Granata tra la salvezza e lo stabilire le gerarchie fra i giocatori

Ventiquattro dei ventisette calciatori che compongono l'attuale rosa devono dimostrare, per motivi differenti, di meritare la conferma per la prossima stagione.
15.02.2013 11:57 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Granata tra la salvezza e lo stabilire le gerarchie fra i giocatori
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Nei prossimi mesi, di qui alla fine del campionato, il Torino sarà impegnato in primo luogo a raggiungere il più in fretta possibile la matematica salvezza e nel frattempo Ventura e la società dovranno decidere quali sono i giocatori che serviranno anche in futuro e quali non rientrano più nel progetto tecnico. Un periodo quindi delicato e molto importante per tutti dal quale dipenderà il destino di molti calciatori e la credibilità del progetto che si è appena intrapreso.

Coppola, Alfred Gomis, Darmian, D’Ambrosio, Glik, Di Cesare, Rodriguez, Masiello, Caceres, Basha, Brighi, Vives, Cerci, Stevanovic, Bakic, Birsa, Menga, Santana, Bianchi, Barreto, Meggiorini, Jonathas, Diop e Kabasele alcuni perché sono in scadenza di contratto, altri in comproprietà o in prestito e altri perché devono dimostrare o di essere adatti alla serie A o di meritare un posto da titolare o da valida riserva nel Torino, sono tutti giocatori sotto osservazione. Effettivamente sono tanti e si potrebbe arrivare a dire persino troppi, ben ventiquattro su una rosa di ventisette, quindi praticamente l’intera squadra. Che la sana competizione fra compagni di squadra porti tutti a dare il meglio è indubbio, ma c’è il rischio che qualcuno per motivi di carattere, per circostanze non preventivabili quali infortuni o per scelte tecniche rimanga preso in mezzo alla situazione e per quanto si sforzi non riesca a dimostrare appieno il suo valore. Congiuntura questa che capita a qualsiasi lavoratore che però potrebbe privare il Torino di un elemento sulla carta valido, per questo dovrà essere bravo mister Ventura a non perdere di vista nessuno e a non farsi prendere la mano dal puntare su alcuni solo perché si adattano più facilmente alla sua concezione del gioco, poiché non è detto che chi ha caratteristiche e doti differenti non sia un calciatore comunque pregevole e utile per la squadra. E’ altrettanto vero però che non si può aspettare in eterno che chi ha delle qualità le estrinsechi mettendole al servizio del collettivo, quindi di qui alla fine del campionato dovrà essere chiaro chi sarà promosso e chi bocciato, continuare a puntare su chi non dimostra di essere all’altezza è un lusso che ormai le squadre di calcio non possono più permettersi.

Oltre ai ventiquattro calciatori che sono sotto esame vanno aggiunti quelli che sono di totale proprietà del Torino o in comproprietà e che attualmente giocano in altre squadre e i giovani più promettenti della Primavera, anche loro non sfuggono al dover dimostrare i primi se possono tornare ed essere utili alla causa granata oppure se il loro destino professionale proseguirà altrove e i secondi al passare in prima squadra o al farsi prima le ossa altrove per poi rientrare alla base. Prima di tutto la salvezza come da obiettivo stagionale, ma il futuro del Torino passa inevitabilmente anche dal costruire un organico non più fatto per buona parte degli elementi di giocatori in prestito o in comproprietà, che magari sono rinnovate di anno in anno, per fare il famoso salto di qualità e ritrovarsi anche dal punto di vista economico con un capitale formato da un parco calciatori che può all’occorrenza essere sfruttato per apportare le giuste modifiche, a seconda delle esigenze della squadra e degli obiettivi stagionali, bisogna avere un maggior numero di giocatori di proprietà.