Petrachi: "Non facciamo proclami ma siamo nelle condizioni di fare qualcosa d'importante". Arriva anche una stoccatina a Mancini sui pochi italiani in serie A

07.09.2018 17:32 di Marina Beccuti Twitter:   articolo letto 4771 volte
Petrachi: "Non facciamo proclami ma siamo nelle condizioni di fare qualcosa d'importante". Arriva anche una stoccatina a Mancini sui pochi italiani in serie A

Intervistato da RMC Sport nel corso della puntata di Maracanà, Gianluca Petrachi ha parlato a lungo del Torino, trovando modo di rispondere anche al ct della nazionale italiana Roberto Mancini, che aveva bacchettato i club di far giocare pochi italiani.

In primis il direttore sportivo granata ha parlato dell'inizio di campionato della sua squadra, soffermandosi su alcuni singoli e l'opportunità di dare a Iago Falque la giusta collocazione per poter essere sempre titolare: "Sono molto contento dell’approccio della squadra, Mazzarri sta dando una sua impronta, è subentrato in corsa e sta avendo la voglia, con il sacrifico e il sudore, di ottenere i risultati. Ed è lo spirito del Torino. Spero che siamo sulla strada giusta e che si possa aprire un ciclo importante. Si è cercato di accontentare in tutto il tecnico in estate, con rosa ampia e prendere giocatori che si addicono al suo modulo. Su alcune situazioni siamo arrivati oltre, perché il mercato non ci ha consentito di arrivarci prima. Abbiamo raggiunto un mix buono e il mister è carico per questa stagione, perché sente la squadra totalmente sua. Con Mazzarri c’è più sinergia, ora i giovani stanno crescendo. Lì davanti bisogna creare le alchimie giuste, avere una coppia come la loro è tanto, non so quanti se la possono permettere. Il tecnico dovrà trovare soluzioni ideali lì davanti, per collocare anche Iago Falque. Il Toro quest’anno ha una squadra competitiva e tutti devono conquistarsi il posto".

Riguardo alla polemica innescata da Mancini sul fatto che giocano pochi italiani in serie A Petrachi ha bacchettato il ct: "Non giocava neanche un italiano con lui all’Inter, dovremmo ricordarci cosa è successo in passato. Il sistema italiano è malato, vanno messe delle regole e vanno rispettate. Ma il sistema è andato pian piano peggiorando. Ora ci sono troppi politici e pochi che ne sanno di calcio. Se non fai rispettare le regole, il nostro sport non avrà un bel futuro".

Il dirigente granata non vuole fare proclami ma tenere un profilo basso per il futuro della squadra: "Quando uno lavora bene, sarà il campo a dare dei giudizi. Il Torino è nelle condizioni di fare qualcosa d’importante, siamo cresciuti come club, anche dal punto di vista finanziario. Nel mio piccolo abbiamo cercato di aiutare il presidente a capire come funziona il mondo del calcio, se fai bene i risultati, alla lunga, vengono. Il Torino è da prendere da esempio in Europa, se dovessimo riuscire a qualificarci in una competizione internazionale ben venga. Continuando così, e ne sono convinto, il Torino si posizionerà dove merita".

Sull'avere una squadra B il ds granata non è d'accordo al momento di approntarla al Torino: "Non sono convinto di questa idea, serve programmare bene e farli crescere in altri campionati. Oggi stano facendo scomparire le squadre di LegaPro perché non vengono aiutate. Bisogna aiutarle ad avere finanziamenti per far giocare chi merita e non chi gli fa guadagnare più soldi. Si vede la forma e non si guarda alla sostanza. I giovani non sono messi in condizione di fare campionati competitivi. Il sistema è totalmente sbagliato. Se i vertici non lo capiscono, sarà dura".