Oui Monsieur Buffon, je suis une miserable

13.06.2017 13:18 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
Oui Monsieur Buffon, je suis une miserable
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Gianluigi Buffon è un grande portiere, niente da dire, ma ogni tanto fa delle sortite piuttosto stupide, del genere va a fare la morale agli altri prima di guardare a se stesso. Ogni tanto si fa pescare con frasi di stampo fascista, dimenticandosi che in Italia vige ancora l'apologia contro il ventennio di Mussolini, non molto gratificante per il nostro paese. Di cazzate in gioventù Buffon ne ha fatte e non è detto che ad uno, perchè è giovane, debba essere perdonato tutto. Ad esempio il Toro annovera gente giovanissima come Baselli, Belotti e Benassi, tanto per citarne alcuni, che sono bravi ragazzi e due di loro felicemente padri di famiglia a poco più di vent'anni, e stupidaggini non ne hanno mai fatte.

L'uscita di Buffon sul fatto che chi ha gufato e goduto per la sconfitta della Juventus nella finale di Champions League è un miserabile, è assai stonata, anche se rende l'idea di quanto abbiano patito i gobbi quella debacle. Tutta una stagione ad aspettare quel momento e poi crollare di fronte ad un arbitraggio equo, anzi persino pendente a favore del Real, e contro una squadra che non si è scansata, è stato assai difficile da accettare. Perchè avrebbero barattato volentieri scudetto e Coppa Italia pur di vincere la coppa più prestigiosa. Ma perchè io, persona perbene, seria, che non ama i vincitori assoluti, ma sta dalla parte dei più deboli, dei vinti, perchè la vita non è fatta solo di vittorie, ma soprattuto di sconfitte, dovevo tifare Juve solo perchè squadra italiana?

Buffon se l'è presa soprattutto con gli addetti ai lavori, ovvero i suoi colleghi, che hanno festeggiato questa sconfitta. Ma caro Buffon ognuno di noi sceglie, almeno lasciateci liberi di tifare e gufare per chi vogliamo, a scapito dei media che hanno fatto di tutto per forzare un tifo verso una squadra odiatissima da tutti e amata solo dai suoi tifosi. La supponenza, la strafottenza del mondo Juve non ha eguali e quando è così, è normale che il sentimento che si prova è quello dell'odio, che si intenda bene, deve essere solo di carattere sportivo. Poi è successo tutto quell'inferno in Piazza San Carlo che al momento non ha indagati e colpevoli, come dire che, ancora una volta, le magagne juventine vengono nascoste sotto il tappeto, sperando che poi la gente se ne dimentichi. Io mi auguro che invece, proprio i tifosi della Juve in piazza quella notte maledetta, non accettino solo le scuse, ma abbiano il coraggio di chiedere verità e giustizia. Perchè al momento è servito solo a scaricare Chiara Appendino, con il partito dei media che ha sfruttato quella situazione per colpire il sindaco di Torino e il suo movimento. Il calcio non deve più essere un veicolo di messaggi politici e la gente deve sentirsi libera di tifare e scegliere liberamente. Ragionare con la propria testa è un buon esercizio per coltivare il senso critico, che in questo paese si è perso da tempo.

Oui Monsieur Buffon, je suis une miserable! 

P.S. Per la cronaca gira sui social network una foto che ritrae un giovane Buffon esporre uno striscione di compiacimento per una sconfitta dell'Inter. Da che pulpito viene la predica.