Tre punti servivano e sono stati conquistati

Oduamadi, Bianchi e Antenucci affondano il Grosseto. Gara non bella, ma con un finale esaltante. Il Torino rimane saldo in vetta alla classifica, vincono anche Pescara, Padova e Varese.
03.03.2012 18:50 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Tre punti servivano e sono stati conquistati
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Diciamolo subito la gara con il Grosseto è da dividersi in due parti: la prima durata novanta minuti, la seconda cinque. Entrambe le parti sono state vincenti grazie a Oduamadi che ha sbloccato il risultato al dodicesimo e poi a Bianchi e ad Antenucci che lo hanno reso sostanzioso, rispettivamente al novantaduesimo e al novantaquattresimo. Per la prima parte il Torino può essere contento per il risultato e per non aver corso particolari pericoli, per la seconda a ragione può sentirsi esaltato ed euforico perché per la prima volta in questo campionato c’è stata una vittoria con tre gol di scarto, per la seconda volta il gol è arrivato entro il primo quarto d’ora di gioco (era già accaduto con D’Ambrosio l’undici febbraio di segnare contro la Nocerina all’ottavo minuto), per il ritorno al gol del capitano dopo centoquaranta giorni d’astinenza e per aver dimostrato fino alla fine di voler segnare, visto che il raddoppio è arrivato nel secondo minuto di recupero, ma i granata non si cono accontentati e Antenucci ha sigillato il tre a zero due minuti dopo, ribadendo così, con il suo settimo sigillo, di essere il bomber stagionale.

Grosseto-Torino non è stata una bella partita, ma i granata avevano come obiettivi: la vittoria, che mancava in trasferta da quattro mesi, e segnare lontani dalle mura amiche, anche questo latitava da 265 minuti, e li hanno centrati. La squadra di Ventura ha brillato meno che in altre occasioni, soprattutto nel primo tempo, ma è andata in vantaggio all’inizio; è vero che poi è passata quella che ai tifosi sarà sembrata un’eternità prima che il risultato fosse messo al sicuro, però il finale è stato con il botto e negli ottanta minuti precedenti il Torino non ha mai corso veri rischi di essere raggiunto, infatti l’unica parata di un certo rilievo effettuata da Benussi è stata all’undicesimo del secondo tempo quando in tuffo plastico su tiro da fuori area di Petras ha allontanato il pericolo deviando in angolo. Agli esteti del calcio che non amano le partite come questa giocata al Carlo Zecchini bisogna ricordare che un certo Arrigo Sacchi diceva: “La miglior difesa è il possesso palla”. Sicuramente il Torino a Grosseto, dopo essere andato in vantaggio, ha difeso i tre punti mantenendo il possesso palla e ricercando fino all’ultimo di andare nuovamente in gol. Come altrettanto pacifico è stato che le verticalizzazioni non sempre riuscivano, anche perché il Grosseto, dopo essere andato in svantaggio, si è chiuso di più e solo a sprazzi ha provato ad arrivare dalle parti di Benussi e che in più di un’occasione, nell’arco dei minuti regolamentari, al Torino o è mancato il tiro finale o è stato eseguito con scarsa precisione. Appunti questi che non valgono nel recupero finale dove tutto è stato eseguito alla perfezione.

Ci sono da disputare ancora tredici partite e con la vittoria sul Grosseto il Torino ha ribadito a tutti che: è lui il padrone di questo campionato, è lui che gli altri devono inseguire e battere, è lui l’artefice del suo destino. Questi non sono concetti marginali, ma fondamentali proprio perché in quest’ultimo turno di campionato i risultati delle altre pretendenti alla A - ad eccezione di quelli del Sassuolo e del Verona, quest’ultimo sconfitto due a zero dalla Sampdoria - non sono stati favorevoli ai granata. Infatti il Pescara ha battuto il Sassuolo tre a due e deve ancora recuperare la partita con la Juve Stabia e il Padova ha sconfitto l’AlbinoLeffe con identico risultato ed anche i patavini hanno una gara da recuperare con il Modena; mentre il Varese, nell’anticipo di venerdì sera, aveva vinto tre a zero con il Vicenza. Nonostante questi risultati il Torino contando solo sulle sue forze ha mantenuto in solitario la vetta della classifica, mettendosi anche al riparo dall’eventuale vittoria del Pescara con la Juve Stabia. Come inizio della volata finale non c’è male, continuando su questa strada la serie A diretta è assicurata. Ventura ha ragione quando dice: “Se si vuole si può” ed ora il Toro può anche contare sui gol del suo capitano che si è finalmente sbloccato. Le altre squadre sono avvertite, possono fare tutte le barricate che vogliono quando affrontano il Torino, ma non possono arginare la voglia di vincere dei granata.