli dell’avversario, ma anche allo stesso tempo, come è accaduto con il Napoli, rischia di essere un boomerang pensare troppo ai giocatori avversari”.

 

Al Torino continua l’emergenza a causa degli infortuni e forse il solo El Kaddouri sarà a disposizione, tenendo anche conto che domenica i granata giocheranno con la Roma quanto potrà influire nella gara con il Livorno l’avere gli uomini contati?

“Influisce sicuramente, però bisognerà vedere chi è possibile effettivamente recuperare ed è ovvio che i due allenatori qualche cambio lo effettueranno perché si è giocato tre giorni fa e si rigiocherà fra altri quattro. La partita sarà molto importante perché il Toro è scivolato nella parte destra della classifica e quindi non può perdere punti e il Livorno tanto meno poiché arriva da quattro sconfitte”.

 

Il Torino dopo la partita con il Napoli dove, per ammissione dello stesso allenatore, la squadra non ha giocato come fa nel giro di tre giorni ad essere nella condizione di non ripetere lo stesso errore?

“Credo che a Napoli il problema del Torino sia stato determinato dalla mentalità, la squadra aveva perso la gara già prima di entrare in campo perché forse i giocatori non avevano capito bene la partita. Si può perdere, però bisogna sempre giocarsela, per questo penso che già prima di iniziare il Toro non credesse di poter conquistare punti a Napoli. Questa chiaramente è la cosa peggiore che può succedere e non deve assolutamente accadere mai perché il Toro, come ha dimostrato, è capace di poter fare risultato con qualsiasi avversario”.

 

Quindi con il Livorno una non-prestazione come a Napoli non dovrebbe più capitare tanto più che l’avversario è alla portata?

“Con il Livorno nel Torino potrebbe scattare la mentalità opposta, cioè ritenersi superiori e anche questo non deve assolutamente succedere, la testa nel giocatore è determinante e ne decide la prestazione”.

 

La mossa di Ventura nella partita con il Napoli di togliere nella ripresa prima Cerci e poi D’Ambrosio, i giocatori di maggiore qualità, per preservarli per la gara successiva, può aver inviato un segnale negativo alla squadra che di conseguenza non ha reagito come avrebbe dovuto?

“Sì, probabilmente i segnali che ha mandato l’allenatore non sono stati quelli per incoraggiare la squadra, però Ventura è un allenatore molto bravo e credo che abbia capito che la gara non l’avrebbe recuperata neppure se avesse mandato in campo Pelé e di conseguenza ha cercato il male minore. Capisco che possa aver dato l’idea di non crederci però potrebbe essere stata una mossa intelligente e quindi non la condanno. Tante volte quando un allenatore non sa dove mettere le mani per aggiustare una situazione compromessa pensa alla partita successiva, soprattutto se le partite sono a distanza di pochissimi giorni, probabilmente se il turno di campionato seguente fosse stato dopo sette giorni non avrebbe tolto Cerci e D’Ambrosio”.

 

Tornando a Livorno-Torino, quale squadra ha più possibilità di vincere oppure fare un pronostico è troppo difficile poiché le due formazioni giocano in maniera molto simile?

“La partita potrebbe essere molto equilibrata, quindi dovrà essere giocata a viso aperto sapendo che quando si è in fase difensiva si soffre, mente quando si attacca si fa soffrire l’avversario. Poiché la partita si disputa a Livorno le squadre hanno il cinquanta per cento di possibilità di vincere, se, invece, si fosse giocato a Torino avrei detto che i granata sono favoriti”.

 

Chi invece ha più da perdere in questa gara?

“Forse il Livorno perché se in casa arrivasse la quinta sconfitta consecutiva ci sarebbero anche dei risvolti psicologici. Capitasse al Torino di perdere potrebbe poi rifarsi in casa. Per quel che riguarda il Toro non necessariamente deve puntare alla sola salvezza, mentre il Livorno deve conquistare punti per salvarsi”.

 

Cambiando argomento e parlando di lei, vuole continuare a fare il commentatore televisivo o pensa di tornare ad allenare?

“Il mio mestiere è fare l’allenatore, quindi spero al più presto di tornare a lavorare in campo”.