Quanto vale questo Toro?

24.01.2011 10:18 di Marina Beccuti   vedi letture
Quanto vale questo Toro?
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© foto di Alberto Mariani

Flavio Bacile

Alla fine i nodi vengono sempre al pettine, e il Toro, o se preferite questo torello, incapace di chiudere una partita che in realtà sembrava chiudersi da sola, di nodi da sciogliere ne ha più di uno, primo fra tutti il modulo di gioco, che fino ad oggi poco ha aggiunto al valore intrinseco dei singoli. Insomma come qualcuno ha già detto, in larghi tratti dell’incontro, ma anche a Padova ed a Varese, è sembrato vedere il Toro della scorsa stagione, con tante individualità, poco fraseggio, quella sorta d’autolesionismo in difesa, quella pochezza d’idee negli avanti. E dire che il Cittadella ha fatto di tutto, almeno nel primo tempo e chiaramente non volontariamente, per mettere il Toro nella condizione ideale per cercare non solo il raddoppio, ma per chiudere definitivamente la partita. Non me ne voglia Foscarini, ma il suo Cittadella, nel primo tempo, è apparso la peggiore compagine vista all’Olimpico di Torino, contro un Toro, che pur giocando il più delle volte al piccolo trotto, ragguardevoli a tal proposito i primi 20 minuti del match conditi del nulla assoluto, sembrava poter fare e disfare a proprio piacimento dell’avversario.


Invece succede che il Toro nella ripresa continua a non pungere, il Cittadella cresce sul piano fisico, pur non incantando, fino a quando i granata non decidono di dare un po’ di verve all’incontro, servendo, con due errori colossali, il pareggio ai veneti. Il primo errore, sicuramente grave, è quello di Budel, che fino a quel momento aveva disputato un’onesta partita, Budel, che praticamente dalla linea di centrocampo, e me ne domando il motivo, cerca di alleggerire verso il proprio portiere regalando, di fatto, l’angolo agli ospiti. Secondo errore, quello di un irriconoscibile D’Ambrosio, che sugli sviluppi del calcio d’angolo impatta di testa un innocuo allungo di Perna, trovando così l’incrocio dei pali della propria porta.


Il momento è quello che è, inutile giraci troppo attorno, con l’aggravante che vengono a mancare gli uomini che, fino ad ieri, avevano fatto se non la differenza, ma almeno dato un’impronta a questa squadra. Bianchi continua a non trovare un giocatore con cui dialogare, e gioca in concreto da solo contro un’intera difesa, sfruttando sempre l’unica occasione che gli capita sotto il piede. Sgrigna continua ad essere una “caso”, sempre lontano dal gioco, largo sulla fascia, gioca più palloni nella propria metà campo che non in quella offensiva. Specifico che parliamo di un giocatore che in serie B è sempre stato considerato una star, non un semplice porta borracce, difficile quantificare quanto ci sia di suo in questo momento di offuscamento, o quanto dipenda dal modulo di gioco o dalle richieste del proprio allenatore. Lazarevic continua a non convincere quando si trova vicino ai sedici metri avversari, meglio molto meglio quando si trova in altre zone del campo, ma non in queste ultime sortite. D’Ambrosio sembra la controfigura del giocatore amato ed ammirato nelle scorso campionato, è emblematico il fatto che Lerda gli abbia preferito, e non solo ieri, Rivalta, che è un esterno difensivo poco propenso a fare la fase offensiva. Garofalo, altro giocatore di indiscusso valore, fatica a tornare sui suoi standard di rendimento. Quanto a Lerda, in molti hanno contestato le sue scelte, basta farsi un giro sul web. Stupisce non solo il fatto che continui ad insistere con Belingheri, non tanto per il giocatore che comunque anche ieri è stato impalpabile, piuttosto per il fatto che abbia lasciato Sgrigna sulla fascia anziché riportarlo in un ruolo a lui più congeniale.

L’ingresso di Pellicori, dovuto chiaramente ad esigenze accessorie, si doveva, infatti, cercare il gol per tornare in vantaggio, mi lascia invece un’amara riflessione. Insomma non è proprio un’annata da incorniciare per Pellicori lo dicono i numeri, un gol in non so quanti minuti di gioco, lo stesso Lerda ha preferito far giocare Sgrigna di punta, quando Bianchi era indisponibile per infortunio, lasciando in panchina il bomber calabrese. Possibile quindi che non si possa rischiare contro il Cittadella un giovane della primavera, in casa propria, contro una squadra che non mi pare abbia mai messo alle corde il Toro, ed a venti minuti dalla fine?

Chiudo, arriveranno Gabionetta ed Antenucci, forse cambierà qualcosa, forse no. L’unica cosa sicura che a Crotone il Toro e Lerda si giocano gran parte del campionato.