Tre offerte dagli USA per il Torino: ma Cairo è pronto a trattare la cessione del club?

Tre offerte dagli USA per il Torino: ma Cairo è pronto a trattare la cessione del club?TUTTOmercatoWEB.com
Urbano Cairo
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Oggi alle 11:10Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Sole 24 Ore e Tuttosport

Le prime manifestazioni di interesse concrete per l'acquisto del Torino FC sono arrivate a Urbano Cairo. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore e confermato da Tuttosport, sarebbero tre le offerte preliminari ricevute attraverso l'advisor Bank of America, incaricata di valutare possibili opportunità strategiche per il club granata.

Il “Sole 24 Ore” è tornato a occuparsi dei destini del Torino, nell’edizione di ieri con un articolo a pagina 29 di Carlo Festa dal titolo “Sul tavolo di Bofa le prime offerte per Torino Fc di Cairo” sulla possibile compravendita del club granata. A fine marzo scorso, il 27 per la precisione, sul quotidiano economico era già apparso un trafiletto, 18 righe a pagina 27, che riportava la notizia che qualche settimana prima era circolato un dossier tra le banche d’affari, anche citata Bank of America, sul Torino FC. Allora testualmente fu scritto che: “Al momento non risulterebbero potenziali compratori interessati al Torino”, ma nella chiusura del trafiletto c’era “Ora sembra che, almeno a livello finanziario, qualcosa stia cominciando a muoversi”. Riferendosi anche al fatto, ribadito pure recentemente che il Presidente Urbano Cairo è disposto a vendere il club a qualcuno che abbia maggiori disponibilità  economiche e la volontà di fare il bene del Torino.

Ora il “Sole 24 Ore” afferma che: “Arrivano sul tavolo dell’advisor finanziario, la banca statunitense Bank of America, le prime offerte per il Torino Fc di Urbano Cairo. Secondo indiscrezioni, alcune manifestazioni di interesse starebbero arrivando sul tavolo di Bank of America, la banca d’affari che sta sondando il mercato per valutare eventuali opportunità strategiche per il club controllato da Urbano Cairo. Le proposte giunte nelle ultime settimane proverrebbero prevalentemente da investitori statunitensi, confermando il crescente interesse del capitale americano nei confronti del calcio italiano e, in particolare, della Serie A. Sebbene non siano ancora emersi nomi ufficiali, fonti vicine al dossier riferiscono che diversi gruppi nordamericani starebbero analizzando il dossier del Torino. L’attività di Bank of America sarebbe finalizzata a raccogliere e valutare le diverse manifestazioni di interesse. La valutazione del club sarebbe superiore ai 200 milioni di euro”.

Oggi Tuttosport riferisce che sul tavolo di Bank of America sarebbero arrivate tre (tutte venute a galla in tempi recenti). In particolare, si tratterebbe di manifestazioni di interesse promosse da soggetti specificatamente statunitensi: fondi di investimento e holding attive nel settore dello sport, non singoli magnati, individui “solitari”.

Tre manifestazioni di interesse per il Torino - Le proposte, tutte provenienti dagli Stati Uniti, sarebbero state presentate da fondi di investimento e holding specializzate nel settore sportivo. Non si tratterebbe quindi di singoli imprenditori, ma di gruppi strutturati interessati a investire nel calcio italiano e in Serie A.
Bank of America, una delle principali istituzioni finanziarie americane, sta raccogliendo e analizzando le manifestazioni di interesse ricevute nelle ultime settimane. Al momento non sono emersi nomi ufficiali dei potenziali acquirenti.

La valutazione del Torino però divide le parti - Il nodo principale resta la valutazione economica del club. Secondo le indiscrezioni, gli investitori interessati attribuirebbero al Torino un valore inferiore ai 200 milioni di euro, mentre Urbano Cairo ritiene che la società valga sensibilmente di più.
Il presidente granata ha più volte dichiarato di essere disposto a cedere il Torino qualora si presentasse un soggetto con adeguate risorse finanziarie e un progetto in grado di garantire un futuro ambizioso alla società.

Fondi americani e la Serie A: precedenti e risultati - L'interesse degli investitori statunitensi per il calcio italiano è cresciuto costantemente negli ultimi anni. Tuttavia, i risultati ottenuti dalle proprietà americane in Serie A sono stati differenti.
Nel caso del AC Milan, prima con Elliott e poi con RedBird è stato risanato, ha aumentato ricavi e i valore del marchio e continua a lavorare sul progetto dello stadio di proprietà, ma sul piano dei risultati sportivi dopo lo scudetto del 2022 i risultati sono stati altalenanti e i tifosi contestano la politica societaria considerata troppo attenta ai bilanci e poco aggressiva sul mercato.
Anche i Friedkin la AS Roma hanno riassestato le finanze e investito milioni per il mercato e le infrastrutture arrivando alla vittoria della Conference League e ottenendo diverse qualificazioni europee, ma non sono ancora riusciti a far fare il salto definitivo al club e tanto meno riuscire a competere per lo scudetto.
Più problematico il caso del Genoa CFC sotto la gestione di 777 Partners, gruppo finito al centro di difficoltà finanziarie e vicende giudiziarie.
Diversa la situazione di ACF Fiorentina e Parma Calcio 1913, guidate rispettivamente da Rocco Commisso e Kyle Krause, dove i progetti possono essere definiti ancora incompiuti o volendo in divenire. Si tratta però di imprenditori proprietari e non di fondi. Hanno investito nelle infrastrutture e dato una stabilità, però è da vedere se ci saranno risultati sportivi davvero soddisfacenti. Anche il Verona con Presidio Investors e il Pisa con una presenza americana al momento non hanno portato a risultati sportivi e infatti le due squadre sono appena retrocesse in Serie B.

Cairo venderà davvero il Torino?
La presenza di tre offerte rappresenta un primo passo concreto verso una possibile cessione del Torino. Tuttavia, la distanza tra la valutazione richiesta da Cairo e quella degli investitori interessati potrebbe rendere lunga e complessa qualsiasi trattativa.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se una delle manifestazioni di interesse presentate o altre che potrebbero arrivare si trasformerà in una vera negoziazione e se, dopo quasi vent'anni di gestione, Urbano Cairo sarà davvero pronto a passare la mano.