Toro, quando sei cambiato?

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10.04.2015 07:00 di Matteo Maero Twitter:    vedi letture
Toro, quando sei cambiato?
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© foto di Alessio Bert

La storia insegna che ogni cambiamento, benché graduale, è contrassegnato da un evento preciso, una situazione facilmente individuabile. Ciò vale anche per questo Toro tornato "storico", degno interprete di un calcio che non ammette anonimati. Perciò, potrebbe essere interessante cercare negli ultimi 4 anni granata un momento definito con il quale rappresentare la nuova "era" della squadra di Torino. Per comodità sono stati unicamente individuati quattro eventi.

1. 8 giugno 2011 - L'arrivo di Ventura. Hotel Sitea, via Carlo Alberto, Torino. È qui che ha avuto inizio il processo di crescita, termine ricorsivo che riassume ottimamente l'era tecnica di Giampiero Ventura. A presenziare, oltre ai media, pochi ed "incazzati" tifosi, come ricordano le cronache dell'epoca. Di seguito, le prime parole "granata" dell'allenatore:

"Sì, si ha l'impressione che l'anno scorso molte cose non siano andate per il verso giusto. L'ho constatato guardando Torino-Padova, dove ero presente all'Olimpico. Dopo dieci minuti si è capito che se fossero scesi in campo i fratelli dei giocatori del Padova avrebbero vinto. C'era un macigno enorme che gravava sul capo dei giocatori granata. Ma quello che mi ha colpito sono stati i tifosi, il loro amore, la loro sofferenza e tutte le parole che ho sentito in tribuna. Qui ho capito quanta voglia ci sia al Torino per tornare dove merita. Il mio compito? Ovvio, riportare la squadra in A, ma attenzione, non serve solo questo, vorrei ridare una cellula vivente al Toro, per farlo tornare quello che era". 

Nonostante alcuni momenti di difficoltà ed un rapporto con l'ambiente non sempre idilliaco, sotto la direzione di Ventura il Toro ha raggiunto risultati insperati ed un'identità di gioco definita, fattori che potrebbero definire questo insediamento come cambiamento di bandiera. Tuttavia, ai tempi l'arrivo di Ventura fu visto come l'ennesimo rimpiazzo, piuttosto che come un reale cambiamento come poi si è rivelato.

2. 19/05/2013 - L'addio di Bianchi. Stadio Olimpico, Torino 2-2 Catania. Questa l'ultima partita in Granata di Rolando Bianchi, dopo 173 presenze e 77 gol. Capitano dal 2011 al 2013 e decimo bomber granata di tutti i tempi, il bergamasco ha lasciato nei cuori dei granata un ricordo agrodolce: una carismatica guida, ma nel procelloso mare degli anni bui della Serie B, di cui era rimasto l'unico "reduce". Perciò, l'addio di Bianchi è altamente simbolico, visto che segna il definitivo strappo, principalmente tecnico, con il Torino "precedente".

3. 13/04/2014 - Torino 2-1 Genoa. A Torino si gioca la 33esima giornata di Serie A e l'avversario dei Granata è il Genoa di Gasperini, che veleggia verso una salvezza piuttosto tranquilla. Dopo 85 minuti senza emozioni, Gilardino insacca il pallone ale spalle di Padelli. L'Olimpico ammutolisce e sente scivolare via il sogno europeo. Tuttavia, 7 minuti ed in pieno recupero, Immobile si invola, fino ad arrivare al limite dell'area, laddove scocca un delizioso destro a rientrare che trafigge Perin. Il pubblico è in visibilio. Immediatamente dopo la battuta dal centro del Genoa, Gazzi conquista un pallone d'oro, che scarica immediatamente a Cerci, il quale si invola verso la porta. Arrivato all'altezza della lunetta dell'area, lascia partire il sinistro: è GOL! Il Torino ribalta la situazione con cinismo, voglia di vincere e grinta: insomma, fa il Toro, come raramente è accaduto prima di quel momento. Da quella partita i granata non soloraccoglieranno lo sprono necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma dimostreranno di essere definitvamente maturati come squadra in sé.

4. 26/02/2015 - Athletic Bilbao 2-3 Torino. Inutile ripercorrere gli eventi che contraddistinsero la magica serata del San Mames: sono ancora negli occhi e nel cuore si tutti. Il rigore di Quagliarella, Maxi che la incorna e la insacca, Darmian che si invola... Momenti indimenticabili. L'importanza di questo evento va oltre la partita in sé: il Toro dimostra di essere una squadra Europea, in grado di affrontare chiunque ad armi pari e ciò va a completamento del processo del crescita, iniziato ormai 4 anni fa.

 

Come potete intuire, è praticamente impossibile discernere uno di questi quattro momenti dagli altri, ma lo è altrettanto non assegnare ad un ognuno di questi un peso specifico. Tuttavia, riguardo a ciò, lascio ai posteri l'ardua sentenza.