Patrizio Sala: "Ho molta fiducia nel Toro, la squadra deve guardare avanti"

03.03.2013 08:15 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Tuttomercatoweb.com
Patrizio Sala: "Ho molta fiducia nel Toro, la squadra deve guardare avanti"

Abbiamo intervistato in esclusiva Patrizio Sala, mediano del Torino dal 1975 al 1981, attualmente è il responsabile tecnico del Fiammamonza femminile e allenatore della prima squadra. Con lui abbiamo parlato della sua ex squadra.

In campo per la vittoria sarà lo slogan di Torino-Palermo, perché per motivi differenti entrambe le squadre vogliono i tre punti. Con queste premesse che partita si prospetta? 
“Il Palermo deve superare la difficoltà di trovare tranquillità e serenità che in tempi non sospetti il Toro è riuscito a trovare, quindi la gestione più difficile di questa partita ce l’ha il Palermo. Il Torino ha dalla sua una classifica importante e chi è in questa condizione gioca con una maggiore consapevolezza perché sta facendo un buon campionato e soprattutto con la serenità di chi può permettersi questo tipo di serenità, se anche si dovessero commettere degli errori non diventerebbero così pensanti come lo sarebbero per il Palermo. Con i tanti cambi di allenatori come ci sono stati nel Palermo non ci può essere serenità e quindi il Toro ha questo grosso vantaggio da sfruttare e oltretutto gioca in casa, se a questo si aggiunge che sta esprimendo un buon calcio la partita di oggi non dovrebbe comportare particolari problematiche. Il Palermo non crea molte occasioni da gol e subisce parecchie reti, mentre il Torino riesce a mettersi nella condizione di arrivare al tiro finale e subisce pochi gol, poi può accadere come è avvenuto a Cagliari che vengano fischiati due rigori contro e che per sfortuna si segni un autogol finendo per perdere. A parte questi episodi ho molta fiducia nel Toro perché è riuscito a trovare una quadra dopo sei-sette anni durante i quali la continuità era diventata una chimera, avere lo stesso allenatore per due campionati, mantenere buona parte dei giocatori e su questo gruppo effettuare innesti di giocatori importanti e di qualità come Gillet, Gazzi, Cerci, Santana e Barreto ha permesso di formare una buona squadra”.

Con la posizione che ha il Torino in classifica e l’andamento del campionato è meglio guardare avanti o comunque è più prudente prima di tutto stare attenti a cosa capita alle spalle?
“Sinceramente la classifica non la guarderei, ma per come sono fatto volgerei lo sguardo avanti al di là dell’obiettivo perché non c’è mai nulla di irraggiungibile nel calcio fino a quando la matematica non dice diversamente. Il Toro deve giocare, come ho detto, tutte le partite con la massima serenità e guardare avanti perché ha dieci punti di vantaggio su Siena e Pescara anche se i toscani stanno viaggiando, a prescindere dalla sconfitta con la Juventus, e giocano bene. Nella vita può succedere di tutto persino che la Juventus perda tutte le partite fino alla fine del campionato e che invece il Toro le vinca tutte (ride, ndr) è improbabile, ma io me lo auguro lo stesso”.

Per il momento la Juventus ha fatto un altro passo avanti ieri sera pareggiando con il Napoli.
“Il Napoli è ricco di individualità e non gioca sempre da squadra, un po’ come l’Inter che spesso va a basso ritmo, però i partenopei quando giocano da squadra allora fanno paura a chiunque, ma il loro difetto è che alternano troppe prestazioni individuali a prestazioni di gruppo”.

Tornando a parlare del Torino, la squadra attuale è la giusta base sulla quale costruire il futuro, anche se per farlo si dovranno risolvere positivamente le comproprietà di giocatori come Darmian, Glik, Cerci e altri?
“Sì, ma, ripeto, che è la continuità la parola chiave. Il Toro con due-tre innesti può essere una buona squadra. Il Catania, ed esempio, ogni campionato inserisce in squadra qualche giocatore e adesso ha quarantadue punti come la Fiorentina ed è a due punti dall’Inter, cinque dalla Lazio e a sei dal Milan e tra l’altro quest’anno ha cambiato l’allenatore, però ne ha scelto uno giusto per il contesto e per la squadra formata da determinati giocatori. Il Torino adesso ha trovato un allenatore che ha le idee chiare e quindi basta seguirlo credendo ciecamente in quello che sta facendo e assecondandolo nelle richieste dei giocatori, se vuole un terzino sinistro non si deve prenderne uno destro o se serve un regista non si compra Gattuso o se vuole una punta non si porta un difensore. Questo è il trend che dovrebbe seguire la società, ma mi sembra che negli ultimi sei-sette mesi lo stia facendo”.

Cambiando argomento, come va la nuova avventura da allenatore?
“Da poco sto allenando la prima squadra del Fiammamonza femminile, ma i risultati sono pessimi poiché è una squadra che ha qualche carenza, però le ragazze, soprattutto le più giovani, mi stanno dando grandi soddisfazioni perché hanno grande voglia di apprendere per superare le carenze e piano piano stanno crescendo, ci vogliono anni per costruire una squadra forte e competitiva, ma la strada è quella giusta”.