Sulla carta la gara con il Napoli è proibitiva ma bisogna crederci

I dati evidenziano che i partenopei in casa sono molto forti, mentre i granata in trasferta non brillano. Per Ventura continua l’emergenza dovuta agli infortuni. Il Torino deve dimostrare di avere una mentalità vincente.
24.10.2013 13:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Sulla carta la gara con il Napoli è proibitiva ma bisogna crederci
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il Napoli ha diciannove punti ed è secondo in classifica in coabitazione con la Juventus, sei le partite vinte (Bologna, Chievo, Atalanta, Milan, Genoa e Livorno), una quella pareggiata (Sassuolo) e una persa (Roma), diciotto gol realizzati e sei subiti e nello specifico in casa ha vinto tre gare (Bologna 3-0, Atalanta 2-0 e Livorno 4-0) e pareggiata una (Sassuolo 1-1) segnando dieci reti e incassandone una. Il Torino, invece, ha dieci punti ed è decimo in classifica alla pari di Udinese e Cagliari, questo bottino è frutto di due vittorie (Sassuolo e Bologna), quattro pareggi (Milan, Verona, Sampdoria e Inter) e due sconfitte (Atalanta e Juventus), tredici gol fatti e altrettanti subiti e in particolare in trasferta ha vinto una partita (Bologna 1-2), ne ha pareggiata una (Sampdoria 2-2) e ne ha persa una (Atalanta 0-2) realizzando quattro reti e incassandone cinque. I numeri parlano chiaro: il Napoli in casa è uno schiacciasassi, anche se ha incontrato finora solo squadre dal tasso tecnico e qualitativo inferiore e il Torino in trasferta è abbastanza frenato pur avendo affrontato tutte squadre alla portata e soprattutto avendo subito torti arbitrali sia a Bergamo sia a Genova.  Quindi è indubbio che il pronostico per domenica sia a favore dei partenopei che saranno pur stanchi per la trasferta, con vittoria, di Champions League a Marsiglia, ma vista anche l’emergenza del Torino dovuta agli infortuni i granata dovranno superarsi per tornare da Napoli con qualche cosa in termini di punti in tasca.

 

Ventura dovrà fare a meno degli infortunati Bovo, Rodriguez, Brighi, El Kaddouri e Larrondo e probabilmente anche di Basha e Farnerud che non è detto riescano a recuperare in tempo utile per la gara con il Napoli e in più non potrà utilizzare Immobile squalificato per un turno oltre che Gillet, il quale discuterà l’istanza di arbitrato presso il Tnas (Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport) il trenta ottobre contro la squalifica a tre anni e sette mesi relativa alle vicende di Scommessopoli, risalenti a quando giocava nel Bari. Le scelte dell’allenatore granata relative al modulo e ai giocatori da mandare in campo sono quindi dettate in maggior misura dalle assenze piuttosto che dalla formazione migliore possibile da opporre al Napoli. Con queste premesse i granata potranno affrontare i partenopei senza alcun tipo di pressione poiché da loro non ci si attende nulla di particolare, però questo non deve costituire l’alibi che fare punti al San Paolo sulla carta sembra quasi impossibile, anzi le grandi difficoltà devono permettere ai giocatori del Torino di scendere in campo con la testa sgombra e pensare solo a giocare al meglio delle proprie capacità. Sarà invece il Napoli ad avere pressioni non solo perché giocando in casa dovrà fare la partita, ma avrà anche l’obbligo di vittoria se vorrà tenere il passo della Roma e della Juventus e mantenere a debita distanza le altre aspiranti ai primi posti della classifica e per di più affronterà una formazione che ha qualità minori e che è rimaneggiata.

 

Il Torino per centrare l’obiettivo minimo stagionale e poi ottenere un risultato migliore di quello dello scorso anno deve uscire da questo ciclo di partite con Inter, Napoli, Livorno, Roma e Cagliari con almeno sei punti e battendo toscani e sardi che sono diretti concorrenti non solo per la salvezza, ma anche per un posto che si avvicini il più possibile al decimo. Per disputare un campionato senza affanni è quasi obbligatorio conquistare punti con le squadre alla portata e strappare qualche punto anche alle cosiddette grandi, la crescita di un gruppo non è solo riuscire ad interpretare al meglio gli schemi, ma consiste anche nel tradurre in punti il gioco che si produce, altrimenti si resta eterni incompiuti e si disputano campionati senza soddisfazioni e con il patema di non avere certezze fino all’ultimo sul raggiungimento dell’obiettivo. Il Torino ha le potenzialità per avvicinarsi il più possibile al decimo posto anche perché ci sono squadre che stanno stentando parecchio, però deve scendere in campo con la determinazione di voler vincere a prescindere dall’avversario e dall’effettivo risultato finale: la partita con il Napoli sarà dal punto di vista della mentalità un bel banco di prova.