Torino, serenità di giudizio

25.03.2012 11:08 di Marina Beccuti   vedi letture
Torino, serenità di giudizio
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© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

L'ha detto ieri Ventura, anzi l'ha ribadito e tutto sommato non ha torto. Ci vuol serenità di giudizio. Ma è anche vero che chi racconta le partite, il calcio e tutto quello che ne consegue lo fa seguendo la logica del momento, di quello che ha avuto sotto gli occhi. La parola crisi è stata usata poco, perchè eravamo tutti consapevoli che poteva trattarsi di un calo passeggero, non di un crollo. Personalmente mi ha infastidito maggiormente l'atteggiamento di sabato contro la Juve Stabia piuttosto che la sconfitta in casa contro il Verona. Perchè si può perdere, ma combattendo. Soprattutto quando in panchina c'è un mister che parla di far frullare la palla per concederci la massima libidine. Non tutti saranno colabrodo come il Gubbio, ma nel secondo tempo finalmente si sono provati quegli approcci tanto cari a Ventura, che hanno spazzato via le tensioni passate. Sono comunque convinta che è dentro loro stessi che i giocatori devono trovare la carica giusta, anche se l'ambiente è sicuramente fondamentale, ma non è certo una critica in più a far tremare le gambe, anzi deve essere uno stimolo per zittire chi ha sempre da ridire. Troppa grazia ieri con quei sei gol, ma si ha l'impressione, non per essere noiosi o a senso unico, che se sta bene Bianchi e segna le cose funzionano meglio per tutti. Sono contenti i tifosi, almeno quella maggioranza che lo ama a prescindere, sorridono i compagni perchè sentono che Rolly è sempre il loro leader e sa come prenderli per mano, devono essere felici anche mister e presidente, perchè sanno che il capitano è una risorsa e non un peso. Uniformità di giudizio significa anche non esaltarsi per questa goleada, ma siccome il bello del calcio sono i gol, allora godiamoceli tutti, uno ad uno, a partire dalla doppietta di Rolly, con il secondo gol che è stato per palati fini e qui va elogiato Sgrigna, che si è preso i complimenti del bomber per il suo assolo vincente, da vero numero dieci, che ieri si è meritato in pieno. Bravo Antenucci a crederci fino in fondo, dove ha messo in campo tutta la sua vivacità, ma soprattutto applausi anche per Surraco e Pasquato, così per Ventura che ha studiato la miglior formazione.