Bologna-Torino, le pagelle: si salvano in pochi in questo Toro svogliato e rassegnato

22.01.2017 18:06 di Alex Bembi   vedi letture
Bologna-Torino, le pagelle: si salvano in pochi in questo Toro svogliato e rassegnato
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Hart 6,5: continua a subire segnature multiple, ma esce sempre a testa alta per la qualità della sua prova e le poche colpe sui gol presi. Impossibile fare di meglio sui tiri di Dzemaili, uno ravvicinatissimo e l’altro altrettanto angolato. Due parate da campione le mette comunque a segno, quando si supera sul colpo di testa del greco rossoblu e sul velenoso tiro a giro di Verdi nella ripresa.

Zappacosta 5,5: è lui il terzino di spinta più efficiente nella partita odierna, propositivo e dalla gamba lesta. Prima di uscire per infortunio però si perde Krejci che libera Dezmaili per il vantaggio dei padroni di casa. (dal 46’ De Silvestri 5: si vede pochissimo, riesce solo a farsi ammonire dimostrando un certo nervosismo per una stagione che non sta andando secondo le previsioni).

Rossettini 5,5: lascia troppo spazio al flagellatore del Toro in occasione del primo gol, poi sbaglia poco anche perché il Bologna sparisce dal campo, limitandosi a difendere e pungere solo con un contropiede mortifero quando i granata sono sbilanciatissimi con cinque attaccanti in campo.

Moretti 6,5: un'altra grande partita contro un avversario insidioso come Destro. Lo limita, lo asfissia, lo marca benissimo e spesso lo anticipa: cosa può fare di più? Rarissime sbavature, ora che ha ritrovato il campo con continuità, dimostra di gara in gara di ben lontano dal viale del tramonto.

Barreca 6: attento in fase difensiva, stavolta spinge pochissimo. Una sola volta si sovrappone a Ljajic in maniera propositiva, ma durante l’esecuzione del cross prende più terra che pallone e manda quest’ultimo alle stelle. Si guadagna la sufficienza perché fa il suo compito nella fase in cui è più carente ed è sinonimo di crescita.

Benassi 5: anonimo, si nasconde, sbaglia tanto. Sul vantaggio rossoblu è uno dei principali indiziati con Zappacosta e Rossettini, colpevole di perdersi il suo uomo di competenza. (dal 78’ Martinez sv).

Valdifiori 6: prova spesso la giocata di prima, lodevole. Non gli riesce sempre, ma cercare di sorprendere gli avversari è la strada giusta da seguire quando non ci sono sbocchi e ti manca il bomber in grado di fare inventare un gol dal nulla. Sbaglia anche molti palloni, ma è pur vero che ne tocca più del resto della squadra. (dal 67’ Iturbe 5,5: non si intravede ancora il fenomeno di Verona. Una sola accelerazione degna di nota da cui guadagna un corner. Male anche sui piazzati, forse dovrebbe far battere gli angoli ad altri, i piedi educati non mancano in questo Toro).

Baselli 6,5: il migliore della linea mediana. Quantità e grinta, forse un po’ meno qualità per quanto riguarda i 90’ di oggi. Tanto lavoro sporco e pochi inserimenti che sono tra i suoi pregi migliori: di solito è il primo cambio di Sinisa, oggi la gioca tutta nonostante l’assalto all’arma bianca finale dove resta l’unico centrocampista di ruolo sul terreno di giuoco. Un merito.

Iago Falque 5,5: inizia bene, dannandosi l’anima in pressing e creando sempre qualcosa con il suo genio calcistico. Dopo l’intervallo però si eclissa e il Toro dipende tanto da lui: non può permettersi di durare appena 45’.

Boyè 5: arduo il compito di non far rimpiangere il miglior attaccante italiano del momento. Lui si sbatte nei recuperi come Belotti, protegge palla e usa il fisico come Belotti, mostra un controllo e l’uso della suola meglio di Belotti. Però non calcia mai una volta verso la porta avversaria e questo, Belotti o meno, per un attaccante significa male. Anzi malissimo. La ripresa poi è un disastro, peggio del suo compagno di reparto: se Iago si eclissa, lui nel secondo tempo diventa un ectoplasma.

Ljajic 5: qualche buon dribbling, un paio di colpi di tacco utili e non solo belli a vedersi (come quando smarca Barrecca), l’unico tiro in porta del Toro è la sua punizione centrale. Nel finale con più attaccanti granata in campo che centrocampisti e difensori, lui si sacrifica pure impegnato da metronomo: eppure colleziona un'altra insufficienza. Perché deve essere incisivo e decisivo e fare la differenza in questa squadra invece di mostrare solo qualche lampo delle doti che possiede, inutili nel portare punti alla sua società.

Alex Bembi