Per provare a mettere la Juve in difficoltà, c'è la carta contropiede

02.07.2020 10:06 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Per provare a mettere la Juve in difficoltà, c'è la carta contropiede

Difensori centrali non sempre ineccepibili dal punto di vista della posizione, laterali difensivi spesso poco propensi a difendere. Questi i punti deboli di una Juve che, dal restart a oggi, sembra tornata quella tribù di giganti mangiatutti, invincibili e capaci di suscitare panico negli avversari, alla "Shingeki no Kyojin". Tuttavia, immaginario fumettistico e animato a parte, il Toro di Longo, pur partendo da un divario tecnico e atletico abnorme, rispetto ai cugini capolisti, ci deve provare. Per i punti, certo, ma anche per lanciare un messaggio alle dirette concorrenti per la salvezza, le quali, dal canto loro, stanno tutt'altro che brillando. Con la tranquillità di chi, in una sfida del genere, non ha nulla da perdere. Se non, al limite, la faccia, circostanza alla quale i tifosi granata, specie lungo le ultime settimane della gestione Mazzarri, ha dovuto abituarsi anche troppo, quest'anno.

La Juve di Sarri, lungo la stagione in corso, ha patito soprattutto due tipologie di strategia e modalità calcistica: il giro palla veloce, ricco di movimenti tra mediana, esterni, e punte avversarie, e il contropiede. Il Sassuolo di De Zerbi, l'Hellas di Juric, il Napoli di Gattuso, il Lione di Garcia: queste le squadre che, più di tutte, hanno saputo mandare in bambola la corazzata bianconera, e generare smarrimento nelle menti e nei cuori delle tante stelle di caratura internazionale che ne difendono i colori.

Tenuto conto di ciò, cosa possono realisticamente fare i granata, sabato pomeriggio? Quello guidato da Longo è un centrocampo a dir poco in ginocchio, privato oltretutto del proprio elemento che, al netto della discontinuità di rendimento, resta comunque il giocatore di maggior visione e dal piede più educato del reparto, ovvero, naturalmente, Daniele Baselli. Mancando un livello accettabile di qualità lì in mezzo - lo si è detto in tutte le salse, sulle nostre pagine - non resta, contro la Juve, che difendersi e provare a partire in contropiede. Magari rischiando un 4-2-3-1? Magari con difesa "blindata" da un Bremer terzino sinistro, e provando a sfruttare le qualità di Edera, oltre che naturalmente del Gallo Belotti, in fase di ripartenza? Che le varianti tattiche stiano bollendo nel pentolone di Moreno Longo, è noto. Certo, rinunciare a un 3-5-2 comunque collaudato proprio in una gara di tale livello di difficoltà, può apparire un azzardo anche troppo audace, di quelli che creano i prodromi per un'infilata indimenticabile da parte di un avversario, al di là tutto, così superiore. Ma il Derby della Mole è il Derby della Mole, e, con la giusta dose di incoscienza e di spensieratezza, bisogna giocarsela, giocarsela fino in fondo.