Torino, quando le lacrime non bastano più

14.06.2010 16:05 di Giulia Borletto   vedi letture
Torino, quando le lacrime non bastano più
TUTTOmercatoWEB.com

"My hopes fall down and my eyes can't believe what they see", tradotto: "Le mie speranze cadono e i miei occhi non riescono a credere a quello che vedono". E' una bellissima canzone di Paolo Nutini che a mio avviso rappresenta nel miglior modo la fine di un sogno per tutti i tifosi granata. Le lacrime che ieri sera hanno rigato le gote non solo dei 2200 al Rigamonti, sono le lacrime di chi ci aveva creduto e che si vede ora proiettato in un incubo. Hanno pianto anche i giocatori in campo. Le lacrime di Bianchi, di Rubin, di Genevier, sono lacrime di rabbia: le peggiori. Tutto il popolo torinista ieri sera è stato con il fiato sospeso per 90 minuti e poco è servito a risanare gli animi il gol nel finale del neo bomber Arma. Non bastano i ricordi di un derby vinto in pochi minuti nel passato. Il ko a Brescia fa male e farà male per ancora tanto tempo.

24 mesi di Serie B vogliono dire fallimento. 24 mesi di Serie B vogliono dire ripartire da zero. E' cosi che dovrà essere, da subito. Si cambia e si cambierà quasi tutto, a partire dal condottiero che da ieri si sa non essere più Colantuono. Chi arriverà? Si parla di Lerda, si parla anche di Moriero, nel cuore e nella mente di Petrachi. Il ds ex Pisa ha fatto miracoli a gennaio, forse averlo preso prima. Ma non si può piangere sul latte versato, più che altro non serve a niente. Che ne sarà dei giocatori invece? Difficile che quelli partiti nel mercato di riparazione tornino alla base..se sono partiti un motivo ci sarà. Si dovrà pensare alle varie comproprietà e prestiti: chi riscattaree chi no, ma soprattutto veder chi vorrà esserlo. Saranno mesi di grossi lavori quelli che si profilano per la dirigenza granata e se Cairo preferisce salutare e dire grazie a tutti, non è così che fanno i tifosi veri. E' bello leggere su Facebook i messaggi di "cordoglio" dei miei amici granata. Salutano e ringraziano i vari Simone, Rolando, Davide, Gigi e sperano nei loro saluti di rivederli comunque, un giorno.