Si riparte, dai vecchi problemi. Tre frecce all'arco di Longo

02.06.2020 11:59 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Si riparte, dai vecchi problemi. Tre frecce all'arco di Longo

Insperata in tanti momenti del lockdown, la ripartenza del campionato di Serie A, pur tra le numerose perplessità in merito, sembra divenire a realtà. A meno che l'emergenza non riaffori in proporzioni ingestibili, da qui a dieci giorni, con gli atti finali della Coppa Italia a riaprire le danze, a riprendere, con le dita incrociate, e le misure di sicurezza serrate, ci si proverà. E, al netto della preoccupazione per la gestione generale della situazione, per il Toro riemerge la problematica di una squadra che, lo scorso febbraio, stava provando, con enorme fatica, a ritrovare se stessa, e la linfa della primavera 2019. Con Moreno Longo appena arrivato al timone, che potrebbe anche aver beneficiato, in termini di conoscenza della squadra, nonostante l'interruzione delle attività collettive tra marzo e aprile, dello stop. E nel bailamme di un calcio che, lo testimonia quanto visto finora in Bundesliga, appare già profondamente diverso, più statico e impaurito, Longo, per far fronte a una classifica che rischia di complicarsi ulteriormente in brevissimo tempo, potrebbe anche decidere di rischiare grosso, e sperimentare.

1) Belotti-Zaza, la doppia torre. In un calcio, per il momento, meno votato alla manovra complessa, al "palla a terra", al tiki-taka e cloni vari, aumentare il potenziale realizzativo lì davanti può essere una delle risposte. Un po' come quando piove, ma non abbastanza da interrompere la gara, perfetta allegoria dei timori che accompagnano questo restart. Ricorrere ai palloni da buttare in mezzo, e ai due centravanti in grado di trasformarli in palle-gol, può essere, quanto meno occasionalmente, un'idea da giocarsi.

2) Ansaldi davanti, ventata di libertà. L'obiezione risulta naturale: l'argentino è uno dei soli tre laterali di ruolo rimasti in squadra, dopo il ritorno di Laxalt, non rimpiazzato, al Milan. Ma la propensione all'azione offensiva e alla ricerca della soddisfazione personale dell'ex-Inter e Genoa, dimostratosi uno dei più efficaci sul fronte offensivo, induce a pensare che un suo impiego sulla trequarti, sia in una variante del 3-4-3, sia in un assetto rivoluzionato in direzione di un 4-2-3-1, potrebbe finire, nell'immediato per premiare.

3) Lyanco sulla mediana, "alla Yaya Touré". Esperimento partito durante la coda della gestione Mazzarri, il centrale brasiliano potrebbe lasciare il posto da titolare sul centro-sinistra difensivo a Gleison Bremer, ed essere dirottato sulla mediana, da "diga di classe", in grado di garantire maggior copertura, specie di fronte alle iniziative per vie centrali degli avversari, e, al contempo, un innalzamento del tasso tecnico di una mediana già in grande difficoltà, che ora rischia di ritrovarsi, ancora una volta, orfana di Baselli, ancora una volta. Evoluzione possibile, per l'ex-San Paolo e Bologna, che potrebbe seguire le orme calcate, almeno occasionalmente, da connazionali illustri come Thiago Silva e David Luiz.