Papadopulo e Bianchi al Museo del Grande Torino

L'allenatore con i suoi collaboratori e il capitano hanno visitato il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Esposta per la prima volta la Balilla di Gigi Meroni. Annunciata la realizzazione del dvd "Gli eroi del Capitano".
10.03.2011 17:07 di Elena Rossin   vedi letture
Papadopulo e Bianchi al Museo del Grande Torino
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© foto di Giacomo Morini

Al rito della visita al Museo nessuno si può sottrarre e così i nuovi arrivati in casa Toro, Papadopulo con il vice Oddi e il preparatore Brunetti, subito si sono recati a visitarlo; a fare gli onori di casa Domenico Beccaria e Giampaolo Muliari. In rappresentanza della società c’erano anche il team manager Giacomo Ferri e l’addetto stampa Alberto Barile. Il capitano Bianchi, che già in altre occasioni era stato al Museo, era presente anche per annunciare che a giorni inizieranno le riprese per il dvd “Gli eroi del Capitano”. Il protagonista sarà proprio Rolly, in quanto capitano del Toro di oggi, e racconterà il presente e il passato della storia del club granata e di chi ha indossato questa maglia e la fascia di capitano. “Lo spirito del dvd - ha spiegato Beccaria – è: io ti do un pezzo di storia e tu mi dai qualche spiccio per continuare a far vivere questa storia. Infatti tutti i proventi della vendita andranno al Museo”. Il dvd sarà venduto nelle edicole del Piemonte al prezzo di 8,50€ e sarà in abbinamento con il quotidiano Tuttosport; grazie a un coupon potrà essere acquistato anche da chi non abita in Piemonte. Sabato 12 presso le sale del Museo verrà presentata la mostra su Gigi Meroni e la sua auto, che è stata donata dalla famiglia proprio al Museo. La mostra sull’indimenticata ala granata verrà aperta al pubblico il 12 marzo per ricordare lo splendido gol a foglia morta che Gigi segnò proprio il 12 marzo 1967 e che Nando Dalla Chiesa immortalò nel suo libro “La farfalla granata”.
 

Nelle sale, disposte sui due piani di Villa Claretta a Grugliasco, sede del Museo, Papadopulo e il suo staff sono rimasti affascinati e colpiti dai cimeli esposti. Alla fine della visita è stato proiettato un filmato che spiega con un concentrato di immagini, suoni e parole la vita del Toro: la nascita, i fasti del Grande Torino, la tragedia di Superga, le gioie per gli scudetti, le giocate della Farfalla granata e il dolore per la sua scomparsa, per arrivare fino ad Amsterdam con la sedia di Mondonico e la conquista della Coppa Italia del 1993. “Questi oggetti esposti – dice Papadopulo – sono un patrimonio di cui devono andare orgogliosi non solo i tifosi del Toro, ma tutti quelli che amano il calcio. Non ero mai venuto prima al Museo, ma me ne avevano parlato Agroppi e Cereser con i quali d’estate ci si trova al mare. Vedere il Museo di persona è veramente toccante”. Quando Beccaria ha raccontato che tutti i giocatori della sua squadra sono stati in visita al Museo il mister ha affermato: “Spero che gli sia rimasto addosso qualche cosa”. E poi parlando del video proiettato: “Per quanto mi riguarda dopo aver visto queste immagini, se possibile, gli stimoli a fare bene sono stati aumentati ancora di più. Fanno aumentare l’adrenalina e non dico che portino ad emulare certi trionfi, ma sicuramente spronano a inseguire gli obiettivi”. Ha aggiunto: “Porterò in visita qualche familiare e amico”. Papadopulo prima di andare via ha ringraziato anche a nome dei suoi collaboratori per l’opportunità di aver potuto visitare il Museo: “Siamo gratificati e onorati , ora sta a noi restituire quanto ci è stato offerto e siamo stati anche fortunati di venire e trovare la Balilla di Gigi Meroni”.
 

Molto emozionato Bianchi che ha ringraziato “per l’onore di poter descrivere il museo e le gesta di chi mi ha preceduto, spero di esserne all’altezza” riferendosi alla prossima realizzazione del dvd “Gli eroi del Capitano”. Il sindaco di Grugliasco parlando delle difficoltà incontrate per far entrare la Balilla a Villa Claretta, che il comune ha dato in uso gratuito al Museo, ha detto che “come si è riusciti a far entrare la macchina nell’edificio così i giocatori del Toro devono fare entrare i gol in porta” e Bianchi gli ha risposto: “Ci impegneremo al massimo, per segnare e vincere, vogliamo essere ricordati come i giocatori che hanno fatto il bene del Toro e non il male”. Domenico Beccaria ha rivolto al capitano e alla squadra un augurio: “Spero che Rolando e che anche gli altri giocatori segnino tanti gol e così ci portino in serie A. Mi auguro che Rolando resti il nostro capitano a vita, perché farsi scappare una persona così sarebbe un vero delitto. So che i casi della vita possono andare diversamente, ma a Rolly – in tempi non sospetti, come sono quelli attuali – veramente auguro una carriera splendida anche se dovesse andare a giocare alla Juve, ma so che il capitano, se gli venisse offerto un contratto, prima di firmare per l’altra squadra ci penserebbe mille volte”. Poi Beccaria ha svelato un segreto relativo a Bianchi: “Lo scorso anno verso la metà di aprile sono stato contattato dal Torino che mi ha detto che il capitano aveva piacere di venire in visita al Museo, per conoscere meglio la storia degli uomini del Grande Torino poiché non voleva andare a Superga e limitarsi a leggere i nomi dei caduti sulla lapide, come è compito dei capitani granata in occasione della ricorrenza del 4 maggio; io mi sono dato disponibile ad aprire il Museo per Rolly e alla fine della visita lui mi ha chiesto di non dire a nessuno che era venuto perché non voleva, visto che in quel momento la squadra era in difficoltà, che i tifosi potessero pensare che lo facesse per piaggeria”.
 

Gianpaolo Muliari, anche lui emozionato, ha ringraziato tutti “per questi momenti che rinsaldano la fratellanza”. E poi sulla Balilla di Meroni ha detto: “Era un sogno che abbiamo cullato da tanto tempo e grazie ai familiari di Gigi e in particolare alla sorella Maria siamo riusciti a realizzarlo. Ci tengo a ringraziare anche Giampiero Della Torre e Gigi Nessi, amici d’infanzia di Meroni, che per trentacinque anni hanno portato avanti il Torneo che si faceva per ricordare Gigi e che da quest’anno purtroppo non ci sarà più e che hanno conservato in piena efficienza la Balilla”.
 

L’organigramma del Museo Granata si arricchisce di una nuova figura: Piero Gay, presidente onorario. “Vi ringrazio – dichiara l’emozionato neo presidente - sono onorato. Il mio impegno c’è sempre stato e finché la salute me lo consentirà non mi tirerò mai indietro. Speriamo che anche la squadra vada meglio. Il Museo, per fortuna, fa continui progressi”.
 

L’occasione di incontrare al Museo il neo allenatore del Torino ha spinto i giornalisti presenti a chiedere al mister quale era stato il primo impatto con la squadra. “Ho tratto indicazioni estremamente positive – ha risposto Papadopulo – e riscontrato grande impegno unito a tanta voglia di fare bene. Adesso questa voglia di ottenere risultati positivi deve essere riversata nelle partite. Bisogna dimostrare che le difficoltà che ci sono state erano solo un caso”.