Effetto D'Aversa, il Toro vince e convince: 2-0 alla Lazio
Il cambio alla guida tecnica con Roberto D'Aversa ha avuto il suo effetto. In primo luogo perché il Torino è tornato non solo a fare punti ma a vincere, contro la Lazio, per di più meritatamente. E poi perché la grinta e la determinazione che si è vista nei giocatori granata, sommata a un'attenzione importante dietro con un paio di sbavature senza conseguenze, con Baroni non era certamente di casa. E non era di casa neppure vedere così tanti cambi di campo improvvisi ad aprire il gioco e creare la superiorità numerica dal lato opposto. Si è capito sin da subito che qualcosa era cambiato, non sappiamo dire se perché il gruppo non seguisse più il vecchio tecnico (il cui esonero veniva chiamato a gran voce da un mese abbondante, gli unici a non essersi accorti di un'evidenza tanto cristallina erano in società), ma la cosa è stata piuttosto evidente.
Nei primi cinque minuti il Torino ha provato per due volte a calciare verso la porta, poi Zapata al limite, al 20', si improvvisa involontariamente assistman da rimpallo e Simeone ne approfitta inserendosi da rapace dietro l'uomo e infilando Provedel. La Lazio costruisce ben poco, anche perché i granata chiudono ogni spazio, pressano alto costringendo all'errore e fanno la partita, e nella ripresa arriva anche il raddoppio con un perentorio stacco aereo di Zapata sul cioccolatino di pregevole fattura di Obrador. Paleari chiude lo specchio un paio di volte ed è fatta. Non sappiamo se questo Toro sia effettivamente guarito dal modo di giocare insipido di prima, ma è un buon inizio e rispedisce la zona B a sei punti di distanza.
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