Torino, Cairo scherza col fuoco: due ko, cessioni e mercato in salita. Abate aspetta rinforzi
Il Torino è già con l'acqua alla gola. Due partite di campionato, due sconfitte e una rosa che, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, continua a presentare lacune evidenti in praticamente tutti i reparti. Dopo il ko all'esordio contro il Milan, ieri sera è arrivato anche quello contro il Sassuolo: 2-1 a Reggio Emilia, con i granata incapaci di dare continuità al momentaneo pareggio firmato da Comuzzo nel recupero del primo tempo.
A preoccupare, però, non è soltanto la classifica ancora ferma a zero punti. È soprattutto la sensazione di una squadra ancora incompleta, con mister Abate costretto a lavorare tra troppe variabili e con alcuni rinforzi che, almeno finora, non sembrano aver alzato in maniera significativa il livello tecnico della rosa.
Torino, Abate aspetta rinforzi: il mercato non ha ancora cambiato volto alla squadra
Gli arrivi di Comuzzo, Cömert, Fitz-Jim, Fortini, Mascardi, Oristanio e Perri, quest'ultimo ufficializzato dopo la sconfitta contro il Sassuolo, non sono bastati a risolvere i problemi del Torino.
Anzi, nel frattempo la rosa ha perso altri due elementi: Pedersen è passato all'Olympiacos, mentre Njie ha raggiunto la Fiorentina. Due cessioni che hanno ulteriormente ridotto le alternative a disposizione di Abate proprio mentre l'allenatore avrebbe bisogno di certezze.
Il tecnico granata lo aveva fatto capire chiaramente già alla vigilia della partita contro il Sassuolo, chiedendo rinforzi senza nascondere le proprie preoccupazioni.
“La verità è che mi aspetto degli innesti”.
Abate ha poi sottolineato un altro aspetto fondamentale: a questo punto della stagione il problema non riguarda soltanto i giocatori che mancano, ma anche l'assenza di punti fermi sui quali costruire il percorso della squadra.
“Abbiamo ancora troppe variabili alla seconda giornata di campionato”, aveva spiegato l'allenatore, rimandando le valutazioni definitive alla chiusura del mercato.
Cairo incassa dalle cessioni, Abate aspetta: il nodo del mercato granata
Il tema più delicato resta inevitabilmente quello della strategia societaria. Il Torino continua a muoversi sul mercato attraverso cessioni e operazioni a basso costo, mentre l'allenatore aspetta quei rinforzi necessari per completare una squadra che appare ancora fragile.
Le partenze di Pedersen e Njie, in questo senso, hanno prodotto entrate importanti. Per il norvegese il Torino ha incassato circa 6 milioni di euro, mentre la cessione dello svedese alla Fiorentina vale circa 16 milioni, ai quali possono aggiungersi bonus e una percentuale sulla futura rivendita.
Un'operazione che, considerando tutti gli elementi, potrebbe portare il valore complessivo dell'affare Njie intorno ai 30 milioni di euro.
Numeri che alimentano inevitabilmente le aspettative dei tifosi: se la società ha realizzato incassi importanti dalle cessioni, ora ci si aspetta che una parte di quelle risorse venga reinvestita per consegnare ad Abate una rosa più competitiva.
Torino, Petrachi prepara le alternative: quattro nomi per completare la rosa
Il direttore sportivo Petrachi sta lavorando su diverse piste, in attesa del via libera definitivo della società.
Per la difesa il nome più caldo è quello di Luperto della Cremonese, profilo esperto e già abituato al campionato italiano. A centrocampo, invece, resta in piedi la pista che porta a Daniel Bragança dello Sporting, mentre le alternative sono rappresentate da Mandragora della Fiorentina e Cajuste del Napoli.
Per la fascia destra, infine, il Torino valuta Mazzocchi del Napoli e Barbieri della Cremonese.
Sono tutti profili che avrebbero una caratteristica comune: portare esperienza a una squadra nella quale convivono diversi giovani interessanti ma ancora con poca esperienza in Serie A.
Dal Torino si aspettano almeno tre rinforzi: ma tutto dipende dai costi
La sensazione è che il Torino abbia bisogno di interventi mirati soprattutto nei reparti dove manca maggiore esperienza.
Il problema, ancora una volta, sarà però economico. La società preferirebbe operazioni in prestito, eventualmente onerose, ma con costi contenuti e possibilmente non superiori al milione di euro per il prestito, oltre alla sostenibilità degli ingaggi.
Per questo diventa difficile prevedere quali trattative possano realmente arrivare alla fumata bianca. Molto dipenderà dalle condizioni imposte dai club proprietari dei cartellini e dalla volontà del Torino di investire.
E attenzione alle cessioni: il Torino rischia un altro colpo di scena
Il vero pericolo, però, è che il mercato granata non si limiti agli acquisti.
Con la chiusura della sessione ormai vicina, nessuno può escludere nuove cessioni last minute. Cacciamani e Gineitis continuano ad avere mercato e, soprattutto, anche per Adams potrebbero arrivare proposte interessanti.
In quel caso, considerando la strategia societaria degli ultimi anni, sarebbe tutt'altro che scontato vedere il Torino rifiutare l'offerta.
Ed è proprio questo lo scenario che preoccupa maggiormente Abate: riuscire a costruire finalmente una squadra competitiva e, subito dopo, vedersi sottrarre un altro pezzo importante della rosa.
Torino, martedì c'è la Coppa Italia e il mercato chiude
Abate dovrà adesso concentrarsi sulla Coppa Italia contro il Monza di Ivan Juric, in programma martedì alle ore 21. Una partita che arriva proprio nel giorno della chiusura del mercato e che rischia di essere disputata mentre la rosa è ancora in piena evoluzione.
Le contrattazioni in Italia termineranno un'ora prima del calcio d'inizio, ma per le cessioni verso l'estero resteranno possibili ulteriori movimenti, visto che non tutti i mercati chiuderanno contemporaneamente.
Il precedente di Bellanova insegna che nel finale di mercato può ancora succedere di tutto.
Per Abate, quindi, non resta che aspettare. Il tecnico ha chiesto rinforzi, Petrachi ha preparato diverse piste e Cairo dovrà decidere se dare finalmente il via libera agli investimenti.
Tre giorni per completare il Torino. O per rischiare di indebolirlo ancora.
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