Torino maturo ma non ancora letale

04.03.2013 09:32 di Luca Ghiano   vedi letture
Torino maturo ma non ancora letale
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© foto di Federico Gaetano

La partita andata in scena ieri all'Olimpico tra Torino e Palermo ha lasciato in casa granata due certezze assolute: la prima è quella di una squadra matura e in grado di leggere la partita anche in giornate non particolarmente esaltanti mentre la seconda è la già nota sterilità degli attaccanti.

La partita di ieri ha messo in evidenza un modesto Palermo che soffriva le accellerazioni del Torino. La squadra rosanero non ha mai creato un reale pericolo alla porta di Gillet e quando i granata alzavano il ritmo alla ricerca del gol era sempre in affanno. Quando si affronta un avversario intimorito e con più di un piede verso la serie cadetta bisogna azzannarlo alla giugulare. Nonostante la giornata no di Barreto il Toro ha creato più di una palla gol senza però riuscire a sbloccare il match. Purtroppo dopo l'esplosione nella partita contro l'Inter Meggiorini è tornato ad esprimersi sui suoi modesti livelli e in Serie A un'occasione come quella capitata all'ex Bari nel finale di partita va concretizzata e non sprecata con un tiro approssimativo senza cattiveria. Cairo in estate dovrà mettere mano al portafoglio per rinforzare il reparto offensivo, data l'ormai probabile partenza di Rolando Bianchi, ieri unica vera spina nel fianco degli avversari insieme a Cerci.

La certezza del Torino è sempre la fase difensiva. Ma l'aspetto più importante è la maturità mostrata da tutta la squadra. Il gruppo di mister Ventura ormai è consapevole dei propri mezzi, non butta via la palla ma tenta sempre di giocarla anche correndo alcune volte dei rischi. La difesa può fare affidamento su Guillermo Rodriguez in una forma fisica strepitosa, più un ormai sempre più concreto Kamil Glik. Il vice-capitano Ogbonna può tranquillamente ritrovare la condizione fisica migliore senza dover accellerare i tempi e quindi incappare in un'altra giornata storta come quella di Cagliari. L' ultimo aspetto importante da sottolineare della squadra granata è Alessio Cerci. Il ragazzo di Valmontone, nonostante la sua non sia stata una prestazione brillantissima come nelle ultime apparizioni, è assolutamente l'uomo in più di Ventura, infatti salta sistematicamente il suo diretto avversario creando sempre la superiorità numerica mettendo così in apprensione la difesa avversaria, purtroppo molte volte non viene assecondato dai compagni di reparto.

Ventura da qui alla fine del campionato, oltre consolidare ulteriormente gli aspetti positivi di questo Toro, dovrà trovare nuove soluzioni offensive per valorizzare il gioco e le tante palle gol che la squadra costruisce, perchè i tifosi vogliono vedere un Torino concreto, letale e che non si lasci scappare i tre punti in partite come quella di ieri.