Quando le “punizioni” servono: Vanja e Ilic sono tornati al top

11.12.2023 08:30 di Emanuele Pastorella   vedi letture
Quando le “punizioni” servono: Vanja e Ilic sono tornati al top
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Uno è reduce da due clean-sheet consecutivi, l’altro ha offerto grandi prestazioni tra Atalanta e Frosinone: Vanja Milinkovic-Savic e Ivan Ilic si sono ritrovati. E si sono anche ripresi il Toro, dopo periodi fin troppo altalenanti. Ivan Juric ha usato più il bastone che la carota con i due serbi, i risultati sono arrivati e adesso entrambi stanno rendendo al meglio. L’esempio del portiere è quello più lampante: a Bologna era stato escluso perché l’allenatore lo aveva visto scarico, nelle due gare successive ha abbassato la saracinesca. Contro l’Atalanta si è superato su Pasalic, a Frosinone è stato bravo due volte su Kaio Jorge e se l’è cavata in qualche situazione pericolosa, ciò che più conta sono le sette partite chiuse senza subire nemmeno un gol. E’ sul podio della A dietro a due mostri sacri come Sommer e Szczesny, da qui il Toro può partire per costruire un campionato che può farsi interessante.

E anche Ilic, pur senza gol o assist, si è preso gli applausi di Juric. “Non è solo tecnica e classe, sta migliorando anche nelle battaglie e nell’aggressività” i passi in avanti del classe 2001 evidenziati dall’allenatore. Ora gli manca soltanto la rete, che in oltre 30 partite in granata ha trovato soltanto quattro volte. Ci è andato vicinissimo a Frosinone, con il palo che ha respinto il suo sinistro dalla distanza. Ma la strada è quella giusta, specialmente ripensando a quelle esclusioni di fine ottobre che stavano anche facendo riflettere sul pesante investimento da una quindicina di milioni di euro. 

Chi manca ancora all’appello, invece, è il terzo serbo, Nemanja Radonjic, escluso dai convocati per la seconda gara di fila. Il terzo serbo del Toro è ancora lontano dalla “rappacificazione” con il tecnico. “L’anno scorso ha risposto bene, adesso non riusciamo a farlo rendere - la spiegazione di Juric - e deve farsi un esame di coscienza: abbiamo avuto tanta pazienza, ma io non escludo nessuno e quando sarà a posto lo accoglieremo a braccia aperte”. Le porte non sono chiuse, quindi, ma il 10 granata deve capire che cosa vuole fare da grande.