E anche Cairo sbottò

14.01.2019 17:38 di Marina Beccuti Twitter:   articolo letto 8773 volte
© foto di Federico Gaetano
E anche Cairo sbottò

Non è consueto vedere Urbano Cairo sbattere la porta della macchina all'uscita dallo stadio e non parlare, lui che negli ultimi tempi è stato assai loquace. Quel: "Non ho nulla da dire", ha lasciato intendere una forte seccatura per l'uscita dalla Coppa Italia ad opera della Fiorentina. La squadra gigliata ha messo sul piatto d'argento la sua coppia gol, Simeone-Chiesa, con quest'ultimo autore di una doppietta, mentre il primo ha propiziato il sontuoso lancio, saltando Djidji, che ha permesso all'altro figlio d'arte di insaccare per il vantaggio.

Persino la Maratona ha dato qualche sussulto di rivolta, anche se lo zoccolo duro continua a sostenere squadra e tecnico. Ma la Primavera un po' di contestazione l'ha fatta. I giocatori non tirano fuori gli attributi. Incredibile, li hanno tirato fuori i viola, che hanno un tecnico in panchina abbastanza soporifero, ma che si vede riesce a trasmettere più determinazione di un Mazzarri sempre su di giri, ma che spesso sembra non riuscire a farsi capire.

Ora c'è da comprendere se l'insofferenza di Cairo era contro la squadra o ha posto qualche dubbio sulla bravura del suo tecnico. Sia chiaro la rosa è buona, ma avere un tris d'attacco composto da Zaza-Belotti e Falque, con il primo ieri assente per infortunio, e non riuscire a segnare è sicuramente sintomo che nella squadra qualche schema non funziona a dovere.

C'è il mercato invernale aperto e si può correre ai ripari, anche se Mazzarri non ha chiesto rinforzi, semmai qualche cessione per non avere giocatori che puntano i piedi a stare in panchina. Tuttavia l'Europa League, se davvero a casa Toro ci tengono, sembra ancora lontana e si ha l'impressione che la squadra resti sempre una bella incompiuta, senza riuscire mai a fare il salto di qualità. Cambiano gli allenatori, i giocatori, ma resta sempre un ambiente insoddisfatto che vorrebbe qualcosa in più a livello societario. Maggiore determinazione, meno parole e più fatti, e soprattutto non fare più scommesse come per Soriano, in attesa dell'esplosione di Zaza, ma compri giocatori di livello. Non è più il tempo degli azzardi. Altrimenti qualcuno alzi bandiera bianca.