Verdi-Toro, incombe la Samp: quale il progetto per lui in blucerchiato?

23.07.2019 11:22 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Verdi-Toro, incombe la Samp: quale il progetto per lui in blucerchiato?

Stallo, stallo, stallo. Il termine ricorrente e reiterato, in riferimento alla trattativa che il Toro sta conducendo in direzione del ritorno, dopo ben sei anni e mezzo, di Simone Verdi. Tanta l'acqua passata sotto i ponti, tra esperienze decisamente felici (Empoli, Bologna), altre meno felici (Carpi, Eibar), e un primo anno di Napoli durante il quale le chance di risplendere della propria luce calcistica non sono state molte. Tanti scampoli di gara, qualche buon colpo tra campionato (compreso un gol segnato proprio contro il Toro, primo per lui in casacca azzurra, lo scorso 23 settembre) ed Europa League, uno status ben lontano da quello di titolare. Al quale naturalmente Verdi, posticipato per propria scelta di sei mesi l'approdo in terra partenopea, puntava fortemente, anche come lancio verso le prime linee della nazionale azzurra. Con l'Atalanta ormai lontana, il duello per l'ingaggio del 27enne jolly del fronte offensivo, salvo blitz inattesi, è quello, tanto per cambiare, tra i vertici granata e quelli della Sampdoria. In definitiva, tra offerte base e bonus, l'affare si potrebbe concludere intorno ai 22-23 milioni di euro. A meno che, in definitiva, Ancelotti non decida di confermare Verdi, magari cedendo uno tra Ounas e Younes, quanto meno come seconda linea (a patto, naturalmente, che il giocatore scuola Milan accetti ancora tale prospettiva).

E se alla fine fosse il club blucerchiato a spuntarla, e ad assicurarsi le prestazioni dell'ex-granata, quali sarebbero le prospettive per quest'ultimo, in cerca di visibilità nella prospettiva di una possibile partecipazione al prossimo Europeo? L'assetto di casa Samp è ora quello di un 4-3-3, sotto la guida di un tecnico come Di Francesco, decisamente votato al gioco offensivo (i detrattori della sua esperienza alla Roma direbbero "anche troppo"). Modulo che Verdi, in alternanza col 4-2-3-1, ha già sperimentato al Bologna, sotto la guida di un allenatore tuttavia molto più propenso all'equilibrio, come Roberto Donadoni. In ogni caso, Verdi è giocatore da tridente classico, supportato da un assetto difesa-centrocampo altrettanto classico, questo è poco ma sicuro, e tale contesto potrebbe valorizzarlo di più nell'immediato, rispetto all'attuale 3-4-3/3-4-2-1 utilizzato da Mazzarri, che tuttavia, con Verdi nel mix, potrebbe tramutarsi in un 3-4-1-2, nel quale Verdi troverebbe una collocazione da trequartista, posizione che aveva occupato con successo a Empoli, gestione Maurizio Sarri. Ma se in granata il comparto offensivo, al netto di probabili partenti come Parigini, Boyé, e (forse) Edera, appare piuttosto affollato (Belotti, Iago, Zaza, senza dimenticare Baselli e Berenguer, tutti con "pretese" da titolari), il parterre avanzato di casa Samp, con Quagliarella unica permanenza pressoché sicura, e almeno uno tra Gabbiadini, Caprari e Ramirez in uscita, appare pronto ad accogliere Verdi in pompa magna, con gradi da titolare già lucidati, e solo da appuntare sul petto. Certo, il respiro internazionale, nell'immediato, non è lo stesso, e le manovre societarie, insieme alla probabile partenza della stella belga Praet (a fronte però delle probabili permanenze di Bereszynski, Linetty, ed Ekdal, insieme a quella di un portiere sempre più solido come Emil Audero), fanno pensare a una stagione potenzialmente transitoria. In una dimensione, però, nella quale un fantasista come Verdi, 27enne in cerca di riscatto, di continuità, di un palcoscenico in cui tornare a essere il primo attore, dopo il brillante biennio felsineo, potrebbe trovare la propria piastrella ideale. Quanto meno per questa fase della sua vita, e della sua carriera.