Passare dalla speranza di giocare bene al farlo per tutta la gara

La prestazione del Torino con il Frosinone non dovrà essere macchiata da ombre e dovrà portare alla vittoria.
03.10.2018 10:13 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Passare dalla speranza di giocare bene al farlo per tutta la gara
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Avere il giusto approccio alla partita, giocare con un ritmo sostenuto, verticalizzare, saltare l’uomo, creare la superiorità numerica con movimenti dei giocatori senza palla, rifornire le punte con cross ben calibrati, sfruttare a dovere i calci piazzati, non sbagliare i passaggi, seguire il portatore di palla, andare in aiuto ai compagni in difficoltà e tirare nello specchio della porta magari in modo che il portiere avversario non intercetti la sfera. Questo si chiede al Torino a iniziare dalla partita di venerdì sera con il Frosinone perché è tutto questo che in buona misura è mancato nell’ultima gara con il Chievo, ma non solo in quella, e viva Dio che comunque è arrivata la vittoria altrimenti il divario con chi punta alle posizioni che portano in Europa sarebbe diventato più ampio in termini di punti.

Anche se i numeri dicono che il Frosinone è in grande difficoltà, ha il peggior attacco della serie A con un solo gol all’attivo e per giunta su rigore e la difesa più perforata con diciotto reti subite in sette partite che comportano il penultimo posto in classifica, il Torino non deve pensare che i ciociari siano la vittima sacrificale. Neppure la squadra di Mazzarri deve credere che basti essere superiore all’avversario per sfoderare una buona prestazione. Non ci sono dubbi che il Torino sia ben più forte del Frosinone sotto quasi tutti gli aspetti e non solo per gli otto punti e i cinque gol segnati in più e le undici reti subite in meno. Infatti, i giallazzurri hanno all’attivo 53 tiri verso la porta avversaria (24 nello specchio e 29 fuori) mentre i granata 62 (31 e 31) e in questa speciale classifica il Frosinone è diciannovesimo e il Torino quattordicesimo. Per quel che riguarda gli assist quattro a zero per Belotti e compagni. E per i corner 40 a 29. Fuorigioco 14 per il Torino e 8 per il Frosinone. Sportiello ha dovuto fare più parate di Sirigu 32 a 22. I legni hanno detto no quattro volte ai giallazzurri e li hanno salvati altrettante, mentre hanno impedito ai granata di segnare una volta e di subire gol quattro. I laziali però sopravanzano, anche se di pochissimo, i piemontesi per cross 82 (utili 49, sbagliati 33) a 81 (utili 48, sbagliati 33) e finora hanno percorso in media a partita qualche metro in più 106,981 km a 106,876.

Sottovalutare il Frosinone e sfoderare una prestazione come quella con il Chievo, anche finendo per vincere di misura, non sarebbe positivo per il Torino. I tarli dovuti ai limiti finora visti resterebbero immutati e aumenterebbero pure. Perché quando si affrontano avversari meno forti una squadra come il Torino ha l’obbligo, pur nel massimo rispetto dell’avversario, di dimostrare la sua superiorità. Giustificare prestazioni mediocri al Torino è l’errore più grande che si può fare perché la squadra non è sicuramente la più forte della serie A, ma può fare ben di più rispetto a quando si è visto nelle prime sette partite. Errori arbitrali e infortuni per quanto pesino non bastano a giustificare la difficoltà a sviluppare il gioco, a segnare, soprattutto se si hanno tre come Falque, Belotti e Zaza, e anche i punti lasciati per strada.