PAROLA DI DS D'Agnelli: "Prati da riscattare! Paleari ottimo secondo, serve un titolare"
Prestazione opaca del Toro, clima già vacanziero?
"No, secondo me non è questione di clima vacanziero, la prestazione opaca nasce da un meccanismo psicologico molto preciso il Toro prima della partita non era ancora matematicamente salvo, ma si percepiva già fuori pericolo! Quando una squadra sente di aver superato la parte più dura della stagione, entra in quella zona grigia dove non stacchi completamente la spina ma non la tieni più neanche tirata al massimo. La partita lo ha mostrato chiaramente, ritmo basso, poca aggressività, scarsa fame sulla seconde palle, linee meno compatte del solito. Devo anche dire che la Cremonese, nonostante abbia fatto un buon secondo tempo, non mi è sembrata una squadra che ha questa gran voglia di salvarsi, poco incisiva e a parte il gol annullato il Toro non ha mai veramente rischiato...anzi sul finale ha avuto pure l'occasione per vincerla la partita, anche se il pareggio mi è sembrato il risultato più giusto. Comunque tornado alla domanda non è mancanza di competitività o vacanze anticipate, è semmai rilassamento mentale prematuro. La squadra ha giocato come se il grosso fosse già stato fatto, come se la salvezza fosse una formalità da completare, non una battaglia ancora aperta. Questo atteggiamento è più subdolo e forse più pericoloso per il futuro, la tensione competitiva cala, la concentrazione si abbassa, la fame si attenua e il risultato è una prestazione piatta, senza mordente. Per una squadra che vuole crescere e far bene in futuro, questo è un segnale culturale assolutamente da correggere".
Prati va riscattato nonostante le poche partite da protagonista?
"Per me si! E non per simpatia o per scommessa, ma perché tutti gli indicatori tecnici, anagrafici e prospettici dicono che è un profilo che un club come il Toro non può permettersi di perdere. Prati ha 22 anni, un’età in cui un centrocampista moderno non è ancora formato ma ha già mostrato chiaramente chi può diventare. Il suo curriculum è lineare, Ravenna, Spal, Cagliari, finale Mondiale U20, oltre 50 presenze in Serie A in un contesto difficile e con responsabilità vere. Non è un giocatore da poche partite, è uno che ha già fatto esperienza in categorie diverse, sempre in crescita. Le sue caratteristiche tecniche sono rare nel panorama italiano, può fare il regista, il mediano, la mezzala dinamica. Ha lettura, pulizia tecnica, verticalità, inserimento, tiro. È un centrocampista moderno, con margini enormi perché il suo ruolo di solito matura più tardi. Il rendimento al Toro è stato limitato dal contesto è arrivato a stagione in corso, in un reparto affollato e in una squadra che ha cambiato identità e allenatore più volte. Il minutaggio basso non è un giudizio sul valore, ma una fotografia del momento. Il punto decisivo è la prospettiva: Prati è un giocatore che può diventare titolare in un centrocampo a due o a tre, può crescere fisicamente e tatticamente e può diventare un asset tecnico ed economico per i granata. A 22 anni, con quel curriculum, quel potenziale e quel tipo di caratteristiche, il suo valore può solo salire e poi il costo del riscatto è contenuto per un profilo italiano, giovane, polivalente e già formato. Prati va riscattato perché è un investimento intelligente, sostenibile e coerente con un progetto tecnico che vuole puntare sui giovani italiani e crescere nel medio periodo".
Serve un portiere per la prossima stagione o lasceresti Paleari?
"Per me serve un portiere titolare, ma Paleari va assolutamente confermato eventualmente come secondo. Il Toro non può ripartire senza un numero uno affidabile, continuo e dominante, il ruolo è troppo determinante per ambizioni superiori alla semplice salvezza. Oggi manca un portiere che garantisca leadership, uscite alte sicure, gestione dell’area, costruzione dal basso pulita e quei 6/7 punti che un portiere forte ed affidabile porta ogni anno.
Paleari, però, ha dimostrato di essere un secondo ideale serio, concentrato, affidabile, capace di entrare a freddo senza abbassare il livello. ( Perché come dico sempre io i campionati si fanno da protagonisti anche con il livello alto della panchina). Paleari per me non è un titolare da 38 partite, ma è perfetto per dare stabilità al reparto, tenere alta la competizione interna e garantire la stessa qualità quando viene chiamato in causa. Il Toro deve prendere un titolare vero, forte , ma deve tenere Paleari come secondo. È la combinazione più solida e più intelligente per costruire un reparto portieri all’altezza della prossima stagione".
Copyright © 2026 - Tutti i diritti riservati