Torino, LIVE D’Aversa: "Bene i gol di Simeone e Zapata e si sono anche sacrificati così tutti hanno dato di più"
Il commento, in conferenza stampa, dell’allenatore del Torino, Marco D’Aversa, sulla vittoria con la Lazio.
Complimenti, ha premiato sicuramente il mettere in campo Simeone e Zapata visto che hanno segnato entrambi. Si aspettava questo tipo di reazione dalla squadra o un po' di meno oppure un po' di più magari in certi tratti della partita?
“E' chiaro che quando c'è un cambio dell'allenatore una reazione da parte della squadra è anche normale e sono contento che abbiamo segnato entrambi gli attaccanti, anche questo dimostra il coraggio dei miei ragazzi. Pure nelle scelte iniziali abbiamo avuto coraggio per dare un segnale che magari volevamo fare risultato, che volevamo vincere la partita. La cosa bella è che comunque Simeone e Zapata hanno dimostrato di partecipare alla fase difensiva per primi quindi questo è stato un buon segnale alla squadra perché la squadra ha visto che sono stati i primi a sacrificarsi per la fase difensiva e di conseguenza anche gli altri poi hanno fatto un'ottima partita, pur partendo contratti, ma per 70 minuti è stata fatta una grandissima partita è chiaro che poi nel finale è uscita la Lazio però sul risultato credo che non ci siano dubbi. Sono stati un esempio e hanno dimostrato, come avevo detto stamattina singolarmente a loro, che per poter giocare insieme devono partecipare ad entrambe le fasi e lo hanno fatto e quindi hanno dimostrato che possono coesistere. Poi ci sono tante componenti, la squadra si è ben comportata, come vi avevo già detto, per 9 volte questa squadra 10 con stasera non ha preso gol e ho cercato di farli ragionare sugli aspetti positivi”.
Valsic un po’ più avanti sulla trequarti e Simeone un po’ più arretrato fra le linee quindi un 3-4-2-1. E’ stata questa la piccola grande modifica?
“Sì, questo perché quando mi si chiede del sistema di gioco, del modulo questa è la dimostrazione che con lo stesso sistema di gioco si può interpretare in maniera diversa. È chiaro che ragionando sul ragazzo che lavorava come riferimento la palla e non l'uomo abbiamo cercato di occupare le zone di campo ovvero le ampiezze, le due posizioni di trequarti in modo che fosse pronto ad attaccare la profondità per sfruttare al meglio le sue caratteristiche. La preparazione della partita è stata questa, è ha dimostrato che lì può giocarci, ma la cosa bella è che comunque per quel poco che abbiamo provato hanno cercato di fare quello che ho chiesto. E' una cosa importantissima. Poi ci può essere l'errore tecnico, ci può essere l'errore magari di lettura, può succedere però l'atteggiamento e ciò che ho chiesto di provare a fare e anche ciò che abbiamo provato i ragazzi hanno cercato di farlo sotto tutti i punti di vista e non era semplice quando ci sono dei cambiamenti, sia sotto l'aspetto tattico sia sotto l'aspetto delle proposte e soprattutto delle situazioni di palla inattiva, ho visto veramente una grande attenzione da parte dei ragazzi. Mi preme sottolineare che non si è ancora fatto nulla. Venerdì affronteremo una partita proibitiva sulla carta (Napoli, ndr), ma mi piace ragionare pensando che nel calcio nulla è impossibile e quindi dobbiamo immediatamente accantonare la partita di questa sera, godercela almeno per questa sera, ma domani bisogna già pensare al prossimo impregno”.
Oggi si è vista quella voglia e anche il coraggio che chiedeva in settimana, ma cosa ha detto ai giocatori a fine partita? Ha avuto già modo di parlare con il Presidente? Lui le ha detto qualche cosa?
“Ai giocatori ho detto le stesse cosa che ho detto a voi. Ho fatto loro i complimenti e poi che domani si farà allenamento e che comunque da stasera bisogna già pensare alla partita successiva quindi di andare a casa a recuperare perché avremo due giorni in meno (la gara sarà venerdì, ndr) per preparare una partita contro una squadra forte com’è il Napoli. E’ chiaro che li ho gratificati, li ho ringraziati perché comunque hanno fatto una grandissima partita. Un allenatore quando vede che la squadra prova a fare, stasera per gran parte della partita c'è riuscita in tutti e due i tempi, quello che si era provato in settimana si riempie d’orgoglio ecco perché ho detto ai giocatori la stessa cosa che ho detto a voi: abbiamo fatto una vittoria importante, ma non abbiamo fatto ancora nulla”.
Ripensando a quello che è accaduto in questi giorni qual è stata la chiave di volta che ha portato oggi a permetterci di vedere una squadra molto diversa?
“Un po' tutto, no? Sicuramente il cambio di allenatore con il mio avvento e anche il confronto con i nostri grandissimi tifosi, però credo che maggiormente quando si cambia l'allenatore i ragazzi si sentono responsabili. In questi casi paga la singola persona però la responsabilità va suddivisa fra tutti quanti. Sono tanti fattori però, ripeto, non era semplice e per questo dobbiamo continuare a lavorare e migliorare sotto tutti i punti di vista e quindi ripartiremo da questo”.
Ha detto che i giocatori devono essere messi nella posizione migliore per rendere al meglio in base alle loro caratteristiche. Casadei lo vede più davanti, come l'abbiamo visto questa sera, o anche più a centrocampo, mediano o mezzala, oppure più trequartista?
“Dipende dagli altri giocatori che giocano al suo fianco. Ha delle caratteristiche, è un ragazzo che seguo da tantissimo tempo ancora prima che andasse al Chelsea, ed è una mezzala classica d'inserimento e sfrutta la sua fisicità e lo ha dimostrato la parata di Provedel, è un centrocampista che può arrivare a fare 6-7 gol è una cosa molto importante, ma poi dipende da chi gioca al suo fianco. Con Prati può giocare in un centrocampo a tre e può fare la mezzala, ma per giocare a due dipende chi ha fianco, però le sue caratteristiche sono queste”.
Ha colpito la reazione di una squadra che una settimana fa sembrava bloccata dalla paura e dalle difficoltà fisiche, pur considerando le scosse ricevute, ma lei che corde ha toccato per far svoltare i giocatori?
“Innanzitutto la squadra stasera è partita un po' contratta, non tutti ma qualcuno. Ho toccato le corde giuste. Ho fatto la scelta di venire qui per l'importanza del, ma anche per il valore dei giocatori. Sono una persona che pretende molto sotto l’aspetto della professionalità da me stesso, dal mio staff e di conseguenza anche dal resto di tutto gruppo. In una squadra di calcio sono importanti tutti, quelli che stanno in mezzo al campo e anche le tante persone che stanno all’esterno. Le qualità le abbiamo prima di scendere in campo ho ricordato che durante la settimana abbiamo lavorato su tanti aspetti, ma che andavamo a fare una partita di calcio e quindi di essere entusiasti, di fare quello che facciamo perché ci dobbiamo ritenere fortunati, soprattutto adesso con tutto quello che sta accadendo nel resto del mondo, e che avrebbero dovuto godersela. Quanto abbiamo fatto non basta, ma ripeto, bisogna ridare fiducia e entusiasmo ai giocatori chiaramente ben rispettando le regole”.
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