Torino, la chiave è la differenza reti

Per accedere ai playoff e poi alla serie A da quando la cadetteria è a 22 squadre ci vuole una differenza reti positiva e con doppia cifra. Il Torino ora ha un saldo positivo di un solo golletto a quattro giornate dalla fine della stagione regolare.
03.05.2011 10:35 di Elena Rossin   vedi letture
Torino, la chiave è la differenza reti
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© foto di Alberto Mariani

Per accedere ai playoff il Torino è obbligato a vincere per conservare il sesto posto e tenere a distanza le altre squadre che aspirano a scalzarlo, conquistandosi così l’ultima possibilità di disputare l’epilogo del campionato che può voler dire alla fine la serie A. I numeri e la loro analisi spesso sono considerati, al pari delle statistiche, aridi e un pretenzioso esercizio intellettuale, ma rappresentano una valutazione della realtà senza possibilità di lasciarsi influenzare da simpatie o tifo di parte. I numeri dicono che per accedere ai playoff bisogna segnare e al contempo non subire troppi gol, ovvero avere un saldo positivo ed anche ampio nella colonna differenza reti.

Analizzando tutti i campionati di serie B a ventidue squadre e con la modalità dei playoff per accedere alla serie A non si hanno dubbi: solo in due stagioni non c’è voluta una differenza reti con un bel segno più davanti e la doppia cifra. La prima, si trattava del 2004-‘05 annata del tutto anomala, l’Ascoli approdò in A con un saldo negativo di una rete. Ma chi non ricorda che il Genoa da primo si ritrovò, causa penalizzazioni, all’ultimo posto e retrocesso in C1, che il Torino e il Perugia, che disputarono la finale playoff, fallirono entrambi e solo grazie al Lodo Petrucci il primo poté riscriversi in B e il secondo in C1, e di conseguenza il Treviso (che comunque aveva un più dieci come differenza reti) e appunto l’Ascoli a tavolino e su delibera della Figc approdarono in A. La seconda nel 2008-‘09 il Grosseto (piazzatosi sesto), con meno due fra reti fatte e subite, e l’Empoli (quinto), con più nove, disputarono i playoff, ma rimasero in B. In tutte le altre stagioni al supplemento del campionato approdarono solo squadre con doppia cifra positiva nella differenza reti. Unica altra parziale anomalia è rappresentata dal Brescia, che lo scorso campionato, alla fine dei playoff arrivò in A con un più sedici, inferiore allo stesso dato di Sassuolo (più diciotto), Torino (più diciassette) e Cittadella (più diciannove) che però rimasero fra i cadetti.

Attualmente il Torino a differenza reti sta a più uno, la Reggina a più quattro, il Novara a più ventuno e il Varese a più diciotto. Se i numeri si confermano veritieri, come in passato, sullo stato di salute sportiva delle squadre, direttamente proporzionale alla capacità realizzativa e alla bravura di impedire agli avversari di andare a rete, o i granata in queste ultime quattro partite si mettono a segnare a raffica e a non subire più gol oppure magari approderanno anche ai playoff, ma alla fine niente serie A. Bianchi e compagni sono avvisati per di più il tempo per allenarsi al meglio senza distrazioni lo hanno, visto che sono in ritiro punitivo; sta a loro dimostrare, se finalmente hanno recepito la lezione, già a partire da sabato con il Siena, quasi aritmeticamente in A e con un bel più ventinove come differenza reti.