Obiettivo minimo per il Torino è terminare il campionato conquistando 14 punti

21.02.2020 18:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
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Obiettivo minimo per il Torino è terminare il campionato conquistando 14 punti

Quattordici partite per aggiustare un’annata che era partita con l’entusiasmo di giocare i preliminari d’Europa League e con l’intento di continuare poi nella fase a gironi e magari anche oltre, in campionato di migliorare il settimo posto dello scorso anno e in Coppa Italia di andare il più avanti possibile, ma che già alla fine d’agosto ha portato la prima cocente delusione in Europa e poi l’andamento negativo ha sempre più preso piede anche all’interno degli italici confini sia in campionato sia in Coppa Italia, dove poteva starci essere eliminati dal Milan un po’ meno l’essere arrivati al 90esimo con il passaggio del turno in tasca ed esserselo fatto sfuggire.

Adesso il Torino si ritrova poco sopra la zona retrocessione, cinque punti, e con il fardello di non essere ancora riuscito a conquistare nemmeno un punto nelle prime cinque giornate del girone di ritorno, oltretutto avendo disputato ben tre partite con squadre che stavano più in basso di lui in classifica, Sassuolo, Lecce e Sampdoria.
Moreno Longo da diciotto giorni alla guida dei granata sta facendo di tutto per dare ai giocatori una condizione atletica migliore e per sgombrare le loro teste da timori sulla carta infondati, ma che evidentemente li hanno attanagliati a tal punto da rendere le loro prestazioni ben al disotto del potenziale. E li sta stimolando, anche nell’orgoglio, al fine di ottenere da loro una reazione che li porti a risalire in classifica dall’attuale quattordicesimo posto.

Domenica pomeriggio il Torino affronterà il Parma che ha otto punti in più e che è sesto insieme a Verona e Milan. Il tasso di difficoltà della partita non è altissimo, diciamo medio, ma stante il tracollo dei granata nell’ultimo periodo è decisamente elevato. Un’altra sconfitta renderebbe la situazione dei granata preoccupante non solo per la sconfitta di per sé, ma per come potrebbe incidere sulle teste dei giocatori e sulla pazienza dei tifosi che nonostante tutto hanno contestato ben poco la squadra in rapporto ai risultati e dopo l’arrivo di Longo ancor di più si sono stretti ai giocatori sostenendoli.
E’, però, arrivato il momento che i giocatori del Torino dimostrino di non essersi “imbrocchiti”. Sono professionisti e almeno per loro stessi devono non solo sfoderare prestazioni degne di questo nome, ma anche ricominciare a fare punti. Quattordici partite sono quarantadue punti in palio e almeno quattordici devono assolutamente essere conquistati tenuto conto che gli avversari saranno, con l’alternanza casa e trasferta, Parma, Napoli, Udinese, Cagliari, Lazio, Juventus, Brescia, Inter, Genoa, Fiorentina, Verona, Spal, Roma e Bologna. Farne meno vorrebbe dire che il Torino merita di retrocedere in Serie B e che, a prescindere dalle responsabilità della società e di Mazzarri ed eventualmente di Longo, i giocatori sarebbero in generale, salvo qualche rara eccezione, di una mediocrità imbarazzante.