Segre e la meritocrazia italiana, mai una volta in nazionale

14.10.2019 21:30 di M. V.   Vedi letture
© foto di Matteo Bottazzo
Segre e la meritocrazia italiana, mai una volta in nazionale

La carriera di Jacopo Segre si è evoluta passo a passo, quasi nell'ombra, ed in effetti, giunto dal Milan che non aveva creduto in lui, nelle premesse dei Primavera che hanno intrapreso una strada professionistica insieme allo stesso centrocampista, Segre non rientrava nella cerchia di coloro che nell'immaginario collettivo avrebbero potuto sfondare a certi livelli. E invece è probabilmente colui che sta facendo meglio, due stagioni in C in forte crescendo meritandosi il passaggio tra i cadetti in cui è letteralmente esploso con la maglia del Venezia ed ora è già protagonista con il Chievo. Un calciatore da tenere in forte considerazione per il futuro del Torino, proprietario del cartellino e che già quest'anno lo ha portato nel ritiro estivo di Bormio. Ammirato da molti e non solo in B, nella storia di Segre emerge un dettaglio inspiegabile: nessuno ha mai pensato di convocarlo in nazionale, a partire dalle selezioni Under 15 fino ad arrivare all'Under 21, che ha appena superato per limiti di età, alla faccia della meritocrazia. Rimane una sola possibilità in tale ambito, se continuerà a mostrare miglioramenti mantenendo l'umiltà che lo ha sempre contraddistinto, non è escluso che in futuro gli si possano aprire le porte della nazionale maggiore.